

Scanzano
Vito Manfredi
November 26, 2003 4:54 PM
Non so quanti dei partecipanti a questo forum conoscano Scanzano e l'area circostante.
Mi auguro che non siano pochi, perché questa è un'area ricca di paesaggi e segrete bellezze.
Storicamente isolata e trascurata, deve oggi la sua fama alla malsana idea di questo governo di trasformarla in una pattumiera nucleare.
Eppure chi conosce queste terre sa che per la dolcezza del clima, per pulizia dell'aria, per le sue lunghe spiagge di sabbia bianca e fine bagnate dall'Jonio ed ancora, in buona parte, selvaggiamente libere, non violentata da forme brutali di lottizzazioni, l'area che circonda il minuscolo paese di Scanzano, rappresenta un piccolo lembo di paradiso.
E' che dire poi dell'agricoltura.
Basta spostarsi leggermente all'interno seguendo la costa che da Scanzano porta a Taranto per riempirsi gli occhi di colori e l'olfatto di profumi sprigionati da ettari ed ettari di terreno coltivati ad agrumi: arance, mandarini, limoni, mapi.
Nell'area vi sono anche le più vaste coltivazioni a livello nazionale di uva Italia e di uva da vino.
E le fragole poi, probabilmente le migliori prodotte in Italia.
Cosa ne sarà ora di tutto questo?
Le banche, la notizia è del Sole 24 ore, hanno già pensato bene di congelare i crediti all'agricoltura
Ed ancora, che dire poi dell'arte.
Quest'area è uno dei più importanti siti archeologici della Magna Grecia.
Metaponto, fondata nell'VIII secolo a.C.,dista solo pochi chilometri da Scanzano.
Ivi trovasi un tempio detto delle Tavole Palatine, un santuario di Apollo ed un teatro.
Basta percorrere la statale ionica per vederne gli imponenti resti.
Vi è un museo archeologico con splendidi reperti della Magna Grecia.
E' un'area questa di conturbante e ritrosa bellezza con tipi di insediamenti rari, se non unici, a pochi chilometri da Scanzano vi è l'insediamento della Martella meglio conosciuta come i sassi di Matera.
Scanzano ed il suo circondario rappresentano un'area che meritava migliori attenzioni, o forse, meglio sarebbe stato, che fosse stata dimenticata.
avv. Vito Manfredi
Vittorio Amodeo
November 27, 2003 8:01 PM
Delizioso il quadretto che di Scanzano e dei suoi dintorni fa Vito Manfredi, e non dubito che corrisponda al vero e che quindi il luogo meriti attenzione e una migliore conoscenza.
Quello di cui si può dubitare è che il progettato silo di deposito di scorie avrebbe alterato o addirittura rovinato il luogo. Non conosco i dettagli del progetto (che ormai sembra definitivamente morto) ma appare plausibile che un deposito sotterraneo non sia rilevabile in superficie se non per la zona limitata dell'ingresso; e soprattutto si può essere certi che le scorie, per la profondità cui vengono interrate e per la geologia dei terreni, non hanno alcuna possibilità di alterare, neppure in piccola misura, la radioattività naturale del luogo. Insomma, pericoli non ce ne sarebbero, e le alterazioni assai limitate.
Comunque il progetto sembra decaduto: ce ne rallegriamo con Scanzano, meno per quanto riguarda l'Italia e gli italiani. Sembra evidente che da qualche parte il deposito si debba fare (fare una pluralità di piccoli depositi appare certo più costoso, forse impossibile). Ma dove farlo? A parte la scelta geologica, sulla quale si potrà discutere quale sia ottimale, si può essere certi che, qualunque luogo sia prescelto, si avranno fiere manifestazioni di opposizione da parte di associazioni e popolazione locale. Specie dopo il "buon esito" della protesta di Scanzano. Chi grida più forte vince, dunque perché non gridare?
In realtà si pone, ancora una volta, il conflitto tra etica collettiva e interesse individuale. La prima vorrebbe che, nell'interesse generale, alcuni sacrifici - magari compensati in altro modo - venissero assunti in determinati luoghi; l'interesse individuale rifiuta questo, sia sempre qualcun altro ad assumersi l'onere: le discariche vanno fatte altrove, così le centrali elettriche, i forni inceneritori e via dicendo.
