

... ma non dicono nulla !
Franco Isman
November 23, 2004 9:47 AM
La Cascinazza è salva ?
Depositata la sentenza d'appello
che rigetta le richieste miliardarie di Paolo Berlusconi
se a qualcuno interessa...
http://arengario.net/citt/citt105.html
Fr.I.
Armando Pioltelli
November 23, 2004 1:33 PM
Caro FRANCO calma sembra che l'avvocato del comune sia stato avvisato solo questa mattina, e la notizia sia trapelata in modo non ufficiale,comunque la giunta renderà ufficiale la notizia nel più breve tempo,abbiamo vinto in corte d'appello ed è una buona notizia il comune non dovrà pagare delle penali,ma non abbiamo ancora ucciso l'orso e quindi la pelle non siamo ancora in grado di venderla,è gol quando entra in rete ,adesso siamo sul dischetto del rigore.
Armando
UNITI SI VINCE
Giuseppe Motta
November 23, 2004 5:59 PM
SULLA CASCINAZZA CI SI INCAZZA
La conferenza stampa convocata per oggi in Comune avrebbe dovuto essere dedicata al catasto.
Grazie a Franco Isman il programma è saltato.
Questi infatti ha pubblicato su Arengario la notizia della sentenza con la quale la Corte d'Appello ha respinto tutte le domande della I.E.I. proprietaria dell'area Cascinazza.
Notizia composta dal dispositivo della sentenza depositata e resa pubblica il 29-10-04; da una succinta cronistoria della vicenda e da questo commento:
'Ma allora come mai non sono stati affissi manifesti per celebrare questa grande vittoria, rendendone partecipi tutti i cittadini?
Nessun manifesto, anzi segreto assoluto: fino a ieri nelle sale del potere si affermava che della sentenza non si sapeva nulla. Non era vero, la sentenza è stata depositata il 29 ottobre e l'avvenuto deposito immediatamente notificato all'avvocato del Comune. E si può pensare che questi non abbia detto nulla quanto meno al sindaco?'
Apriti cielo!
Si è voluto vedere in questa frase, oltre la inesattezza dell'avviso dato per notificato, ciò che non c'è. Chi può sospettare che si tenga volontariamente nascosta una vittoria? A che fine poi? Non è Franco Isman che sospetta qualcosa ma sono altri che sospettano che Franco Isman sospetti.
Oggi neppur il sindaco, affiancato dal suo vice e dal difensore del Comune, ha potuto contestare la esattezza del dispositivo pubblicato che è e resta vero e che rappresenta la parte essenziale della notizia.
Il sindaco non ha neppure tentato di negare che 'fino a ieri nelle sale del potere si affermava che della sentenza non si sapeva nulla', come scritto da Franco Isman. Anzi lo ha praticamente ammesso dichiarando di avere avuto la sentenza mezz'ora prima dell'inizio della conferenza stampa.
Ci si deve allora chiedere se nelle "sale del potere" si affermasse solo che non se ne sapeva niente o se invece non se ne sapesse davvero niente.
Se si dà per ammesso che l'amministrazione non conoscesse la sentenza resta pur sempre da chiedersi se non fossero arrivate anche a lei le 'voci' che circolavano in città e che erano giunte anche a me da diversi giorni.
Erano 'voci' su una decisione di estremo interesse e delicatezza e che anche per questo non potevano essere riferite nel forum.
Può l'amministrazione dichiarare di non averle sentite?
Se sì, vuol dire che si è chiusa in una stanza insonorizzata lontana dalla città e se no avrebbe quantomeno, dopo essersi informata, emettere un comunicato secco per smentirle. Non si pretende la smentita di ogni pettegolezzo ma in questo caso essa sarebbe stata doverosa verso i cittadini che potevano anche illudersi e conveniente per gli stessi amministratori che si sarebbero dimostrati vigili e attenti.
Alla domanda finale di Franco Isman è stato risposto che l'avviso di deposito della sentenza non è ancora stato notificato al difensore del Comune e che pertanto nè quello nè questo potevano conoscere il dispositivo della sentenza. Può l'amministrazione rispondere così anche per le 'voci'?
Resta comunque il fatto che il Comune ha perso la corsa con un privato: questi e non quello ha avuto per primo la copia della sentenza.
Sconfitta che brucia e che ha scaldato qualche animo durante la conferenza stampa: il sindaco ha usato parole non apprezzabili nei confronti di Franco Isman e un giornalista ha dovuto dire pressapoco: 'Parlate sempre voi e non ci lasciate completare le domande'.
Poteva e doveva essere uno stupendo momento per godersi, sia pure con cautela, una decisione costruita con fatica tra incomprensioni e attesa con fiducia ed invece è stato ridotto ad un livello molto basso. La responsabilità, sia chiaro, non è affatto di Franco Isman.
Il resto della conferenza stampa è stato occupato da domande su cosa farà ora l'amministrazione per quell'area.
La risposta sarebbe stata semplice: ora il Comune, sempre salvo l'esito di un eventuale ricorso per Cassazione della I.E.I. avverso la sentenza della Corte d'Appello, ha la più ampia possibilità di decidere la destinazione urbanistica dell'area Cascinazza. Può stabilire che tutta l'area sia destinata a verde oppure che neanche un metro quadro abbia questa destinazione: tra queste ipotesi estreme vi sono infinite possibilità intermedie. Libertà massima quindi ma che il Comune dovrà esercitare motivatamente e correttamente, dimostrando cioè utilità e convenienza per la città delle decisioni che verranno prese.
Ed ora si festeggia o si mette il broncio?
Giuseppe Motta
Francesco Achille
November 23, 2004 6:56 PM
Siccome siamo ancora in attesa dell'incontro pubblico Amministrazione-IXM sulla questione Rondò dei Pini, non vorremmo accumulare un secondo incontro pubblico da fare per una eventuale Cascinazza non più destinata a verde pubblico.
Le antenne si sono allungate. Meglio stare al pelo che essere pelati.
Francesco Achille
Carlo Arcari
November 23, 2004 7:06 PM
Isman e Cascinazza
Caro Franco, ti faccio i miei più vivi complimenti per lo scoop sulla Cascinazza e ti esprimo tutta la mia solidarietà per le "parole non apprezzabili" che il sindaco ti avrebbe rivolto durante la conferenza stampa di oggi. E' un comportamento quello dei vertici di questa amministrazione nei confronti della libera informazione e dell'opinione pubblica monzese, che si commenta da solo e sul quale ho avuto modo di esprimermi più volte con chiarezza. Non dico altro perché dovrei ripetermi.
Massimo Benetti
November 23, 2004 7:13 PM
La domanda finale di Motta è si festeggia o si mette il broncio.
Direi che si festeggia; se non lo facciamo in questi momenti non lo facciamo mai.
L'unico dubbio è sulla risposta data ai giornalisti in conferenza stampa:
"ora il Comune, sempre salvo l'esito di un eventuale ricorso per Cassazione della I.E.I. avverso la sentenza della Corte d'Appello, ha la più ampia possibilità di decidere la destinazione urbanistica dell'area Cascinazza. Può stabilire che tutta l'area sia destinata a verde oppure che neanche un metro quadro abbia questa destinazione: tra queste ipotesi estreme vi sono infinite possibilità intermedie. "
Questo mi preoccupa un pò, l'interesse dei cittadini è quello di avere più spazi verdi, il parco di cintura urbana, sennò siamo a punto e a capo.
Massimo Benetti
Giuseppe Motta
November 23, 2004 8:10 PM
No, Benetti. Quella non è la risposta data ai giornalisti in conferenza stampa ma quella che secondo me avrebbe dovuto essere data.
