Le diverse frazioni del villaggio di Masafer Yatta hanno avuto la disgrazia di essere in una zona che l'esercito israeliano aveva scelto fin dagli anni '80 come "zona di tiro" militare, denominata Firing Zone 918. E fin da allora gli israeliani hanno fatto di tutto per rendere impossibile la vita dei palestinesi per convincerli ad andarsene. Poi a partire dal 2019, come documenta il documentario, sono iniziate le demolizioni di case, strutture agricole e infrastrutture a seguito di ordinanze che sostenevano che le case erano abusive, e molte in effetti lo erano in quanto erano decenni che non veniva rilasciata alcuna concessione edilizia.
Nel maggio 2022 la Corte Suprema israeliana ha autorizzato formalmente lo sgombero di circa 1.000 palestinesi residenti in quest'area e le demolizioni sono aumentate.
Ma gli abitanti cercano di resistere e di non abbandonare le terre di loro proprietà da generazioni. Tre giovani palestinesi, Basel Adra, Hamdan Ballal, e Rachel Szor, si improvvisano registi e documentano, a partire dal 2019 e fra mille difficoltà e contrasti, le azioni, diurne ma anche nel pieno della notte, dell'esercito di Israele e la resistenza degli abitanti disperatamente abbarbicati alla loro terra. Ad essi si affianca il giornalista israeliano Yuval Abraham assolutamente contrario alla politica del governo ed al conseguente comportamento dell'esercito israeliani, che addirittura partecipa alla regia e, assieme a Basel Adra è la voce narrante del documentario.

A scene che documentano in tempo reale le demolizioni delle leggerissime case dei palestinesi si aggiungono interviste agli abitanti del villaggio.
Bella anche la scena degli abitanti che marciano compatti gridando slogan, controllati a distanza dai soldati. Proprio come facevano gli abitanti di Nabi Saleh, che abbiamo visitato nel 2015, che di questa marcia del venerdì sera avevano fatto una tradizione e quasi un rito.
Un film angosciante.
Ma, per chi non vuol vedere, un film di propaganda, un film antisemita, e negli States ha avuto notevoli difficoltà di distribuzione.
Terminato nel 2023 "No Other Land" ha avuto la sua prima mondiale il 16 febbraio 2024 nella sezione Panorama del 74º Festival Internazionale del Cinema di Berlino, dove ha vinto il Panorama Audience Award per il Miglior Documentario e il Berlinale Documentary Film Award. Il 23 gennaio 2025 il film è stato nominato per l'Oscar al Miglior Documentario ai 97º Academy Awards.
Assolutamente da vedere
JLV
Il 2 marzo 2025 il film ha ricevuto l'Oscar per il miglior documentario durante la 97ª edizione dei Premi Oscar.
Questo è quanto hanno detto i due registi durante l'acceptance speech.
Basel Adra: «Quando sono diventato padre, due mesi fa, ho promesso a mia figlia che non avrebbe vissuto la mia stessa vita, sempre con la paura della violenza, della distruzione di case, quello che io e la mia comunità viviamo ora sotto occupazione israeliana. È difficile mostrare la durissima realtà che abbiamo dovuto sopportare per decenni, chiediamo un intervento per fermare la pulizia etnica dei palestinesi».
Yuval Abraham: «Abbiamo fatto questo film insieme, palestinesi e israeliani, affinché la nostra voce sia più forte. Io guardo Basel, che è palestinese, che è come un fratello, e vedo che siamo persone uguali, ma viviamo in un regime dove io sono libero secondo la legge civile e Basel per le leggi militari che distruggono la sua vita non lo è.
Vogliamo una soluzione politica che riconosca i diritti di tutti. La politica estera degli Stati Uniti sta ostacolando questa strada. Perché? Non vedete che siamo tutti interconnessi? Il mio popolo, quello di Israele, può essere realmente al sicuro solo se il popolo di Basel è veramente libero e al sicuro. Non ci sono altre soluzioni».