Come possa funzionare un paese con queste premesse sembra difficile vedere. Credo manchino anche informazioni, per cui si tende a demonizzare ciò che si conosce poco. Se fosse spiegata la limitatezza dei rischi, forse un approccio meno conflittuale sarebbe possibile. Personalmente non avrei difficoltà - sempre che la geologia dei luoghi lo consenta - ad ammettere un sito di stoccaggio nucleare nel comune di Monza: ma invece è probabile che sollevazioni "scanzaniche" si manifesterebbero, con cortei, blocchi e quant'altro del caso.
V. A.
Giuseppe Motta
November 27, 2003 10:41 PM
Scanzano esulta per la resa del governo e penso sia soddisfatto anche Vito Manfredi.
Io però sarei prudente perchè i 14 super esperti potrebbero indicare ancora Scanzano come luogo migliore per la conservazione delle scorie.
Un certo tipo di politica ci ha abituati a finti arretramenti seguiti da avanzate attraverso altre vie per raggiungere lo stesso risultato.
Le scorie hanno però fatto conoscere a tutta Italia Scanzano e la sua terra che vito Manfredi ha definito 'un lembo di paradiso' ancora incontaminato. Non potrebbe essere l'occasione per valorizzare quell'area trasformandola in una California ma italiana?
Ricordiamo che il pericolo di terremoti esistente in quella statunitense non ha impedito la corsa di milioni di persone che là vogliono vivere.
Le considerazioni di Vittorio Amodeo mi sembrano condivisibili e da parte mia sottolineo che il governo è stato sconfitto perchè invece di informare, cercare il confronto, ottenere consensi, ha tentato di imporre un diktat in sè inaccettabile.
Così siamo di nuovo al problema dell'informazione senza la quale non esiste democrazia e distorcendo la quale si possono ingannare popoli interi come avvenuto anche recentemente.
Così da Scanzano siamo di nuovo a Monza dove le parole 'informazione', 'confronto', consenso', 'partecipazione' sono più sconosciute che a Scanzano.
Giuseppe Motta
Dario Chiarino
November 28, 2003 12:59 AM
Come scriveva Flaiano, in Italia la linea più corta che unisce due punti è spesso l'arabesco.
Cosicché le azioni da intraprendere, i progetti da realizzare e le carenze da ovviare, dal punto di partenza al punto di compimento stentano ad arrivare (se pur arrivano!).
Ciò vale soprattutto ad ogni livello del governo della "res publica" poiché, in Italia, lo stato non fa lo stato e il cittadino ... non fa il cittadino.
Purtroppo il nostro stato può diventare troppo spesso lo strumento di un'oligarchia, di una lobbie, di una corporazione, ecc. Perciò l'interesse generale del Paese non è quasi mai realizzato appieno, perché l'azione di governo è quasi sempre la risultante di forze che spingono in direzioni diverse, talora contrastanti, e la volontà della ragione cede frequentemente alla valutazione della convenienza elettorale o ad altre motivazioni non sempre legittime.
Una delle conseguenze di tale realtà è, ad esempio, il gap che nel nostro Paese si è realizzato tra il trasporto su gomma e il trasporto per ferrovia, un'altra è il costo dell'energia elettrica più oneroso che negli altri paesi europei a causa della necessità di notevoli approvvigionamenti all'estero.
Inoltre, i cittadini si comportano spesso come se fossero in realtà dei sudditi: certamente non di un re o di un dittatore (almeno per ora...), bensì dei loro vizi e/o delle loro personali esigenze (per altro, spesso fatte di necessari e legittimi bisogni insoddisfatti).
Perciò, si producono i rifiuti, ma non si vogliono le discariche e gli inceneritori nei propri comuni, si chiede di ridurre il superaffollamento delle carceri, ma non si vuole costruire nuovi istituti sul territorio dei propri comuni e ... chi più ne ha, più ne metta.
Purtroppo non conosco Scanzano se non attraverso la descrizione che ne ha fatto Vito Manfredi, ma suppongo che il movimento relativo al conferimento dei materiali al deposito avesse potuto, al contrario della natura dei materiali stessi, costituire un considerevole danno per quel territorio.