Chiara e a prova di scemo.
Non c'è comunque motivo di essere preoccupati. Gli amministratori, anche se oggi erano verdi bile, conoscono bene il valore del verde erba e non mancheranno di tutelarlo.
Giuseppe Motta
Massimo Benetti
November 24, 2004 9:37 AM
Mi spiace e mi scuso con Motta e il forum. Ma per la fretta ho interpretato la frase come se fosse la risposta della giunta ai giornalisti.
Resta comunque il desiderio di FESTEGGIARE!!!!
Saluti
Massimo Benetti
Gimmi Perego
November 23, 2004 8:41 PM
Innanzitutto si festeggia!
Attendevamo da lungo tempo questa sentenza e sembra arrivare prorprio al momento giusto,
per spianare la strada alle importanti decisioni urbanistiche che la coalizione deve prendere.
Già nel 2003 gli Indirizzi approvati dalla Giunta e pubblicati sul sito Web del comune
affermavano:
"La tutela delle aree libere e agricole è da ritenersi componente prioritaria comunale ed
intercomunale della sostenibilità delle scelte di riqualificazione urbanistica e funzionale
della città e del suo territorio (risanamento territoriale e valorizzazione ambientale e
paesistica, rimboschimento).
Detta tutela è determinante per la sostenibilità dello sviluppo ed adeguamento della Città,
tanto determinante da considerare pressoché finito il consumo di suolo per grandi zone
omogenee e a fini urbanistici, se non per aspetti marginali o nel contesto di politiche di
compensazioni (spostamenti di destinazioni esistenti nel recupero di servizi e verde urbano)".
Non roviniamoci la festa in polemiche interne tra chi ha sempre difeso l'ambiente e la città.
Sosteniamo invece la coalizione perchè porti a termine il processo di salvaguardia della Cascinazza.
UNITI SI VINCE (grazie Armando)
un caro saluto a tutti
Gimmi
Franco Isman
November 23, 2004 9:25 PM
Caro Armando,
(e cari tutti, visto che ho tardato a rispondere
)
l'avvocato Romano questa mattina in conferenza stampa (tardissima mattina, è cominciata alle 13:45) ha dichiarato di non aver mai ricevuto comunicazione dell'avvenuto deposito della sentenza e di questa dichiarazione volentieri gli do atto anche se l'art.133 del codice di procedura civile sancisce che il cancelliere
entro cinque giorni, mediante biglietto contenente il dispositivo, ne dà notizia alle parti che si sono costituite.
La sentenza è di un'importanza fondamentale e rappresenta un grandissimo successo per la Città; a mio parere questa sentenza, che in teoria potrebbe nuovamente essere appellata in Cassazione ma soltanto per vizi di legittimità ed è estremamente improbabile che possa venire ulteriormente modificata, sarà quella che potrà consentire veramente la non edificazione della Cascinazza e la sua trasformazione in parco pubblico, cosa sulla quale, uniti si vince, penso, o almeno spero, si sia tutti d'accordo.
Ora ti sembra ragionevole che una sentenza di questa rilevanza, dalla quale discende direttamente il processo per la determinazione del danno, in corso in Tribunale, con una richiesta di IEI che, è stato dichiarato, ammonta a 500-600 miliardi di vecchie lire non venga seguito direi giorno per giorno per conoscerne immediatamente il risultato? A me sembra inverosimile, e come minimo denoterebbe una grave mancanza da parte di qualcuno. Ma tu pensi che in conferenza stampa sia stata ammessa una sia pur minima trascuratezza? Manco per il cavolo, ero io sotto processo per lesa maestà.
Ma aggiungi che era una quindicina di giorni che circolava la voce sul fatto che la sentenza fosse stata depositata e che non fosse favorevole ad IEI. La aveva raccolta Pippo Civati, che non credo abbia nulla in contrario che lo riferisca, e lo aveva segnalato agli amministratori, la avevano recepita altre persone che ne avevano chiesto conferma ad alcuni assessori, sempre ricevendone smentite. Era pervenuta anche a me, unitamente alle smentite sopra dette, ed avevo fatto in modo di informarmi, di avere conferma dell'avvenuto deposito e quindi di esperire, con l'aiuto di un avvocato, gli atti necessari ad ottenerne copia.
La sentenza depositata è un atto pubblico, la copia è stata richiesta al presidente della Corte, ma Michele ha detto pubblicamente, e mi dispiace molto, che avevo agito furtivamente e scorrettamente. Roba da querela, che non farò mai, ma certamente non ho avuto remore a ribattere duramente alle sue parole.
Il mio articolo riferiva molto fedelmente sulla sentenza e sui suoi antefatti e concludeva con un commento politico:
Ma allora come mai non sono stati affissi manifesti per celebrare questa grande vittoria, rendendone partecipi tutti i cittadini?
Nessun manifesto, anzi segreto assoluto: fino a ieri nelle sale del potere si affermava che della sentenza non si sapeva nulla. Non era vero, la sentenza è stata depositata il 29 ottobre e l'avvenuto deposito immediatamente notificato all'avvocato del Comune. E si può pensare che questi non abbia detto nulla quanto meno al sindaco?
E questo commento nasceva dalla veramente quasi incredibile possibilità che nessuno non conoscesse neppure l'esistenza della sentenza, a poco meno di un mese dal deposito.
Ora questa mia domanda ha trovato una risposta ufficiale: non se ne sapeva nulla. I commenti li ho già fatti , voglio aggiungere che, comunque, di questa affermazione sono veramente felice perché significa che san Michele con la sua spada rutilante e con la magnifica arma della nuova sentenza, continuerà a difendere la Cascinazza nell'interesse di tutti i monzese e dei nostri figli (e nipotini).
Franco Isman
PS Per Carlo Arcari e Carlo Vittone
Anche se leggibile in tutto il wide web, questa è una lettera fra amici e non vorrei venisse ripresa sul forum cartaceo. Grazie.
Alfredo Viganò
November 23, 2004 9:29 PM
Lo scippo della Cascinazza
E due (Ronda e Cascinazza)! Questa sera sono contento. La sentenza, dopo quarant'anni di vicissitudini, è chiara e di sani principi in riferimento al diritto ed agli interessi pubblici. Ci sarà tempo per raccontare e disquisire nel merito. Si chiude un ciclo e finalmente si torna alla normalità. Stasera mi diverto e brindo. Non leggo gli interventi. La cosa, per Monza, è troppo importante e seria per essere da alcuni scippata. Nel mio piccolo, ringrazio chi ha dato una mano, come amministratori, come consulenti, come funzionari e come partecipazione civile. E perchè no, anche chi è stato a guardare fino all'altro ieri il giocattolo che ora si è rotto.
Alfredo Viganò
November 23, 2004 9:53 PM
Correggo l'errore ( Ronda invece di Rondò), mi scuso, si vede che il brindisi ha già influito.
Francesco Grillo
November 24, 2004 1:41 AM
il lapsus dell'architetto Viganò
Non possiamo non gioire tutti con l'architetto Viganò per la positiva piega che ha preso la vicenda Cascinazza. Ben più difficile è capire cosa ci sia da gioire dell'esito della questione Centro Commerciale del Rondò. E' veramente sconcertante vedere come L'Assessore Viganò possa mettere sullo stesso piano la vittoria alla Cascinazza con l'edificazione dell'ipermercato Auchan al Rondò dei Pini e questo almeno per tre ordine di motivi:
1. Solo domattina si discuterà al TAR il ricorso presentato dagli abitanti di via della Vignazza (Rondò dei Pini) che si vedono praticamente inglobati nel capannone dell'ipermercato. In tale causa gli abitanti in questione hanno contro: il loro Comune, la Provincia, la Regione, l'Immobiliare Europea, la Rinascente, l'Avvocatura della Stato, il Ministero della Giustizia. In ogni caso, come può l'Assessore Viganò sapere già l'esito di tale ricorso?
