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La mia classe
Interpreti: Valerio Mastandrea, Bassirou Ballde, Mamon Bhuiyan, Gregorio Cabral, Jessica Canahuire Laura, Metin Celik, Pedro Savio De Andrade, Ahmet Gohtas, Benabdallha Oufa, Shadi Ramadan, Easther Sam, Shujan Shahjalal, Lyudmyla Temchenko, Moussa Toure, Issa Tunkara, Nazim Uddin, Mahbobeh Vatankhah, Remzi Yucel. Durata: 92 minuti - Italia - 2013 JLV
Una classe per stranieri immigrati dalle più svariate parti del mondo che studiano l'italiano per poter aspirare a un posto di lavoro e, con esso, all'indispensabile permesso di soggiorno; i problemi esistenziali ma anche di pura sopravvivenza, i rapporti con gli italiani, l'imprevisto reale che entra di prepotenza nell'architettura del film.
Un film impegnato che affronta un grosso problema. Un film decisamente fuori dall'ordinario in quanto sovrappone alla storia raccontata il backstage della stessa, con le discussioni fra regista e interprete principale, con il dibattito su come affrontare un grosso imprevisto capitato, addirittura mostrando i preparativi per la ripresa del suicidio per impiccagione in cella di uno degli studenti di cui, per fortuna, si ha notizia solo in questo modo perché la scena ci viene risparmiata. Una scelta molto originale ma non sappiamo se davvero utile in quanto, forse, la storia raccontata in modo tradizionale avrebbe potuto risultare più efficace.
Un solo attore professionista, il bravissimo Valerio Mastandrea, che ricordiamo in Viva la libertà, qui nel ruolo dell'insegnante. Poi una quindicina di extracomunitari delle più svariate provenienze: ci sono il bengalese e l'egiziano, l'iraniana e la bantù, il senegalese e il moldavo, l'ucraina e il somalo. Questi personaggi interpretano se stessi come, naturalmente, nessun attore avrebbe potuto fare e sono eccezionalmente bravi. I dialoghi, sollecitati dall'insegnante, sembrano assolutamente spontanei, la correzione della pronuncia di alcune parole, e la reiterazione dell'errore perché la pronuncia italiana è troppo differente dalla lingua dello studente, sono splendide. E quando l'insegnante fa l'ipotesi di un datore di lavoro che offre soltanto due euro all'ora, mentre un alunno dice che meglio così che morire di fame, un altro si ribella ed afferma che non è possibile, che quella è schiavitù, che non si devono accettare proposte vergognose di tal genere.
Di alcune scene non si capisce bene se attengano al film o alla realtà personale dell'insegnante, il finale con l'incubo notturno del prof, raccontato ad un'aula vuota, è di molto difficile decifrazione. In ogni caso un film che obbliga a pensare invece di rimuovere il problema. JLV Il film è del 2013 ma ne parliamo adesso perché è stato proiettato al Binario 7 a Monza il giorno 8 aprile scorso nell'ambito del progetto "Lab RedAzione Mondo" Africa '70 e Arci Scuotivento, con la collaborazione di: La rivista che Vorrei, Assessorato alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili del Comune di Monza, Il Villaggio Globale, l'Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere Brianza (CISL), associazione Diritti Insieme (CGIL di Monza e Brianza), Sportello Immigrati Arci Blob di Arcore, Akora Lissone associazione culturale, Paciamoci Onlus. Condividi su Facebook Condividi su Facebook Segnala su Twitter
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