
Juno
regia di Jason Reitman
Interpreti: Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, Olivia Thirlby.
Durata: 92 minuti.
Usa (2007)
Aurelio Tagliabue
L'adolescente Juno MacGuff è rimasta incinta del suo compagno di scuola Paulie. Supportata dai suoi comprensivi genitori e dalla sua amica del cuore, Juno prende in considerazione la possibilità di donare il nascituro a Vanessa e Mark Loring, una coppia che non può avere figli
Oscar 2008 alla miglior sceneggiatura originale.
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| dal sito www.mechoddl.com/ |
JUNO è un film giovanile nello stile (titoli di testa con disegni animati, canzoncine quasi infantili nella colonna sonora), che parla di giovani, ma che non è giovanilistico. Anzi ritengo che soltanto un adulto possa comprenderlo ed apprezzarlo in tutte le sue sfumature. È anche un film molto americano, cioè permeato della cultura di quella società e del suo modo di intendere la famiglia, la scuola, la maternità (in quale altro Paese è possibile adottare un bambino prima della sua nascita?); tuttavia propone argomenti universali. È invece molto italiana e fuori luogo l'idea di scoprire se il film sia una denuncia, o esattamente il contrario, dell'aborto. Non c'è nulla di così schematico e definitivo nella sceneggiatura, a cominciare dalla protagonista, Juno, la sedicenne che scopre una gravidanza indesiderata e l'accoglie con sfrontatezza ed ingenuità. È un personaggio positivo o negativo? Come giudicare il suo repentino passaggio dalla decisione di abortire, a quella di far nascere il bambino, per darlo fin da subito in adozione? Dal punto di vista narrativo, il personaggio ha la funzione di far comprendere allo spettatore, come la sua risposta alla maternità sia la conseguenza inevitabile dell'educazione ricevuta. Juno è una ragazza irresponsabile, non perché a sedici anni si ritrova mamma, ma perché nessuno le ha insegnato a prendersi delle responsabilità, soprattutto in campo affettivo.
Juno parla con indifferenza o addirittura disprezzo (ammesso che sia sincera) per la creatura che cresce dentro di lei e questo ci disturba; ma chi l'ha educata ad accogliere una nuova vita, a conoscere l'amore, prima delle tecniche sessuali? Persino la presunta coppia modello, quella che vuole adottare il bambino, non è in realtà pronta ad un'esperienza così importante: lui è ancora immaturo e per questo si sente molto vicino a Juno, lei vede nel figlio la realizzazione di un proprio desiderio, il raggiungimento di un obiettivo non privo di egoismo.
La sequenza finale potrebbe dunque essere un inizio, di una nuova esperienza sentimentale, di un percorso di educazione alla vita. I due ragazzini che cantano con le loro chitarre una canzone romantica, forse iniziano un percorso che li porterà a rivivere con consapevolezza, ciò che finora hanno subito o involontariamente provato: il sesso e la maternità/paternità.
Aurelio Tagliabue
Cineforum PROCULTURA
Cinema Teatro Villoresi
Martedì 14 ottobre 2008 ore 15.00 e 21.00
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10 ottobre 2008
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