E soprattutto, come potrà gioire della vittoria dei Golia contro il povero Davide? (Si tratta davvero di una sfida epica del tipo, per usare una metafora calcistica che piacerà a qualcuno, Chievo contro Resto del Mondo... e di sicuro non in 11 contro 11...). Sono peraltro certo che il risultato della sospirata vittoria di Faglia & Partners ci verrà annunciato in tempo reale...
2. Come è possibile gioire dell'edificazione al Rondò dei Pini che costituirà nei secoli la vergogna della Giunta attuale di Monza, la quale spesso ha affermato di aver subito tale scelta e non di condividerla minimamente? Come tale sconfitta urbanistica può essere motivo di gioia?
3. In ogni caso, la vittoria nella causa per danni sulla Cascinazza, non può lasciare tranquilli quando già si vedono balenare all'orizzonte cospicue cementificazioni selvagge dovute ai numerosi Piani di Lottizzazione e alle centinaia di migliaia di metri cubi dei PII che renderebbero di fatto del tutto innocua la vittoria ottenuta, salvo che siano fermati in tempo...
Forse è proprio il caso di affogare nel vino il dispiacere... In tal senso si può comprendere meglio l'oscura metafora del "giocattolo rotto" usata da Viganò, che proprio oggi altrimenti non avrebbe alcun senso. Di che giocattolo si tratta, assessore? Per caso di un peluche a forma di orso? Come può un pupo gioire e poi dire che si è rotto il suo giocattolo? Oggi a Monza una Giunta ha fatto una conferenza stampa per attaccare chi ha diffuso trasparentemente gli esiti di una sentenza favorevole al Comune... e solo in tarda serata Viganò si è preoccupato di esternare al mondo che in effetti, beh, sì, era contento. Ma è riuscito solo in parte a nascondere il disappunto per la rottura "del giocattolo"...
Ma è davvero possibile che, nonostante le voci giunte a Motta, a Isman, a Civati e a tanti altri, non ultimo al sottoscritto, in Giunta nessuno si sia premurato di fare una telefonata al proprio legale per chiedere rassicurazioni sull'esito di una sentenza che doveva uscire un mese fa? E' proprio possibile che un legale che con questa sentenza si è visto liquidare spese legali per 56000 euro (CINQUANTASEIMILA EURO!!!), non si preoccupasse di essere in Corte d'Appello un giorno sì e l'altro pure, per sapere se fosse uscita la sentenza?
Se davvero così fosse, questo sarebbe un evidente caso di negligenza da parte dei protagonisti della vicenda.
Ma facciamo il punto politico della situazione.
Adesso il re è nudo. E, come dice bene l'avvocato Motta, è libero di fare le proprie scelte su quell'area. Lasciarla come un bel prato o farci su tanti bei grattacieli. Ma è scelta solo sua. Nessuno potrà fare altre diffide, nessuno potrà dirsi obbligato "per non pagare penali miliardarie". Ora arriva il momento delle scelte e delle dichiarazioni di voto.
Siamo davvero sicuri che saremo tutti "uniti, e si vince" a tutelare il verde del parco di cintura urbana? Non arriverà qualcuno a dirci che è meglio un bel parco attrezzato all'attuale "area degradata" (vero, assessore Scanagatti?) e che pertanto si faranno costruire, che ne so, 400mila metri cubi al privato in cambio dell'area che verrà trasformata in Parco attrezzato?
Ora la politica urbanistica della Giunta, basata sull'assioma dei danni milionari da pagare al Paoletto B., è caduta in un solo colpo. Adesso bisognerà rivedere tutto... o almeno inventarsi altre scuse per far votare al Consiglio Comunale il progetto che giace da un po' nei cassetti del Sindaco e dell'Assessorato all'Urbanistica...
Vogliamo, finalmente, fare chiarezza?
Francesco Grillo
Francesco Grillo
November 23, 2004 11:24 PM
"Uniti Ci Si AutoConvince" ovvero "la parabola dell'orso nel campo di calcio"
Ho letto con attenzione tutti gli interventi in merito all'ultima clamorosa vicenda sull'affaire Cascinazza. E sarò ben lieto di entrare nel merito politico e giuridico della vicenda.
Ma prima di farlo (non è una cosa che si liquida in quattro frasi), vorrei ringraziare Franco Isman per la sua onestà morale ed intellettuale, la chiarezza delle sue argomentazioni e il tempo che ha dedicato a capire, prima di intervenire sulla questione. E' così che si fa politica, è così che si fa giornalismo.
E poi apro un altro capitolo nella mia polemica ormai sempre aperta con Pioltelli. Mentre Isman fa una cronistoria approfondita e seria, cosa dice il rassicurante Pioltelli? Che lui non ha ancora ucciso l'orso e quindi non può ancora vendere la pelle e che è gol quando entra in rete (la pelle dell'orso?) e che quindi ora si trova sul dischetto del rigore (starà combattendo con l'orso, immagino...).
Bel modo di fare politica ed informazione. Aprire un dibattito di tale livello è inutile, nonchè demoralizzante per chi parla per dire qualcosa.
Che cosa vorrà mai dire l'illuminante (tanto da accecare) metafora dell'orso e del campo di calcio? Chi è l'orso? Quando saremo in grado di vendere la sua pregiata pelle?
L'unico modo per risolvere DEFINITIVAMENTE una tale infinita vertenza è, udite, udite... accontentare il privato, farlo costruire! Altrimenti, è ovvio, cercherà in tutti i modi di proseguire la sua azione giudiziaria e politica. Mi sembra che la Giunta dei Due Architetti questa riflessione l'abbia già fatta altre volte... E' più rassicurante un bell'edificio di 8 piani che il fragile campo di grano che le ruspe possono distruggere in poche ore.
Caro Armando-Unito-Ti-Convinci, l'impressione è che qualcuno stesse vendendo davvero la pelle dell'orso, ma per fortuna quell'orso è ancora vivo. Viva l'orso più vivo.
Francesco Grillo
Armando Pioltelli
November 24, 2004 10:01 AM
La politica è come una partita di calcio, però non dobbiamo essere tifosi ma sportivi, purtroppo non abbiamo capito che bisogna fare politica PER e non CONTRO.
Questa sentenza libera l'amministarzione e i cittadini di MONZA dalla pesante situazione di pagare una penale, questa sentenza è favorevole perchè questa amministrazione ha aperto gli archivi e tutto è venuto alla luce, ora tu stesso dice che c'è ancora la cassazione e affermi che molto probabilmente la sentenza non possa essere più modificata.
Ma il dubbio esiste, ora chi amministra deve essere saggio e calmo e non infiammarsi ma continuare con determinazione fino al goal, non dobbiamo infiammarci abbiamo vinto una battaglia importante siamo sulla buona strada, ma ancora non si è scritto la parola fine.
Dire queste cose e subito qualcuno pensa con sospetto che ci sia il male, ma possibile che non riusciamo a vedere la realtà con occhi normali.
Ricordo quando il TAR diede ragione ai cittadini sul Rondò, molti si fecero prendere dall'entusiasmo, entusiasmo che poi fu gelato dal CONSIGLIO di STATO.
