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GIROVAGANDO PER MOSTRE
L'arte della Belle Époque a Pavia
Una grande mostra alle Scuderie del Castello Visconteo
Mauro Reali



Dal 6 settembre al 14 dicembre 2008, nel suggestivo spazio delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, si può visitare una bella mostra di pittura La Belle Époque. Arte in Italia, 1880-1915, che nei mesi passati era già stata allestita a Rovigo (info: www.scuderiepavia.com).
I curatori – Dario Mattoni e Francesca Cagianelli – intendono darci una vivace immagine della società italiana a cavallo tra i due secoli scorsi, e – in particolare – evocare quell'atmosfera di mondanità e leggerezza (reale o fittizia?) che dovette precedere la Grande Guerra.

Zandomeneghi
Zandomeneghi

Le signore eleganti dipinte da De Nittis, Zandomeneghi, Boldini, i pittori italiani protagonisti della vita culturale parigina, ma anche dal “nostro” (nel senso di monzese…) Pompeo Mariani – in “bilico” tra Milano, Bordighera, Montecarlo – sono forse l'immagine più significativa di quest'epoca. Signore per lo più borghesi che – segno della “modernità” che caratterizzò quei tempi – avevano tolto la scena alle paludate nobildonne ottocentesche. Il loro naturale “palcoscenico” erano i teatri, i caffè, le corse dei cavalli, le boutiques alla moda o le località di vacanza, luoghi che esse – seducenti, fatali e talora vere e proprie “diavolesse” (si leggano, a questo proposito, alcune belle pagine del catalogo edito da Silvana) – bazzicavano con da vere primedonne… Certo l'epoca era ben più complessa di come appare in questo mio breve sunto; e le contraddizioni che l'animavano portarono tosto a violente lotte sociali (naturali esiti della nuova realtà industriale) e al conflitto che turbò - tra il 1914 e il 1918 – larga parte del mondo.

Pompeo Mariani  Boldini
Pompeo Mariani e Boldini

E, a ben guardare, i volti di quelle signore alla moda di cui si già è detto – ma anche di quelle dipinte da Corcos, Cavaglieri, Gioli, Amisani, Bonzagni… - non sempre sorridono, e la loro bellezza - altera e nel contempo triste - era forse presaga di quanto stava per capitare. Insomma, ammirando i bei quadri in mostra a Pavia si ha l'impressione di un carpe diem già venato dell'idea che il dies volga verso la sera…

Dudovich
Dudovich

A completamento della sezione di pittura, non manca una splendida sezione dedicata alle affiches pubblicitarie; l'arte – del grande Dudovich, di Aleardo Villa, di Carpanetto – è dunque per le prime volte al servizio del mercato; di un mercato che – alla luce della felice congiuntura economica di allora – sembrava inarrestabilmente portato ad espandersi. Ma poi – ci risiamo… – i conflitti sociali, la Guerra, il crollo di Wall Street del '29, “fischiarono la fine della ricreazione”: ma stiamo davvero parlando di un secolo fa, o stiamo guardandoci allo specchio?

Mauro Reali


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  12 settembre 2008