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Il Bianco e il Nero
Anna Marini
Bianco e nero, luce e ombra, bene e male, gli antipodi: ode al manicheismo. Due tinte cromatiche che forse non sono nemmeno colori per l'assenza dei pigmenti. Oriente e Occidente attribuiscono loro una forte valenza simbolica, che appartiene alla cultura dei popoli. Non solo, il bianco e il nero dominano l'arte e la moda. Sono protagonisti fino a febbraio della mostra allestita alla ArcGallery di Monza: un' antologia che accosta differenti generazioni in una sfida di espressione con la sola luce e il buio assoluto. I monocromi vantano nella storia dell'arte un lungo cammino di sperimentazione: dai quadrati di Mavelich agli Achrome di Piero Manzoni. Il bianco e nero sono monocromi assoluti, muti, eppure cantori di un gesto che può essere compiuto sulla tela o nelle pieghe della materia. Una voce, un grido, una melodia di forme e superfici: le sfumature cromatiche, qui assenti, sono affidate alla morfologia che esprime un concetto. Alla ArcGallery è allestito un dispiegamento di linguaggi differenti, di poetiche in cui la pittura si fonde nella scultura e le discipline non sono più distinguibili. Le opere si ergono come creature della mente o divengono dimensioni oniriche; dove tace il colore si perviene all'essenza delle cose. Nove autori uniti dal tentativo di oltrepassare il colore e mostrare la propria abilità; diverse generazioni accostate nel profondo silenzio acromatico. Dalle tele all'acrilico, dalla materia al plexiglas, all'alabastro e al gesso, numerose le discipline e le tecniche invocate per inscenare le infinite possibilità dell'arte. Le forme di Alessio Ceruti si trasformano, rendendosi riconoscibili agli occhi della memoria; la sua è una ricerca condotta sulle conchiglie, gli scrigni del mare. Instancabile esploratore del mondo, è all'ambiente che l'artista rivolge la sua poetica e la sua arte diviene strumento di sensibilizzazione. Le sculture da parete di Giovanni Ronzoni, architetto e sperimentatore di linguaggi espressivi differenti, sono tribali icone energetiche che rimandano all'archetipo. Isa Locatelli raggiunge la bellezza nella semplicità e nell'immediatezza espressive; realizza così il suo spazio interiore, quel luogo carico di vissuto, custodito nell'inconscio. Una molteplicità di materiali concorre in un geniale collage a oltrepassare le discipline di pittura e scultura: a dirigere la melodia espressiva è la musica, amata e dipinta nelle opere dell'artista. L'arte di Brunella Rossi, volta all'interpretazione, supera la consistenza dell'acquerello e della tempera, a favore di una materialità dalla spiccata matrice astratta. Pieralberto Filippi con le sue figure svettanti e sinuose, impresse in un morbido movimento, quasi una danza scolpita nel marmo. Un accenno alla geometria e poi uno slancio elegante, una curva che diviene materia. Le pittografiche di Michela Roffarè nascono dall'arte istintiva della pittrice bellunese e dalla necessità di comunicare con il mondo. L'arte di Max Marra alimentata dalla letteratura, affonda nel vissuto dell'autore, nei luoghi di Calabria, contesi tra la terra il mare: queste opere, tutte al bianco, sembrano protendersi con il loro materico spessore verso chi le osserva. ValentinaKi (Valentina Kovalishina) arricchisce la collettiva con un'opera tratta da Untitled, Senza titolo, che pone al centro l'ecosostenibilità del mare. Un tema dalla grande urgenza contemporanea, sviluppato nel tempo dall'artista lettone, alla vista del suo mare solcato dalla devastazione del petrolio. Immagini molto forti, impresse nella sensibilità della giovane pittrice, che governano gran parte della sua produzione. Le tele scomposte, sfilate e poi ricomposte, in una rinnovata consistenza, da un'artista che ha lavorato anni nel mondo della moda, la cui espressività è stata accolta dai tessuti: Angela Filippini. L'eleganza che emerge dai materiali freddi come il marmo e la pietra arriva dalla potenza espressiva di Simona Ripamonti, coltivata nella ricerca del tratto pulito e nelle esperienze di vita. Tra il viaggio e il viaggiatore nasce un sodalizio, una sinfonia di comuni intenti e l'uno ha bisogno di riconoscersi nella presenza dell'altro. È la metafora del percorso che invoca Daniela Frocella sopra un supporto di legno e di resina dove sono intagliate le altimetrie dell'animo e del cuore. Anna Marini
Il Bianco e il Nero ArcGallery, Spalto Piodo, 10 Visitabile fino al 10 febbraio 2019 mercoledì-giovedì-venerdì: 15:30-19:30 sabato 10:30-19:30 apertura straordinaria tutte le domeniche pomeriggio di dicembre. Condividi su Facebook EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati
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