Ora in modo instancabile io affermo UNITI SI VINCE contro il cemento, ma queste polemiche credi che facciamo bene possibile che qualcuno vuol essere sempre più avanti degli altri, stiamo in squadra e lavoriamo insieme, quando tra di noi nascono i sospetti ,creano scoramento e portano solo a sonore sconfitte.
Purtroppo dalla storia non abbiamo imparato nulla,le forze democratiche divise hanno solo perso, 1922 ITALIA, 1933 GERMANIA, 2001ITALIA, ecc, quando qualcuno continua ad affermare di avere più ragione degli altri non si fa strada, uniti determinati come una classe della scuola di BARBIANA che pensa a tutti suoi alunni non solo ai Pierini di turno ma anche al figlio del contadino, avanti ma tutti insieme se no vince il dividi e impera.
Ora bisogna risolvere il problema della macchia bianca del PRG, per i nostri nipotini come è scritto sul nostro programma di VIVA MONZA PIU'VIVA, ma ti ricordo che qualcuno dopo che abbiamo risolto il RONDO' con un pareggio, la Cascinazza con una vittoria, dirà che c'è il cemento dei PII sulle aree dismesse, gli ricordo che sulle aeree dismesse sorgeranno case anche per i ceti meno abbienti perchè l'uomo non ha bisogno di solo verde ma anche di tetti e ha Monza ci sono più di 500 famiglie che aspettano una casa, molte giovani coppie, i nostri nipotini sono costretti a lasciare Monza per trovare una casa, le case sono fatte di cemento, ma con i PII si possono creare nuovi giardini e nuovo verde, ma sono certo che per costoro che ora ti ringraziano FAGLIA sarà sempre il sindaco del cemento, senza capire che il giocattolo è rotto come dice il buon ALFREDO e su ogni cosa va scritta la parola fine, proponendo soluzioni e non solo NIET.
Un abbraccio
Armando
UNITI SI VINCE
Ennio Muraro
November 24, 2004 10:48 AM
Sono alquanto sorpreso!!!
La notizia non è bella, è bellissima!!!
Chi come me si era imbattuto in questo scoglio enorme, che aveva pesato come un macigno durante tutta la elaborazione del PRG "Benevolo" ( poi finito maluccio), condizionando spesso la vita della giunta di allora, non può che rallegrarsi che finalmente i monzesi possano decidere cosa fare di quel polmone verde che si estende a sud della nostra città.
E una notizia così positiva e, lo confesso, per me quasi insperata, viene sommersa da una valanga di critiche, perché si dice che la giunta sapeva e non diceva. A parte che la cosa mi risulterebbe davvero difficile da credere, ma se anche fosse? Quale retropensiaro si può ipotizzare? Quale recondito fine si può immaginare venga raggiunto da un ritardo di qualche giorno? Perché non credere che davvero la notizia ufficiale sia arrivata in ritardo?
Mi pare veramente che tutto questo argomentare sia di utilità molto prossima allo zero.
Piuttosto FESTEGGIAMO, e cominciamo a pensare davvero a come trarre il maggior beneficio per la città da questa nuova disponibilità che oggi ci si offre (beninteso senza trascurare la possibilità- forse remota- che la proprietà ottenga un diverso verdetto in Cassazione).
Saluti.
Ennio Muraro
Giuseppe Civati
November 24, 2004 11:47 AM
L'unico che si incazza
Carissimi,
La notizia è storica e rende merito a tutti coloro che da molti anni seguono con interesse e apprensione questa vicenda.
A mio modo di vedere l'unica che si "incazzerà", a questo punto, sarà la proprietà.
O, meglio, forse si "incazzeranno" anche gli esponenti di IpM, che rimproveravano fino a ieri (e anche ieri) una posizione che la maggioranza non aveva mai assunto: dispiace che i fumi della propaganda più smodata li abbiano così obnubilati.
Ma non voglio cedere alla polemica.
Questa non è una buona notizia per questo o per quello, ma per tutta la città.
A chi si vuole auto-attribuire la paternità della vittoria, ricordo che la Cascinazza per alcuni è campo di "battaglia" da anni, anche quando si era all'opposizione.
L'atteggiamento di Grillo, nel vero e proprio carteggio a senso unico che ha profuso nella giornata di ieri, è tipico del Timeo Danaos et dona ferentes, un atteggiamento strumentale che rifiuto totalmente e che appare ancora più "originale" nel momento in cui si è vittoriosi e probabilmente contenti per lo stesso motivo (ho saputo che durante la conferenza stampa del Movimento sono stati ancora "tirati in ballo" i DS: voglio precisarlo, perché ci tengo, che ciò è avvenuto senza fondamento alcuno).
I tempi sono cambiati? ci chiedono sorridendo gli esponenti di minoranza. Valutate voi. Per quanto mi riguarda, credo di sì, visto che l'amministrazione precedente faticava a ricorrere in sede giudiziaria e spalmava indici per un totale di 300.000 metri cubi.
Per quanto riguarda le modalità con cui è emersa la notizia, l'amministrazione - è stato confermato ieri dall'avvocato - ha chiesto quotidianamente di verificare la sua pubblicazione. Questo è successo. Se la notizia non è emersa prima, ciò è capitato evidentemente per motivi tecnici, e non certo politici, e l'avvocato si è premurato di farci sapere perché, dalla cancelleria del tribunale di Milano, non sia arrivata alcuna notizia in merito, prima che la buona nuova diventasse pubblica.
Infine, un pensiero al Sindaco, che avrebbe dovuto risparmiarsi l'attacco personale a Isman di ieri (una caduta che non è nel suo stile), ma che voglio ricordare, all'inizio della campagna elettorale, nel marzo del 2002, con una fiaccola, intorno al municipio, per difendere la città e il suo territorio.
Da lì, è il caso di ricordarlo, abbiamo iniziato il cammino.
A presto
giuseppe civati
Sergio Civati
November 24, 2004 12:10 PM
condivido tutto
"l'omonimo civati"
Carlo Arcari
November 24, 2004 1:07 PM
uniti si vince
"Infine, un pensiero al Sindaco, che avrebbe dovuto risparmiarsi l'attacco personale a Isman di ieri (una caduta che non è nel suo stile), ma che voglio ricordare, all'inizio della campagna elettorale, nel marzo del 2002, con una fiaccola, intorno al municipio, per difendere la città e il suo territorio.
Da lì, è il caso di ricordarlo, abbiamo iniziato il cammino".
Giustissimo. Quella sera con la fiaccola sgocciolante in mano (mi veniva da intonare "mira il tuo popolo" perchè sembrava più una processione che una manifestazione) c'eravamo tutti noi che adesso discutiamo polemicamente di questa grande vittoria. Il richiamo di Civati a ricordare l'inizio di un cammino comune è più che condivisibile, ma mi chiedo il perché da troppo tempo a Monza ci si divide anche sulle vittorie. Perché si litiga anche su questo storico risultato di una lotta ultra decennale a difesa dell'ambiente? Forse perché il cattivo esempio, esibito anche questa volta sul terreno della comunicazione pubblica, viene da chi invece dovrebbe (dopo due anni e mezzo di pratica quotidiana) comportarsi diversamente. Se lo facesse, dimostrerebbe a tutta la città e ai suoi più convinti sostenitori (con i quali invece litiga in conferenza stampa) di stare finalmente imparando a fare il suo mestiere.
Giorgio Brambilla
November 24, 2004 1:42 PM
Caro Pippo,
posso capire invece lo sfogo del Sindaco con il quale sono solidale, d'altra parte a chi vuol fare sempre il primo della classe( correttore di bozze) spesso attaccando l'area da cui ,se non erro proviene,qualche bacchettata, ogni tanto , qualcuno deve pur darla!
