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Nel regno del gioco di David Toomey
Michele Lupo su ALIBI ON LINE
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Perché si gioca, perché gli animali giocano è la domanda delle domande; o forse la precede quella sulla sua definizione. Di cosa parliamo quando parliamo di gioco? L'ultimo volume della bella collana adelphiana Animalia, il quindicesimo, ruota intorno a questioni del genere. Lo ha scritto David Toomey e il titolo è Nel regno del gioco. La sua è una sfida interessantissima perché l'inutilità del gioco, l'essere fuori dalla dimensione dell'utile ne complica le possibilità di comprensione, al punto da risultare argomento abbastanza trascurato dalla ricerca scientifica. Ipotesi non mancano, va da sé: il gioco come esercizio infantile che ci aiuta a crescere, oppure per scaricare energie eccedenti, oppure come forma di socialità o ancora addestramento all'imprevisto soluzioni che a ben guardare mettono a rischio quanto suggerito prima, ossia la presunta inutilità del gioco, l'idea che nell'ottica di un processo evolutivo non serva a nulla. È piacevole oltre che istruttivo invece attraversare il volume per conoscerne possibili declinazioni. Scimmie, polpi, suricati, ratti (nei quali i protocolli che distinguono il combattimento vero da quello ludico sfumano la loro rigidezza per lambire la sfera sessuale: pare che chi fra essi gioca poco da giovane, da adulto sarà sessualmente a disagio) offrono spettacoli che divertono loro e a volte anche gli umani che li osservano. Ci si stupirà di scoprire che un'attività ricreativa molto diffusa fra i mammiferi è quella di arrendersi dolcemente alla gravità lasciandosi scivolare: sulla neve, sull'acqua, nel fango. Forse per questo Darwin si preoccupò di dotare la propria abitazione di un grande scivolo mobile per i suoi dieci bambini. Si dà spesso una dimensione rituale, osservabile in molte specie il tipico movimento del cane che piega gli arti anteriori abbassandosi di fronte al compagno, che sia un altro cane, un gatto o un uomo, ci dice di un comportamento insieme istintivo e sofisticato. Dietro il quale vi è una Teoria della Mente (ToM nel linguaggio della neuropsicologia) funzionante, ossia una sufficiente capacità di decodificazione delle intenzioni e delle emozioni altrui. Anche i cani, come i ratti o i gorilla e altre specie, sanno mordere senza far male, riconoscendo il confine fra l'esercizio ludico e il combattimento vero e proprio. Ed è discussione aperta ancora oggi fra il celebre paradigma del gene egoista di Dawkins e una lettura meno cruenta dell'evoluzione. In ogni caso, come negli altri libri della collana, si rinnova la rivelazione della straordinaria intelligenza che dal fondo degli oceani (si vedano i capodogli nelle ricerche del noto Carl Safina, autore principe della collana) al cielo sopra di noi, la natura animale ci mostra. Michele Lupo
David Toomey Nel regno del gioco Traduzione di Isabella C. Blum Adelphi Collana Animalia 2026, 329 pagine 28 L'articolo completo ALIBI ON LINE
24 giugno 2026
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