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Quartett di Heiner Müller
diretto da Maximilian Nisi
Saul Stucchi su ALIBI ON LINE
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Fino a domenica primo febbraio il Teatro Franco Parenti di Milano propone per la sua Sala Blu lo spettacolo Quartett di Heiner Mu¨ller, per la regia di Maximilian Nisi che ne è anche interprete insieme a Viola Graziosi (entrambi tornano periodicamente a calcare uno dei palcoscenici del teatro multisala milanese: ricordo per esempio il primo ne Il piacere dell'onestà di Pirandello e la seconda in Offelia suite. In questo caso si tratta di un piccolo gioiello raffinato che gusteranno in particolare gli amanti delle atmosfere settecentesche. Mu¨ller, infatti, si rifà alle Liaisons dangereuses (Le relazioni pericolose) a due secoli di distanza dalla composizione del romanzo epistolare di Choderlos de Laclos (i due testi, quello del tedesco e quello del francese, sono rispettivamente del 1980 e del 1782). E quelle sono richiamate dai bei costumi di Vincenzo La Mendola, che firma anche le scene. Allo spettatore sembrerà di calarsi in un film in costume o di veder prendere vita alcuni dei ritratti di Vittore Ghislandi più noto come Fra Galgario. Il velo sulla quarta parete quella che mette in comunicazione la scena con la platea accentua la dimensione onirica di quell'ambiente claustrofobico in cui si muovono i due interpreti. E dico interpreti perché i personaggi in realtà sono di più. Quartett è infatti la rappresentazione di un gioco di ruolo tra la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, entrambi lontani ormai dai loro giorni migliori. Come topolini di laboratorio in gabbia, si muovono avanti e indietro nel boudoir tra specchi (elemento fondamentale per tutte le implicazioni psicologiche e sceniche che comporta, come moltiplicatore di immagini e di significati) e arredi in rovina. Si cercano, si respingono, si toccano e si usano per raggiungere il proprio piacere, tra gesti più o meno espliciti e mugolii. ... Saul Stucchi Foto di Michele Pantano L'articolo completo su ALIBI ON LINE
30 gennaio 2026
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