Grazie quindi a Michele e avanti così........
ad majora....
G.Brambilla
Michelangelo Casiraghi
November 24, 2004 2:13 PM
Faglia "impara" a fare il sindaco
Le vicende della Cascinazza - e in particolare quelle della relativa conferenza stampa - denotano secondo Pippo Civati una caduta di stile del Sindaco, secondo Carlo Arcari una carenza di capacità comunicativa propria della sua amministrazione.
Indubbiamente, se arriva prima Isman - che, con tutto il rispetto, non è Toni Capuozzo e non ha i mezzi del TG5 - a sapere e diffondere una notizia di quella rilevanza, qualche problema c'è stato, e proccupa un pò la tendenza - che Civati a volte sottovaluta - di questa amministrazione ( o meglio di alcuni suoi componenti più o meno importantia) a rispondere in maniera stizzita o sopra le righe a chi evidenzia un problema. Direi, però, che è un "vizio" di tutta la politica, quando non si sente del tutto sicura di sè stessa...
Detto questo, tuttavia, voglio anche dire che ci sono dettagli meno noti che mi fan pensare che la fiaccola cui allude Civati - quella della nascita di questa amministrazione prima ancora che tale diventasse - gira, anche se spesso sottotraccia.
Tre allieve di una classe in cui insegno hanno sentito la necessità - per un video che stanno realizzando sul tema dell'integrazione delle culture a Monza e che devono finire in fretta, in quanto parteciperà ad un concorso - di intervistare il sindaco, anche a proposito della famosa vicenda dei due manifesti (quello della Lega Padana e quello del Sindaco).
Mi aspettavo di incontrare non dico ostacoli, ma almeno qualche giustificabile ritardo nei tempi: invece no, nel giro di pochi giorni l'appuntamento è stato fissato (grazie anche a una segretaria cortese ed efficiente), le ragazze sono andate nell'ufficio di Faglia con la loro videocamera, hanno fatto l'intervista, ora la stanno visionando e montando assieme ad altro materiale che hanno raccolto.
E' una cosa piccola, indubbiamente, non può fare il paio con meccanismi e traffici dell'informazione vera: quella nella quale i ragazzi o sono esclusi, o, per poter partecipare, devono "travestirsi" da imbecilli in televisione da Maria Defilippi o far parlar altri al posto loro (penso all'attenzione con la quale Carlo Arcari ci fa da tramite con il Collettivo).
E però per loro non è un gioco, sarà forse, in futuro, un lavoro, ma è già da ora vita vera, un modo per riflettere sulle sfaccettature dei problemi, sulla loro complessità, sulla violenza intrinseca che gli adulti sanno esprimere in alcuni casi (il manifesto padano, ad es., le guerre di religione) e sulla tolleranza, necessaria ma difficile, che a volte bisogna saper coltivare dentro sè stessi.
Così, se nella "grande comunicazione" c'è stato uno screzio di cui il sindaco si è reso responsabile, in questa più piccola c'è stata, invece, una lezione di civiltà che, difficilmente, senza il rapporto con Faglia e il modo di sentire suo e di questa amministrazione, io come insegnante e la mia scuola avremmo potuto far vivere a quelle tre ragazze.
Spero che gli screzi diminuiscano sempre più e le lezioni di civiltà aumentino in tante occasioni (ad esempio, anche al tavolo di lavoro collettivo che è stato organizzato per l'utilizzo dello Urban Center, dove consiglierei di chiamare gli studenti ad esser protagonisti, senza troppi filtri di Presidi e Docenti).
Spero, soprattutto, che queste occasioni di contatto, che poi sono occasioni di crescita per tutti (Viganò ha tenuto alcuni incontri nella nostra scuola sui temi dell'urbanistica monzese) si moltiplichino.
I giovani di oggi non sono, come comodamente e ipocritamente a volte si dice, solo i "cittadini di domani": sono cittadini di oggi che devono contare oggi, con la loro età, le loro ingenuità, il loro entusiasmo,il loro candore e anche la loro voglia di crescere, a volte, contrapponendosi agli adulti.
Non sono quella massa di fessacchiotte/i descritti da Lodoli nei suoi stereotipi a la page su Repubblica (la smetta di insegnare, se è stanco e frustrato di suo).
Le tre ragazze che stanno lavorando da settimane a ritmi accelerati per il video che ho detto, sono carine (chiedere a Faglia per una conferma), truccate, a volte svogliate e a volte no, portano spesso i pantaloni a vita bassa e con l'ombelico di fuori.
"Ciononostante" stanno intervistando extracomunitari, compagni di scuola, cittadini, uomini politici e di cultura non perchè gliel'ho imposto io (semmai, l'ho proposto...) bensì perchè voglion capire meglio e, se possibile, produrre strumenti che aiutino a capire (i video, che le affascinano per le possibilità espressive che offrono e perchè sono un linguaggio a loro famigliare).
Forse non sono ancora del tutto consapevoli della strada che hanno intrapreso: perchè, noi adulti lo siamo?
Le prime volte che le ho viste ho subito anch'io un effetto "Lodoli": me l'han fatto rapidamente passare.
Quindi, grazie al sindaco, che ci ha offerto - con grande modestia e nonostante i suoi tanti impegni - una occasione di capire concretamente cosa potrebbe essere una "città educante".
ciao,
Michele
Armando Pioltelli
November 24, 2004 9:30 PM
Michele è tempo che ripeto, per l'amministrazione FAGLIA i cittadini sono tutti uguali e con pari diritti.
Armando
UNITI SI VINCE
Giorgio Riboldi
November 24, 2004 6:59 PM
Festa e basta
Come si fa a prendersela con il sindaco in un momento del genere?
La cascinazza è salva o no?
Basta con i sospetti: festeggiamo e basta, che Berlusconi per una volta ha perso, anche se non è lui, ma il povero fratellino.
C'e' qualche iniziativa a cui si può partecipare nei prossimi giorni?
Giorgio Riboldi
Carlo Vittone
November 24, 2004 7:58 PM
Non vorrei sembrare il pompiere ma non credo la questione sia risolta, nonostante l'importanza della sentenza. Anzitutto la proprietà ha comunque facoltà di ricorrere in Cassazione e se anche Carnevale se n'è andato le sentenze possono essere comunque ribaltate in quella sede. In secondo luogo la sentenza stessa nega il diritto ad un risarcimento proprio in virtù dell'operatività della convenzione, e dunque la proprietà ha immediatamente richiesto che sul progetto di lottizzazione presentato si esprima il CC. In caso quest'ultimo bocciasse la proposta la proprietà potrebbe adire ai tribunali amministrativi rilanciando la palla fino almeno al Consiglio di Stato. In terzo luogo la proprietà è sempre tale, vale a dire che essa potrebbe anche accettare le scelte urbanistiche a parco senza cedere a terzi (o al Comune stesso) le aree, in attesa di tempi migliori. Insomma, la sentenza è importante ma non risolutiva, né la Cascinazza è diventata disponibile.
