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IL DITO NELL'OCCHIO
La strage in Kenia


La strage in Kenia

“Perseguitati e crocifissi sotto i nostri occhi e spesso con il nostro silenzio complice” ha detto il Papa. E il Corriere scrive : “Se azzeriamo per un istante la distanza dal Kenia, se proviamo a riguardare l'immagine e sostituire alla pelle scura dei volti schiacciati contro il pavimento una carnagione chiara rosata, più simile alla nostra, ci riconosceremo. Retorico? Patetico? Forse.”

Retorico o patetico non ha importanza, la domanda è: e dopo che ci siamo riconosciuti possiamo fare qualcosa? Perché se possiamo, dobbiamo, su questo non c'è dubbio. Ma qualcuno vuole dire cosa possiamo fare? Perché altrimenti sono soltanto chiacchiere.

Al di là di quello che è o non è giusto, nessuno è in grado di fare un intervento militare risolutivo: non certo noi italiani, ma nemmeno la Nato e neppure l'ONU, anche ammesso che non ci sia chi opponga il proprio diritto di veto. E allora ?

Smettere di fornire armi, giusto e necessario, ma irrealizzabile.

Vice


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   6 aprile 2015