Ma il vero problema da risolvere è quello egregiamente lumeggiato da Vittorio Amodeo e ripreso da Giuseppe Motta e cioè: per una definitiva soluzione si adotterà, dopo una doverosa ed esauriente informazione, ma con estrema decisione e con l'autorità dello Stato (pur sempre democratico), la soluzione proposta dagli scienziati e dagli esperti o si cederà a reazioni irrazionali alimentate da strumentalizzazioni demagogiche?
Dario Chiarino
Michelangelo Casiraghi
November 28, 2003 2:40 PM
Scanzano e l'etica collettiva
Non amo particolarmente Pezzotta e tuttavia mi ha molto divertito sentirlo una sera, nel salotto buono di Vespa, rispondere a D'Amato- che gli ricordava come fosse necessario parlare delle pensioni e della riduzione del Welfare in nome della collettività - che gli sarebbe piaciuto poter parlare anche delle "pensioni" degli imprenditori.
Ogni volta che sento parlare di interessi collettivi non meglio definiti e, comunque, certamente superiori a quelli individuali mi corre qualche brividino per la schiena, perchè si tratta di un concetto ambiguo, che appartiene anche, nelle sue versioni più utilizzate, tanto al repertorio del
comunismo più becero che del capitalismo più selvaggio.
Storicamente è sempre in nome degli interessi collettivi che si sono compiute molte nefandezze in diversi settori di quella vita che dovrebbe esser civile.
Così, come prima cosa, mi chiedo: che farei io se - nell'interesse collettivo - mi rifilassero le scorie radioattive, oppure qualsiasi altro malaugurato impiccio generato in questi decenni, nei quali chi adesso ha le scorie da smaltire e di quell'interesse se n'è abbondantemente fregato?
Interesse collettivo vero, infatti, era non produrle: ma sino al referendum che abrogò di fatto il nucleare, quelle scorie vennero invece prodotte in nome sempre di un interesse collettivo ancora superiore (l'energia a costi più bassi e autoprodotta, l'autonomia energetica tema che ogni tanto
riaffiora).
L'interesse collettivo è, dunque, qualcosa che, oltre che esser ridefinito se vogliamo davvero una società che valorizzi ed espanda i diritti dell'individuo nell'ambito della collettività e non che li comprima, va quanto meno di volta in volta negoziato.
Io, che pure ai temi dell'ambiente non sono ipersensibile, anzi, nelle manifestazioni di Scanzano non colgo niente di ridicolo o corporativo, così come non lo coglierò in quelle che in futuro senz'altro, lo spero vivamente, faranno le altre località eventualmente prescelte per il pacco dono.
Infatti, non è in questione solo la faccenda delle scorie, che da qualche parte dovranno finire: ma la modalità con le quali si prendono le decisioni di oggi per quel che riguarda le "scorie"del passato (non solo quelle radioattive, ce n'è tante altre e non alludo soltanto ai rifiuti) e gli atti di che produrranno le scorie del futuro (anche sulla libertà d'informazione, la Rai, la magistratura, l'Europa la guerra, ecc.).
Se chi è al governo, qualsiasi governo, fosse reso consapevole - anche a colpi di manifestazioni "corporativo demagogiche" - che, comunque, le "scorie" che produrrà ricadranno bellamente sulla sua zucca invece che su quella di sparsi cittadini, credo che avremmo un ottimo deterrente alla vista corta (rispetto ai tempi futuri) della politica.
Nell'attesa, se posso fare come Pezzotta, in nome dell'interesse collettivo propongo che Berlusconi dia l'esempio seppellendo (ovviamente con tutte le garanzie di sicurezza) le scorie passate sotto i giardini delle ville e delle piscine che possiede.
Potrà sempre dire d'aver dato il buon esempio: inoltre, ha il vantaggio di poter facilmente traslocare altrove.
cordiali saluti
Michele Casiraghi
Dario Chiarino
November 28, 2003 6:26 PM
In Italia ci sono le scorie del passato e ci saranno quelle del futuro (come giustamente fa notare Michele Casiraghi) e ciò costituisce e costituirà un problema che non può rimanere irrisolto.
Non si tratta solo delle scorie di un nucleare che è stato affossato da un referendum, ma il continuo smaltimento dei rifiuti radioattivi degli ospedali e di altre attività che non riguardano la produzione di energia e che il referendum non ha eliminato.
E non sono solo le scorie radioattive che costituiscono un problema: basta pensare all'amianto.