In realtà ho sempre pensato che la faccenda della Cascinazza, da quando il proprietario è il fratello del presidente del consiglio, abbia più una valenza politica che strettamente giuridica. Mi spiego: da una parte c'è il fratello (unico) del presidente del consiglio pro tempore, con il quale tra l'altro esistevano e forse esistono ancora società comuni e quant'altro. Dall'altra c'è la volontà di una comunità locale (la terza della Lombardia) a salvaguardare un'area, volontà che che nessuno ha mai negato. Non è questo un caso concreto e tangibile di conflitto di interessi? Non ricordo di aver mai sentito né a destra né tantomeno a sinistra qualcuno che non sostenesse la salvaguardia della Cascinazza. A destra qualcuno (lodo Longoni p.e. et similia) sosteneva al limite l'esigenza di arrivare a patti per evitare risarcimenti onerosissimi ma nessuno si è mai espresso a favore di un'edificazione dell'area. In sostanza, dinanzi ad una volontà che appare almeno sulla carta quasi unanime, non sarebbe il caso che il fratello del presidente del consiglio in carica nonché uomo più ricco d'Italia e quarto al mondo "mollasse il colpo" e si ritirasse in buon ordine, magari con un beau geste? Cosa cambia della ricchezza della famiglia Berlusconi se la Cascinazza non viene edificata? Quale infinitesima frazione? E quale ritorno politico otterrebbe da una volontaria rinuncia all'operazione? Se la destra fosse abbastanza intelligente ( se e solo se) essa stessa favorirebbe tale soluzione. Altrimenti, credo, occorreranno altri vent'anni per chiarire ancora un po' il caso nei tribunali..
C.V.
Marta Villa
November 24, 2004 8:29 PM
Ha ragione il signor Riboldi!
Dobbiamo solo essere contenti che una vicenda si sia conclusa e si sia salvaguardata la città e quindi tutti noi cittadini. Un passo significativo che può rendere la nostra Monza più vivibile.
Anche se non sono un amministratore io cerco di lavorare tutti i giorni avendo ben presente questo fine!
Anche io mi unisco alla richiesta di Giorgio Riboldi... una festa pubblica? Per ritrovarsi a discutere, a scambiarsi idee....
A presto
Marta Villa
Giuseppe Motta
November 24, 2004 10:34 PM
a muso duro
Quando una notizia è stupenda la devono sapere tutti e subito.
La decisione della Corte d'appello che ha rigettato ogni domanda della I.E.I. sulla Cascinazza è stupenda non solo perchè solleva (ripeto 'solleva') un peso dallo stomaco dei monzesi ma anche per il suo valore politico. Essa rappresenta una condanna clamorosa e definitiva della politica della precedente amministrazione.
Torniamo per un momento all'epoca in cui un'altra sezione della stessa Corte aveva ribaltato la sentenza del Tribunale di Monza condannando il Comune al risarcimento dei danni chiesti dalla I.E.I.
Un esame anche superficiale di quella decisione avrebbe dovuto indurre il sindaco che fu, a proporre immediato ricorso per Cassazione. Invece si decise a dare mandato al difensore del Comune solo dopo una o due interpellanze del consigliere Damiano Grillo e in prossimità del termine utile.
Non sarebbe nulla se prima, contemporaneamente e dopo, non si fosse cominciato a fare, dall'interno del palazzotto, opera di terrorismo psicologico. Non si credeva in un esito positivo del giudizio della Cassazione e ci si abbarbicava a quella povera prima sentenza di appello dichiarando che essa parlava chiaro (tanto chiaro che la Cassazione l'ha ammutolita); che non c'era più nulla da fare; che la I.E.I. aveva ragioni da vendere; che occorreva trovare un accordo prima che la Suprema Corte decidesse. Si usava la richiesta di danni per oltre 500.- miliardi come uno spauracchio contro i cittadini e si riceveva Paolo Berlusconi, della I.E.I., in Comune per non si è mai saputo cosa.
I precedenti amministratori erano pronti a calare le braghe e se non ci fosse stata l'opposizione di allora a tenergliele su avremmo probabilmente dovuto assistere anche all'osceno.
In questa battaglia (lasciatemelo dire con orgoglio) anche il forum 'monza' ha avuto la sua parte. Senza considerare gli scritti pubblicati dal 27-07-00 al 14-11-00, giorno del cambiamento della piattaforma, sono ben 312 gli interventi nei quali è contenuto il termine Cascinazza e tra questi ricordo i miei 67. Era ed è un tema caldo e proprio nel forum si è previsto un futuro poi puntualmente realizzato.
Elenco argomenti e tesi che si sono sostenute e che ricordo:
- ricostruzione della storia Cascinazza;
- critica alla prima sentenza di appello che, confrontata con quella del Tribunale, non stava in piedi;
- necessità di ricorrere senza indugi e dubbi in Cassazione;
- attesa fiduciosa di questa sentenza;
- opposizione ad ogni trattativa preventiva;
- opzione della trattativa da tenere di riserva in caso di sentenza negativa della Suprema Corte;
- contestazione totale della politica della precedente amministrazione e delle baggianate che andava propalando;
- soddisfazione per la sentenza della Cassazione che annullava la prima sentenza d'appello;
- attesa ancora più fiduciosa per la seconda sentenza di appello;
- felicità per la recentissima decisione.
Ora è tempo di festeggiare ed è doloroso che chi, prima di altri, avrebbe dovuto organizzare la 'festa' non abbia colto l'importanza del momento.
Ma è anche tempo per rinfacciare alla precedente maggioranza i suoi comportamenti e per dare addosso alla politica con la quale avrebbe fatto a pezzi Monza. O facciamo i buoni anche qui e sempre con loro riservando il muso duro a chi è più vicino?
Festeggiamo o cediamo le nostre ragioni per un qualche piatto di lenticchie?
Giuseppe Motta
Vito Manfredi
November 24, 2004 10:35 PM
Non riesco a comprendere come in questa Monza più provinciale che provincia si riesca a polemizzare anche a fronte di una bella notizia come quella relativa alla decisione della Corte d'Appello di Milano sulla Cascinazza
E' una sentenza importante in quanto si fonda su una decisone della Suprema Corte che ebbe a cassare la precedente decisione di altra sezione della Corte d'Appello di Milano.
In quanto tale la stessa è difficilmente attaccabile nuovamente in Cassazione proprio in quanto la nuova decisione della Corte d'Appello di Milano è una decisone che possiamo definire guidata dalla stessa Suprema Corte.
In altre parole la Corte d'Appello di Milano doveva, e si è limitata a seguire l'orientamento della Suprema Corte.
Ed allora perché piuttosto che festeggiare fare tante polemiche.
Isman scrive, sintetizzando il suo pensiero e mi corregga se sbaglio, che il sindaco non poteva non sapere dell'intervenuta decisione in quanto la sentenza era già stata depositata in data 29 ottobre e stante l'art. 133 cpc che prescrive l'obbligo del cancelliere di darne comunicazione entro 5 giorni alle parti costituite.
Non so cosa sia accaduto in questo caso specifico ma so:
- che il termine indicato è termine ordinatorio e non perentorio;
- che i 25 giorni per avere comunicazione di una sentenza, sul foro di Milano, rappresentano un termine più che accettabile;
- che personalmente ho a volte dovuto attendere tempi ben più lunghi e pure il mio studio è non più di cento metri dal Tribunale di Milano;
- che è praticamente impossibile recarsi ogni giorno in Tribunale a verificare se una sentenza è stata depositata pena l'insorgere di serie turbe mentali;
- che appare di tutta evidenza come non è ipotizzabile alcun interesse particolare dell'amministrazione ad occultare e/o comunque a differire i tempi di conoscenza della sentenza.
A chi mai potrebbe giovare, io non ci arrivo, sono un pollo, se qualcuno magari riuscisse ad illuminarmi a riguardo lo ascolterei volentieri.
Vito Manfredi
Melzi Aldo
November 24, 2004 11:35 PM
Al coro dei "condivido" mi permetto di rispondere tra il deluso e "l'incazzato" (non certo per la sentenza ma per la dabbenaggine delle sue affermazioni) a Pippo Civati:
Non condivido!
