prima pagina pagina precedente indice




Terre di guerre e viaggi di pace
Con lo zaino in spalla nei paesi insanguinati della Slavia del Sud
Umberto De Pace

Giacomo Scotti - foto di Luka Zanoni

Ho un ricordo indelebile del viaggio vacanza che feci con la mia famiglia nell'agosto del 2009, in Bosnia e in Croazia. Non ricordo il nome della cittadina, eravamo nel sud della Croazia, le strade erano affollate di gente, auto e camion. Fermi a un incrocio, notai sul marciapiede al nostro fianco un uomo alto, con una corporatura massiccia, capelli lunghi, indossava una canottiera nera e dei pantaloni tipo militare. Sul braccio destro, in bella vista, portava tatuata una svastica, né grande, né piccola. Non potevo credere ai miei occhi eppure ero sicuro di quanto per un attimo avevo visto. Non comprendevo come ciò potesse essere tollerato. Oggi, dopo aver letto l'ultimo libro di Giacomo Scotti “Terre di guerre e viaggi di pace” ho trovato la risposta a quel mio ingenuo stupore, forse lo stesso che può aver colpito più di recente alcuni di noi – era il 12 giugno 2015 – nell'apprendere la notizia della grande svastica disegnata sul campo da calcio dello stadio Poljud di Spalato, dove si giocava la partita Croazia-Italia, valida per la qualificazione a Euro 2016.

Ebbene, Giacomo Scotti nel ripercorrere gli anni terribili della guerra nella ex Jugoslavia – da lui vissuti in prima linea nelle vesti di giornalista e operatore umanitario, senza mai dismettere quella a lui più propria di essere umano, in profondo contatto con il mondo che lo circonda – ricostruisce quel crogiuolo di odi, vendette, viltà e inimmaginabili violenze, puntando la penna con coraggio e trasparenza verso i responsabili di tutto ciò, al di là delle bandiere di parte, dei nazionalismi assassini, delle mezze verità costruite su altrettante falsità. In tutto ciò anche le svastiche, citate più sopra, trovano la loro precisa collocazione nel quadro di una Croazia nata nell'onta di un nazionalismo impregnato di razzismo, se non addirittura di abietto nazismo; quel nazismo ustascia che già nel corso della II° guerra mondiale diede più volte esempio di essere persino più feroce e crudele di quello tedesco. D'altronde l'autore nella sua premessa anticipa al lettore, con cognizione di causa, che la sua è “una rievocazione di fatti e misfatti non dico del tutti ignoti, ma certamente ignorati della più brutta guerra avutasi in Europa”.

E' il 1995, la Croazia è un paese indipendente da pochissimi anni (25 giugno 1991) ma c'è chi al suo interno non si rassegna alla nuova dittatura del presidente Franjo Tudjman, autodefinitosi il “Supremo”. C'è chi come Don Zivko Kustic, uno dei più noti sacerdoti cattolici della Croazia, storico oppositore al regime socialista jugoslavo, che denuncia “ … evidenti fenomeni di nazismo e razzismo” nonché la tendenza “ … verso l'etnocrazia, il potere di un'etnia sulle altre, e questo è nazismo.”; o come il professor Zoran Pusic, responsabile nazionale del Comitato di difesa dei diritti civili ed esponente del Partito Azione socialdemocratica croata, per il quale in Croazia, con la nascita di movimenti e partiti che si ispirano all'odio etnico e nazionale: “ … si respira l'atmosfera che regnava in Germania nel 1929”.
Non è un'esposizione di parte quella di Scotti, o meglio lo è se per parte presa si intende quella delle vittime al di là della loro nazionalità, religione o lingua. Perché nel mattatoio balcanico in quegli anni le colpe non ricadono tutte da una parte e non c'è stata solo la “pulizia etnica” con le criminali operazioni “Tempesta” e “Lampo” in Kraijna da parte della Croazia, ma anche i crimini compiuti dai cetnici serbi a Vukovar e in altre parti della Croazia; l'eccidio dei musulmani a Srebrenica da parte delle truppe serbo-bosniache del generale Mladic; i crimini compiuti dai terroristi al comando del leader musulmano Alija Izetbegovic o quelli perpetrati dai terroristi kosovari dell'Uck, senza dimenticare quelli della Serbia di Milosevic e tanti altri ancora.

Scotti ripercorre gli ultimi vent'anni del secolo scorso e i primi del nuovo, attraverso articoli, pagine di diari, appunti sparsi, “incontri, scontri, storie e racconti fra Italia ed ex Jugoslavia”. Come in tutte le epoche a fronte dei crimini, della morte e distruzione in quelle “terre di guerre” non sono mancati innumerevoli e importanti “atti di umanità e di solidarietà per le vittime delle guerre fratricide”. L'autore ce lo ricorda attraverso quei “viaggi di pace”, di cui lui stesso fu tante volte protagonista in quanto fondatore e presidente dell'associazione umanitaria e pacifista “Duga-Arcobaleno”. Un'esperienza che lo ha visto condividere con migliaia di volontari, tra cui tantissimi italiani, momenti di dolore, sofferenza e paura, ma anche di grande solidarietà e profonda umanità, accompagnati da sprazzi di felicità che porta ancora oggi nel cuore pur “passando fra le tragedie delle guerre”.
Innumerevoli all'interno del libro aneddoti e notizie sulle personalità politiche, culturali e religiose della ex Jugoslavia, ma non solo. Attraverso atti ufficiali o fatti di costume l'autore mostra lo spessore e la consistenza di vari personaggi. Fra questi la visita privata a Zagabria, fatta dall'ex presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga, il 18 gennaio 2000, al presidente della Croazia Franjo Tudjman, definendolo suo amico indimenticabile. D'altronde non ci si poteva aspettare altro da un Cossiga che, come ci ricorda l'autore, nel 1994 nei confronti della minoranza italiana in Istria si chiese: “E chi sono questi italiani?” – gli stessi che nel frattempo venivano maltrattati dal suo caro amico il “Supremo”.
Un libro documento non di facile lettura ma prezioso per chi di quegli anni serba un proprio personale ricordo e anche per chi volesse avvicinarsi a quanto allora accadde con uno sguardo critico e complessivo.

Umberto De Pace

copertina

Terre di guerre e viaggi di pace
Con lo zaino in spalla nei paesi insanguinati della Slavia del Sud
Giacomo Scotti
OdradekEdizioni, Collana Fuorilinea, 2015
pagine 344, € 24,00
ISBN 978-88-96487-37-2


in su pagina precedente

  15 settembre 2015