Se sono pienamente d'accordo sul fatto che il governo non ha agito come doveva agire, specie sul piano dell'informazione e della negoziazione, sono tuttavia convinto che lo Stato può e deve, nell'nteresse generale dei cittadini, prendere delle decisioni e che inevitabilmente qualsivoglia decisione genererà dei vantaggi e dei sacrifici.
Si potranno colpire, forse inevitabilmente, gli interessi di intere collettività e quindi può essere solo il bilancio tra sacrifici e benefici che determina la bontà o meno di una decisione e, comunque il potere dello stato e dei suoi organi a fronte del diritto dei cittadini è regolato in materia dalla costituzione e dal codice.
Non sono d'accordo, anche se mi piacerebbe moltissimo, che le scorie finiscano sotto i giardini delle ville di Berlusconi perché, in tal caso, il rischio di avvelenare l'acqua potabile dei monzesi potrebbe essere elevatissimo.
Dario Chiarino
Giuseppe Pizzi
November 29, 2003 1:53 PM
E' plausibile che la ritirata, veloce e silenziosa, da Scanzano sia stata dettata dal timore di vedere i senatori meridionali votare compatti contro la legge Gasparri, proprio adesso che è in dirittura d'arrivo al Senato.
Perciò, più che nelle ville di Arcore e di Macherio, le scorie dovrebbero finire negli studi Mediaset di Cologno Monzese, comunque sempre dalle nostre parti.
Michelangelo Casiraghi
November 29, 2003 4:10 PM
Scanzano e il "bilancio dei benefici"
La mia proposta di far delle ville di Berlusconi il luogo prescelto per la discarica delle scorie radioattive era chiaramente una provocazione e tuttavia. come dietro il tono scherzoso evidenzia Chiarino, neppure a noi residenti a Monza piacerebbe subire le conseguenze di una tale collocazione per altri aspetti gaudiosa, vista la vicinanza con Macherio e Arcore.
Ne consegue - scherzi a parte - che il bilancio tra costi e benefici non dovrà mai più esser fatto in nome di un'astratta collettività assunta nel cielo dei concetti simbolici. Infatti, costi e danni sono più che mai terreni.
Esistono, come il caso Scanzano ha dimostrato - sebbene qualcuno sugli organi di stampa l'abbia dichiarato espressione residua della cultura sostanzialmente borbonica degli abitanti (editoriale Corsera di Geminello Alvi) - anche bilanci che vanno FATTI SOPRATTUTTO IN LOCO, dagli interessati, gli unici abilitati sino in fondo a testimoniare che quanto ricevono (nei modi e nelle forme da concordarsi) li "ripaga" almeno del danno che sono chiamati a sopportare.
Mi sembra un concetto elementare in democrazia, altrimenti il cosiddetto "interesse generale" si trasformerebbe nell'esercizio di un potere autocratico.
Insisto nella mia convinzione, a dispetto delle comari risentite che tuonano dai quotidiani sull'ennesimo esempio che gli italiani avrebbero offerto di insensibilità civile, che Scanzano è stato invece un ottimo esempio, da seguire e praticare a scopo preventivo.
CHI fa cazzate sulla testa dei cittadini spera sovente di incassare ORA - in termini politici e non solo- vista la quantità di euro messi in ballo in terra di n'drangheta e nonostante il parere contrario di esimi esperti che sostengono non esistere in Italia abbondanza di scorie tale da giustificare maxidepositi sotterranei. Costoro pensano che altri che verranno ne pagheranno semmai le conseguenze.
DEVONO INVECE SAPERE CHE NON è PIU' COSI', che lo scotto da pagare è immediato e ricade loro addosso.
Oggi la lezione vale per questo governo, domani varrà per altri che ricadessero nelle medesime tentazioni.
Ci pensi bene anche il futuro governo dell'Ulivo: non sarà più tanto facile "incartare" in concetti "astratti e lodevoli" ma ottocenteschi le fregature e le soperchierie in tema di qualità dell'ambiente e della vita.
Michele Casiraghi
Vito Manfredi
November 29, 2003 10:31 PM
Scanzano - per chiarezza...
Vorrei ritornare brevemente sulla vicenda Scanzano dopo aver letto i vari interventi che hanno fatto seguito a mio che considero, innanzi tutto, un atto di amore ed un grido di dolore per queste terre, terre delle quali pur non sono figlio, ma che ho avuto modi di conoscere ed apprezzare per lungo tempo.