Scrive Civati:
"O, meglio, forse si "incazzeranno" anche gli esponenti di IpM, che rimproveravano fino a ieri (e anche ieri) una posizione che la maggioranza non aveva mai assunto: dispiace che i fumi della propaganda più smodata li abbiano così obnubilati"
Poi, bontà sua, aggiunge:
"Ma non voglio cedere alla polemica"
Non vuoi "cedere alla polemica"? ma rileggi il tuo intervento. Polemico fino all'ultima virgola. Dall'alto della tua sapienza politica ci definisci "obnubilati".
Posso garantire che a "Insieme per Monza" si è festeggiato eccome ma come ricorda molto efficacemente Vittone la partita non è affatto chiusa.
Giusti i festeggiamenti ma legittima la domanda, semplice domanda: possibile che l'amministrazione non abbia fatto nulla per conoscere nel più breve tempo possibile una sentenza tanto importante per il futuro urbanistico della nostra città? o anche porsi una domanda significa fare polemica, essere "obnubilati"?
proprio perchè non "obnubilati" le domande continueremo a porcele e a porvele.
E continueremo a richiamarvi agli impegni elettorali. Scusate il disturbo!
ma guardiamo avanti, lasciando il Civati ai suoi insulti.
ringraziamo innanzitutto l'avvocato Romano, vero artefice di questa vittoria legale.
E ringraziamo l'amministrazione (di cui facevano parte anche gli "obnubilati") e i funzionari che hanno aperto gli archivi del Comune ponendo le premesse per la sentenza favorevole.
Lo spirito che sottoscrivo è quello di Muraro ma ancora di più condivido l'illuminante intervento di Vittone.
Sarò il primo a riconoscere tutti i meriti di questa amministrazione quando vedrò sorgere un Parco sulla Cascinazza e sulle altre aree verdi "superstiti" di Monza.
Ma l'obiettivo è ancora lontano, per ora sulla destinazione urbanistica della Cascinazza c'è solo una grande macchia bianca.
Ora siamo nella mani di Viganò che oggi ha dichiarato al "Giorno": "oggi siamo liberi di definire la zona senza restrizioni dal punto di vista giuridico". La partita quindi è tutta urbanistica e politica (come ci ha ricordato Vittone). Viganò e l'amministrazione hanno un'occasione storica:
regalare i parchi alla città come promesso. C'è la sentenza (libertà "giuridica"), una maggioranza compatta in Consiglio, un programma elettorale, una base, anzi un'intera città che da sempre è favorevole alla salvaguardia delle aree.
Insieme per Monza, dalla minoranza, appoggerrà e sosterrà ogni atto amministrativo coerente all'obiettivo programmatico della tutela del territorio. E, senza farmi interprete della volontà politica di altri, credo che nè Moccia nè la Lega si opporranno alla tutela dato che l'hanno sempre,
con molta coerenza, sostenuta. Il nuovo Presidente del Consiglio Comunale potrà misurare il proprio valore politico proprio sulla partita urbanistica.
E' uomo saggio, capace di mediare, deve dimostrare di saper condurre in porto un provvedimento che, da solo, qualificherebbe l'operato di questa amministrazione. E' da "obnubilati" chiedersi se esiste la volontà politica di farlo?
Solo una parte dell'intervento di Vittone non mi sento di sottoscrivere. Se è vero che anni di amministrazioni DC avevano di fatto impedito l'edificazione dell'area.
Se è altrettanto vero che le amministrazioni leghiste hanno perseguito lo stesso obiettivo, i 300.000 mc di cemento della manovra perequativa dell'assessore Tomè sono un fatto la cui grave responsabilità politica deve essere ascritta per intero alla giunta Colombo. Su quel cemento, oltre che su quello del Centro commerciale, è naufragato Radice che pur non avendo un programma si proponeva nella continuità amministrativa di quelle infauste scelte.
La partita, ora, è tutta nelle mani di Viganò, urbanista e politico molto esperto. La responsabilità è enorme.
Festeggeremo e riconosceremo tutti i meriti poltitici e urbanistici quando verrà realizzata quella "Monza città dei parchi" descritta nel programma che abbiamo sottoscritto all'apparentamento. Se la Cascinazza potrà essere inserita, interamente salvaguardata, nel Parco del Medio Lambro. Se
Boscherona, quello che resterà del Rondò, Parco delle Memorie verranno messi a sistema nella rete ecologica con i Parchi di interesse sovracomunali confinanti avremo reso un servizio alla città.
Se fino ad allora continueremo a porci e a porvi delle domande non è per spirito polemico o perchè "obnubilati dai fumi della propaganda più smodata" ma solo perchè amiamo questa città e vorremo vedere realizzati concretamente quei sogni che i cittadini, con il loro voto, ci hanno chiesto di
realizzare.
E, se permettete, qualche domanda la faremo anche sul Parco, sulla Villa reale, sul rinnovo della Convenzione con l'autodromo e su alcuni PII, non perchè non condividiamo l'idea di recuperare le aree dismesse ma perchè vogliamo vederci chiaro evitando colate di cemento.
Dopo i festeggiamenti e i ringraziamenti quindi si proceda, se la Cascinazza sarà finalmente un Parco i veri vincitori saranno i cittadini monzesi.
Da parte mia e del Movimento (di "obnubilati", sic!) a cui aderisco solo la volontà di realizzare i programmi elettorali. Siamo stati costretti dalle decisioni dell'attuale maggioranza a svolgere un ruolo di opposizione ma questo non ci impedirà di lavorare per la realizzazione degli obiettivi che
ci siamo posti.
Non ci interessano le logiche di schieramento e le contrapposizioni preconcette. Siamo e saremo pronti a riconoscere i meriti politici ma saremo altrettanto pronti a denunciare impietosamente chi non rispetta i patti elettorali.
Ops, scusate, mi stavo lanciando nella "propaganda più smodata". Per non finire "obnubilato" concludo dicendo che spero di essere chiamato a votare un Piano Regolatore che preveda la salvaguardia integrale delle aree libere.
E quando, in dichiarazione di voto, renderò il merito politico a chi lo ha realizzato, come mi definirà Civati?
Aldo Melzi
Consigliere "obnubilato" di Insieme per Monza
Salvatore Iannazzo
November 25, 2004 12:28 AM
L'intervento di Aldo Melzi è chiarissimo, condivisibile e benvenuto.
Penso sia lecito attendersi che, in coerenza con esso, il gruppo cui egli appartiene non si schieri più, com'è successo in altra occasione, a sostegno di coloro che, secondo un'espressione di altro appartenente al medesimo gruppo, "non han mai saputo dimostrare sensibilità ambientale".
Sarebbe, com'è stato nel caso precedente, una contraddizione eclatante.
Saluti a tutti.
Toti Iannazzo
Giuseppe Motta
November 24, 2004 11:58 PM
Vito Manfredi questa volta ha ... torto.
Il termine per la notifica ai difensori dell'avviso di deposito della sentenza non è ordinatorio e nemmeno perentorio ma, come scritto da Piero Calamandrei, canzonatorio. Normalmente hanno questa allegra caratteristica i termini che cancellieri e giudici dovrebbero rispettare.
Chi si senta canzonato, per la sentenza Cascinazza, è di interesse nullo.
Non è la polemica che spaventa ma la cultura del sospetto. Un comportamento può essere incomprensibile ma da qui a pensare che nasconda qualcosa ce ne passa. Chi lo pensa ha comunque il dovere di dichiarare cosa sospetta così che gli interessati possano difendersi. Diversamente il sospetto ricorda molto 'La calunnia è un venticello ...' del Barbiere di Siviglia.
