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La pioggia ha spento la “Library of Light” di Es Devlin
Saul Stucchi su ALIBI ON LINE



Davo per scontato di essermi perso l'unica installazione del Fuorisalone del Mobile che mi interessasse, almeno dalle immagini che avevo visto sui giornali e sui social.

Così, quando ho varcato il portone del palazzo, diretto alla Pinacoteca per ammirare ancora un po' di pittura veneta dopo la scorpacciata (con delusione) alle  Gallerie dell'Accademia di Venezia, mi sono stupito nel constatare che Library of Light di Es Devlin circondava ancora Bonaparte come Marte pacificatore di Antonio Canova, al centro del cortile.

Ne sono stato molto contento. Dopo qualche istante, però, ecco una piccola doccia fredda: visto l'acquazzone che si era appena abbattuto su Milano i libri che erano stati disposti sugli scaffali dell'installazione – e che ne facevano parte di diritto – erano stati momentaneamente ritirati. Rimanevano soltanto dei surrogati colorati.
Anche se in parte “mutilata”, l'opera dell'artista e scenografa britannica (nata in Inghilterra nel 1971) è davvero teatrale. Al fascino molto contribuiscono, senza dubbio, la cornice e lo scultoreo imperatore proprietario delle chiappe più sode del Regno d'Italia. Fatto sta che l'atmosfera era piuttosto elettrizzante, vuoi per i turisti, vuoi per la pausa al maltempo che sta rovinando la primavera, vuoi per l'insieme di tanti elementi che concorrevano a creare un “evento” che rimarrà nella memoria di chi vi ha in qualche modo partecipato.
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Saul Stucchi

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  17 aprile 2025