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“Ti portiamo il Parco a casa”
Tania Marinoni


Domenica 25 ottobre è andata in scena la prima edizione online del Festival del Parco di Monza, che l'Associazione Novaluna, con la sua presidente, Annalisa Bemporad e il personal adiuvator Alberto Colombo, ha dedicato alla memoria dell'architetto Alfredo Viganò, scomparso esattamente un anno fa. Molte sono state le associazioni che, avendo aderito all'iniziativa, hanno portando la propria testimonianza di valorizzazione del maggior parco d'Europa circondato da mura. Il ricco programma ha incluso numerose interviste, testimonianze e video, che, divisi in sezioni, hanno intrattenuto gli spettatori con una serie di contributi incentrati sul tema nutrizionale, culturale e gestionale della meravigliosa risorsa che è il Parco.

L'evento è stato condotto dal giornalista Roldano Radaelli, “un tour de force che neanche Mentana” ha commentato Sergio Civati, organizzatore dell'evento assieme ad altri quattro entusiasti volontari, e ha visto in apertura l'intervista che Monica Guzzi de Il Giorno, ha rivolto a Dario Allevi, sindaco di Monza e presidente del Consorzio Villa Reale Parco di Monza.

Vittorio Gatti ha aperto la prima sezione, Parco che nutre, Parco che cura, illustrando ai follower le produzioni agricole: tra queste, il latte, il miele, ma anche l'aglio orsino, abbondantemente presente lungo le rive del Lambro, tanto da divenire un vero e proprio simbolo territoriale.
Presenza storica del Parco è la Fattoria Mulini San Giorgio della famiglia Colosio, testimone del progetto di economia circolare ante litteram e dell'importante ruolo svolto oggi nel governo dei prati. Con Paola Santeremo, Presidente Confederazione Italiana Agricoltura e Patrizia Ucci, medico e tra i coordinatori del Progetto Cibo e salute di Slow Food, si sono affrontati gli importanti temi del rapporto tra cibo e salute e quello dell'agricoltura nei parchi storici.

Spesso il Parco di Monza viene inteso dai cittadini come una sorta di palestra all'aperto, nella quale avventurarsi in Gruppi di cammino. Questi, ha commentato il dottor Silvano Casazza, Direttore Generale ATS Brianza, sono circa settanta e hanno una grande valenza legata alla salute e al benessere fisico, ma anche psico-relazionale.
Le bellezze naturalistiche del Parco sono state immortalate da Roberto Alfieri, che ha realizzato una notevole produzione video: un'attività protrattasi per cinque anni, che ha permesso di immortalare la vegetazione e il paesaggio, grazie anche all'utilizzo di un drone e alle “immersioni” nel verde compiute di notte dall'autore.

La struttura del Parco conserva un fascino architettonico notevole, grazie ai cannocchiali prospettici che ne caratterizzano la struttura. Come ha detto Corrado Beretta, Area Valorizzazione Reggia di Monza, gli assi prospettici sono il frutto del lavoro di numerosi architetti del periodo francese, che hanno reso unico il Parco attraverso l'utilizzo della sezione aurea e l'importazione del bello da altri giardini. Il Parco di Monza, oltre ad uniche meraviglie, nasconde anche avvincenti misteri, come le geometrie e i simboli massonici, descritti dalla scrittrice e storica locale Valeriana Maspero.

Cascina Mulini Asciutti
è una struttura rurale agricola sorta nell'Ottocento, che, grazie all'impegno decennale di CREDA Onlus, è stata riportata agli antichi splendori. Il restauro, che ha permesso di riscoprire l'identità della cascina, ha interessato non solo il mulino, ma anche la macina. Come ha detto Luca Baglivo, direttore dell'Associazione, la cascina è adesso un centro di educazione ambientale rivolta a studenti e visitatori, oltre ad essere un riferimento per aziende del settore. L'intento di CREDA Onlus è tuttavia quello di intraprendere un restauro globale della struttura, candidata a divenire sempre più una “scuola di sostenibilità”.

Il Parco deve la sua fama anche alla celebre Scuola Agraria, che da anni si prefigge come obiettivo la formazione in ambito sia hobbistico, che professionale. Con i suoi 1500 tecnici e operatori del verde certificati, che si diplomano ogni anno, l'istituto si rivela sempre più un riferimento, oggi in ambito regionale, ma in un breve futuro anche internazionale.
In merito al tema della gestione del verde, sono intervenuti Dante Spinelli, agronomo, consulente per il Parco della Valle del Lambro, e l'architetto Fabio Berti, Responsabile dell'Area Tecnica Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. I due tecnici hanno illustrato l'attività di monitoraggio dedicata a ciascun albero e quella di presidio, che consente di effettuare interventi di messa in sicurezza, in seguito alle segnalazione dei cittadini.

Verso la conclusione della manifestazione la sezione Regge e Giardini d'Italia ha svelato il recupero di uno dei gioielli ospitati all'interno della Villa: il Teatrino di Corte, che, grazie all' intervento conservativo, ha finalmente riacquistato l'unitarietà dell'apparato decorativo. Un altro cantiere conclusosi di recente ha portato alla luce una notevole scoperta; sotto il Tempietto restaurato appare, infatti, una sala circolare: si tratta del cosiddetto Tempietto ipogeo. Come ha commentato l'architetto Marco Mingozzi, in esso si riconoscono le fondazioni del tempietto. Tuttavia, per le finiture ritrovate, si può affermare che l'ambiente non era solo tecnico, ma veniva utilizzato per diletto dai nobili della Villa Reale.

Questi ed altri importanti contributi hanno arricchito la manifestazione culturale che ha intrattenuto la cittadinanza per l'intera giornata. Di grande fascino gli interventi musicali regalati dall'Ensamble Sangineto (che si è esibita in canti e musiche della tradizione popolare friulana, lombarda, ligure e siciliana), il Quartetto Legometha, che ha eseguito brani di Ludwig van Beethoven, le interpretazioni degli artisti di Phase Duo e di altri musicisti che con i loro momenti magici hanno accompagnato la prima edizione on line del Festival del Parco di Monza.

Tania Marinoni


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  27 ottobre 2020