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La Fontana delle Rane



La Fontana delle Rane

Da non molto la “Fontana delle Rane”, come titola la cartolina, ha sostituito l'edicola dei giornali.
Laura, Gina, Elisa, nel 1934 scrivono alla signora Angiolina a Casale di Mezzanino.
La cartolina riprende la piazza Roma con un certo movimento di persone e mezzi: gente indaffarata che cammina o sosta ai tavolini del bar e sotto l'Arengario. Uno rimira la fontana e gli spruzzi delle rane. Nessuno sembra accorgersi di una giovane donna nuda che si rinfresca in pubblico al centro della città. Un carretto col cavallo convive, di fianco all'Arengario, con un camioncino.

La Fontana delle Rane

In una cartolina precedente, spedita nel '24, la piazza e l'Arengario sono pieni di gente con due militari in primo piano e il tram “Imperiale” di fianco all'edicola di piazza Roma. In questa cartolina il cugino Giuseppe manda saluti e baci al signorino Dante in un paesino vicino a Ravenna.

La Fontana delle Rane
Piazza Roma fu ricavata dalla demolizione di edifici. Infatti gli interventi per la realizzazione della Ferdinandea, che aveva modificato il centro della città , con la realizzazione del Ponte dei Leoni e la nuova via (vedi cartolina ) che mirava l'Arengario, videro poi anche la demolizione del Pretorio (connesso con un pontile all'Arengario) e la formazione della nuova piazza dove vi fu anche il capolinea dei tram prima di proseguire per il Parco . Infatti una terza cartolina mostra la “Piazza della Stazione” dove si intravede, di fianco all'Arengario, la piazza ancora in definizione per il fronte nord.
Numerose le cartoline con la piazza, la “Fontana delle Rane” (anche se in una sola ho trovato questa definizione), l'Arengario e il tram, sia l'Imperiale che la Carrozzetta.
La Fontana delle Rane è dello scultore Aurelio Mistruzzi, friulano che, leggo, nacque nel 1880 e morì nel 1960. Fu scultore di un certo impegno che lavorò in molte parti di Italia (di lui trovo la citazione di interventi tra cui opere a Udine, a Padova, numerosi i monumenti ai caduti dopo la prima guerra mondiale, opere cimiteriali e anche una numerosa e apprezzata attività di medaglie. In età avanzata fu chiamato anche a realizzare a Santo Domingo il monumento per il sanguinario dittatore generale Trujillo .

La Fontana delle Rane

Una quarta cartolina mostra più da vicino la giovane nuda al bagno che si spruzza con un getto dalla mano alzata . E' spedita nel '38 da un signor Sironi all'amico Luciano e signora a Oneglia. Sembra quasi che per strana e pudica censura tutte le cartoline riprendano da lontano questo unico nudo femminile in città, o da posizioni che non mostrano il davanti di questa giovane donna in delicata posizione naturale, quasi intima, leggermente piegata nel freddo dello spruzzo di acqua diretta e degli spruzzi laterali delle rane.
Anche il basamento della statua è piacevole e con modanature di memoria classicheggiante così come la bella e divertente vasca a lobi con una rana ciascuno e con due aiuole laterali a falce di luna.

Piacevole il motivo degli spruzzi delle rane, convergenti sulla piattaforma e piccola vasca che contiene il piedestallo della statua e dove l'acqua poi ricade in quella sottostante. In questa geometria perfetta è introdotto il motivo eccentrico e stimolante dello spruzzo dalla mano che tiene la rana verso l'inguine della giovane. La capigliatura a caschetto, il taglio dei capelli, esprime con sorpresa la piena contemporaneità dell'opera quando fu ideata, dando ancor più un delicato sapore erotico all'immagine.

La Fontana delle Rane     La Fontana delle Rane
poverina, com' ridotta ! foto Dida Paggi

Tutto sommato una statua interessante per il centro della città, per il tema irrituale e non retorico, per la delicatezza e naturalezza della statua, del basamento e della vasca che ancor oggi è punto di sosta di tutte le età per chi si siede in centro. Quando passo a piedi, in una giornata calda, sento il richiamo della frescura dello scroscio e se socchiudo gli occhi anche il gracidio delle rane.
Con un po' di gigioneria mostro anche un mio disegno di quando avevo quindici anni e mi piaceva ritrarre aspetti della città girando con album e carboncino.

Alfredo Viganò


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  5 marzo 2008