Orbene gli interventi, tutti apprezzabili, si caratterizzano, e non potrebbe essere altrimenti per chi queste terre non le conosce, per un grado di asetticità che mira soprattutto a sottolineare come il governo abbia sbagliato a voler imporre delle scelte dall'alto ed al di fuori di qualsivoglia informativa sui criteri che avevano portato a scegliere Scanzano quale sito per il costituendo deposito.
Personalmente non so, non avendo alcuna competenza specifica in materia, se il luogo prescelto, rappresentasse o meno, per le sue caratteristiche idrogeologiche, il posto ideale ove sotterrare scorie nucleare.
Ho letto interventi favorevoli e contrari su tali aspetti tecnici con la conseguenza che continuo a non sapere, a tutt'oggi, e reputo non sappiamo noi tutti, se realmente le caratteristiche della zona fossero tali da giustificare l'insediamento.
Il problema, però, è un altro, ed è forse prioritario rispetto a quelli evidenziati nel forum, ferma restando la loro validità per la problematica che sollevano sui criteri generali che sempre devono uniformare l'azione amministrativa.
Qual è l'aspetto che forse, però, non è stato ben compreso.
Orbene se ci riflettiamo un tantino ci renderemo conto, reputo facilmente, che la Basilicata, come ragione, che i Lucani, come popolo, rappresentano un oggetto sconosciuto e misterioso.
Forse molto meglio conosciamo l'isola di Creta, l'Egitto, le Seicelles, Cuba, che questa terra.
I prodotti di questa terra sono venduti come agrumi di Sicilia, uva di Puglia per non parlare del vino che viene inviato, ancora mosto nel centro e nel nord Italia per diventare Chianti, Barolo, Merlot ecc
.
Ci si è mai chiesti quante volte, aprendo un giornale o accendendo il televisore, ci si sia imbattuti in notizie sulla Basilicata?
Forse i cultori del meteo avranno notato che Potenza spesso fa segnare le temperature più rigide d'Italia, ....c'è una pubblicità che martella su un famoso amaro, ma a parte questo cos'altro?
La Basilicata semplicemente non esiste, nel bene e nel male, o meglio non esisteva prima di Scanzano.
Basterà considerare che pur essendo circondata da regioni ove il fenomeno malavitoso è imponente, nella Basilicata, tali aspetti malavitosi sono assolutamente marginali.
Dai Piemontesi a Berlusconi la Basilicata è stata semplicemente ignorata.
E' la regione del sud che ha ricevuto meno aiuti dallo Stato è pur tuttavia ha saputo con le proprie forze garantire ai propri abitanti una vita modesta ma dignitosa.
Ed allora, quello che mi ha colpito in questa vicenda, un vero pugno nello stomaco, è stato vedere come questo Stato, che nulla ha mai dato a questa terra, che l' ha semplicemente ignorata per circa un secolo e mezzo, improvvisamente si sia ricordato di queste terre non per aiutarle ma per impoverirle ancora di più, per prendere ancora senza nulla dare in cambio.
E' stato come scippare la borsetta ad una vecchietta, espropriare un monolocale ad un disoccupato, mandare in galera chi per fame ruba una mela.
Stato Italiano come anomalo Robin Hood che ruba ai poveri per dare ai ricchi.
Ma lo sapete o no che ad oltre 140 anni dall'unità d'Italia, e mentre il Berlusca si riempie la bocca di grandi opere, Matera, non molto lontana da Scanzano è l'unico capoluogo di provincia non ancora servito dalla ferrovie dello Stato
Ecco perché chiudevo il mio intervenendo dicendo che forse meglio sarebbe stato dimenticarla ancora (piuttosto che
.)
Il bene comune, l'interesse collettivo, nobili concetti, a condizione che non si sacrifichino sull'altare della retorica, il bene comune e l'interesse collettivo di una comunità già povera e martoriata.
Quanto poi a quella che è stata definita espressione residua della cultura sostanzialmente borbonica degli abitanti (editoriale Corsera di Geminello Alvi) se proprio di cultura vogliamo parlare, la cultura che a me pare abbia evidenziato il caso è quella rediviva cultura Savoiarda che considerava queste terre ne più ne meno che una colonia.
avv. Vito Manfredi