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L'Ippodromo
e il Viale dei Carpini della Villa Augusta


L'Ippodromo

Dopo l'Autodromo, di cui abbiamo già brevemente parlato in precedenti cartoline, nei primi anni Venti continua la frenesia di occupare il Parco con destinazioni “estese” a carattere sportivo. Infatti all'Autodromo segue l'Ippodromo e poi il Golf.
La cartolina è viaggiata nel '29. Arrigo scrive ad una signorina Giuseppina di Civezza (Porto Maurizio) in Liguria. Grazie – Saluti, e null'altro.
Sul francobollo un timbro rettangolare porta: “AUMENTARE SINO AL POSSIBILE LA FECONDITA' DELLA TERRA ITALIANA “  e sotto, in corsivo, “MUSSOLINI” 

La cartolina illustra uno scorcio del complesso di tribunette e servizi dell'Ippodromo con attorno una piccola folla. Non è rimasto quasi nulla. Solo una modesta costruzione o tettoia che sarà restaurata a titolo di memoria. Un ricordo che è meno piacevole di quanto possa sembrare.
Infatti la realizzazione dell'impianto si avvia nel '22 e anche se, dopo l'esperienza distruttiva dell'Autodromo, si scriveva e prescriveva maggior attenzione al paesaggio e patrimonio arboreo preesistente, tuttavia per una ragione di visibilità dalle tribune, si distrusse durante i lavori anche il “Viale dei Carpini” che univa le due ville del Mirabello e del Mirabellino e che nel progetto originario si prevedeva di lasciare. Un insieme di grande valore e attenzione paesaggistica andava perso per la corsa dei cavalli e per il divertimento delle scommesse.

L'Ippodromo vista aerea

Le tribune ed i vari servizi del complesso furono realizzati, nella tradizione degli impianti europei, in legno .
Alcuni ritengono che l'intervento fu più piacevole e adeguato di altre presenze nel Parco. Forse per l'architettura leggera e partecipe di grandi spazi verdi, forse per la presenza dei cavalli.
Tuttavia l'impianto modificò profondamente questa delicata parte del Parco dove il sistema delle due Ville, la presenza di “Casa Alta” e del Molino del Cantore, il passaggio tra le quote dei due terrazzamenti sul fiume, segnati dalla posizione delle due Ville e dal viale alberato, costituivano quasi il “cuore” del Parco e l'esempio, il modello, delle più complesse architetture legate alla Villa Reale di poco successiva o quasi coeva del Mirabellino dei Durini.
Di questi luoghi dice il Mezzotti nella sua “Passeggiata nel Real Parco di Monza” del 1841:

Viale dei Carpini

“La Casa Alta era il palazzo di residenza  de' gentiluomini Guido, Menico e Ferrigo dei Scotti, i quali passavano per i migliori cacciatori di tutto il Ducato di Milano, i più destri educatori di falconi, i più bravi schermitori e i più compiti cavalieri…” “Anche ai nostri dì….Avvia anche un albergo (osteria)…”  “ Mirabello fu già delizia della famiglia Durini…” “Angelo Durini vi si stabilì appena tornato in patria dalle sue legazioni di Polonia e di Avignone… Il Mirabello allora divenne l'avventuroso asilo delle patrie e straniere Muse…” “Il Mirabellino .. è fabbricato su di un'altura in faccia a Mirabello…” “La vista del paese che sta sottoposto al Mirabellino è veramente teatrale…” “In questa amena solitudine, che sotto il cessato governo veniva chiamata Villa Augusta, furono date brillanti   feste di famiglia dalla principessa Amalia di Baviera che vi passò le ore sue dolci e predilette…”

progetto delle tribune

Come si è detto il complesso è andato perduto e tutto sommato non me ne dispiace molto anche se la cartolina suscita memorie e rimpianti d'altri tempi. Per il Mirabello, Mirabellino e Casa Alta, rimando a cartoline precedenti.
Allego un disegno del progetto della SIRE (Società per l'Incremento delle Razze Equine)  delle tribune, una foto delle stesse sul lato della pista e una rara foto del paesaggio preesistente all'Ippodromo col viale che termina al Mirabello (disegno e foto sono tratte da Il Parco reale di Monza  1989). Allego anche uno stralcio di Foto Aerea del 1980 dove il complesso è ancora interamente leggibile. Dal confronto con le mappe disegnate dal Canonica (vedi altre cartoline del Mirabello e Mirabellino) si può notare la dimensione dell'impianto e la profonda modifica del paesaggio preesistente.


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  4 giugno 2006