Neppure le polemiche di questi giorni spaventano. Non sarebbero esistite se si fosse stati più accorti. Non c'era proprio motivo di organizzare un processo, camuffato da conferenza stampa, per giudicare un giornalista reo di avere pubblicato una notizia esatta e di averla fatta seguire da un commento non gradito. Così si è rovinata la notizia che avrebbe dovuto essere cavalcata.
C'è comunque ancora motivo di festeggiare, individualmente e collettivamente, ma tenendo presente quanto scritto da Carlo Vittone nel suo ultimo intervento. La vittoria è splendida ma le sfide possono continuare. L'ho scritto, quando qualcuno esultava per la sentenza del TAR (licenza commerciale per il Centro Commerciale) temendo che il Consiglio di Stato decidesse diversamente, come poi è avvenuto. Lo ripeto per la Cascinazza ma con timori molto minori.
Considero il risultato conseguito come una vittoria per distacco nella più importante tappa di un giro d'Italia. Tutto lascia prevedere la vittoria finale ma tutto può succedere.
Se si festeggia una guarigione pur nella consapevolezza della ineluttabilità della morte perchè non dovremmo festeggiare ora?
Giuseppe Motta
Matteo Barattieri
November 25, 2004 6:52 AM
Cascinazza: un'idea e paralleli calcistici
Bene Bene...ottima notizia....
l'Armando Pioltelli (saluti) ha lanciato ieri paralleli pallonari....dischetto..ecc...ecc..
visto che la faccenda non sembra completamente risolta...come dice Carlo Vittone (e altri)..
inviterei tutti, rimanendo in ambito calcistico, a considerare il trapattoniano "Non dir gatto..."
ma cosa fare dell'area? ecco un'idea folle.....fare come han fatto alla tenuta "La Cassinazza" (eh sì, si chiama proprio così) di Baselica (PV)
trovate notizie sul sito http://www.lacassinazza.it/
se mettiamo l'area sotto l'acqua.......
Mandi
Matteo Barattieri
Giuseppe Civati
November 25, 2004 1:04 PM
Ipm: A = non-A
Carissimi,
mi fa molto piacere che Aldo Melzi sia uscito dalla grotta di Trofonio di via Carlo Porta per sostenere (finalmente) le ragioni di questa maggioranza, pur definendo «insulti» le mie difese - estese anche da parte del partito che rappresento, che è stato ancora una volta oggetto di considerazioni del tutto pretestuose - dagli attacchi (insulti?) di Insieme per Monza.
È affascinante il modo di fare di un movimento che è autorizzato a dire tutto il male possibile degli altri, al limite della querela (altro che dubbi e osservazioni, come cerca di presentarli Melzi), ma che, all'occorrenza, non sa nemmeno «incassare» le ironiche risposte di chi prende in giro (probabilmente il consigliere non ha avuto modo di leggere la missiva di Grillo il Giovane, che prendeva tra l'altro a «badilate» il povero Unitisivince, altrimenti avrebbe avuto maggior cura nell'uso dei vocaboli).
Se non ricordo male - ma forse Melzi si era sottratto al vaudeville - anche IpM sfoggiava non più di un mese fa cartelli virulenti e improbabili t-shirt. Se non sbaglio sono stati gli amici di IpM a consegnare pinocchi a tutti i consiglieri, in collaborazione con i difensori della Cascinazza, numerosi, che allignano tra le file della minoranza.
Ma, questo, evidentemente, fa parte del gioco.
Se uno risponde, invece, per legittima difesa, come mi è sembrato di fare, passa per un tiranno. Almeno la reciprocità, dovrebbero concederla (anche se, e me lo conferma il messaggio, sono proprio «incazzati», come presumevo).
Al di là di queste considerazioni preliminari, e diradata la coltre di nubi del movimento, l'«elogio della follia» di sapore erasmiano che Melzi ha voluto proporci è davvero interessante, soprattutto, se mi è concesso, da un punto di vista logico-politico.
Melzi, che in conferenza stampa, il martedì, aveva attaccato la Giunta, il giovedì si appella alla Giunta perché faccia quello che ha sempre sostenuto di fare.
Melzi, che il martedì aveva attaccato l'avvocato Romano, lo ringrazia per il lavoro che ha svolto fino ad ora, facendo vincere al Comune una causa «epocale» (non vorrei sbagliarmi: Romano era stato sentito dal Comune anche sulla vicenda Rondò? Cosa facciamo, lo riabilitiamo anche per quella?)
Melzi, che ha condiviso gli attacchi a Viganò che il suo movimento non ha mai lesinato (non ultima l'accusa di aver già regalato la Cascinazza ai B-Brothers), ora confida nella sua figura politica quale garante ultimo degli interessi dei cittadini.
Melzi, che non ha mai preso le distanze dagli atteggiamenti pesantemente polemici nei confronti dei Democratici di Sinistra (definiti, tra le altre cose, spergiuri in aula da un suo collega), saluta con entusiasmo la nomina del capogruppo del Democratici di Sinistra a Presidente del Consiglio comunale, il già-ex spergiuro Rosario Montalbano, in cui ha finalmente trovato il nume tutelare dei propri propositi e l'arbitro di un confronto sereno e costruttivo.
Melzi, infine, che qualche mese fa è uscito dalla maggioranza, parla come se, della maggioranza, facesse ancora parte.
Ma è meglio così. All'insegna del «tutto fa brodo», che consente ai Nostri di non sbagliare mai e di mantenere la loro «limpieza de sangre», abbiamo scoperto che la formula di Insieme per Monza è: «A= non-A».
Detto questo, sono contento lo stesso: fa piacere, a volte, che anche i nostri più «acerrimi» nemici, posati i cartelli e dimenticati gli improperi, intendano sostenere le nostre ragioni.
Se Melzi, al di là della polemica e dei sospetti che ancora nutre nei nostri confronti (e del risentimento personale nei miei, sicuramente aggravato da un'altra risposta insultante che lo sconforterà), vorrà aprire un confronto su questi temi, lo potrà fare quando lo riterrà opportuno, fin dai prossimi giorni.
I Democratici di Sinistra, già spergiuri e infami, sono a sua disposizione, per un dibattito politico «senza se e senza ma». A patto che ciò avvenga senza sospettare preventivamente gli altri delle peggiori nefandezze.
Perché, come già in passato, né pentere e volere insieme puossi, per la contradizion che nol consente...
A presto
giuseppe civati
Melzi Aldo
November 25, 2004 4:09 PM
Odio le polemiche personali ma quando si citano le persone bisogna farlo con precisione e senza distorcere l'altrui pensiero. Per cui mi scuso in anticipo ma devo fare alcune precisazioni sull'intervento di Civati.
Dice Civati:
"Se non ricordo male - ma forse Melzi si era sottratto al vaudeville - anche IpM sfoggiava non più di un mese fa cartelli virulenti e improbabili t-shirt"
Evidentemente, più attento ai suoi studi di filosofia che a quello che accade in Consiglio al consigliere Civati è sfuggito che il sottoscritto non ha indossato alcuna maglietta nè mai sollevato cartelli.
Dice ancora Civati
"Melzi, che in conferenza stampa, il martedì, aveva attaccato la Giunta, il giovedì si appella alla Giunta perché faccia quello che ha sempre sostenuto di fare."
Martedi non ho partecipato alla conferenza stampa (lavoro) e ho appreso dai giornali quello che era stato detto. Appellarsi alla coerenza programmatica è un torto o dopo la vicenda del
Centro Commerciale al solo parlare di coerenza siete dilaniati dai sensi di colpa?
Dice Civati:
Melzi, che il martedì aveva attaccato l'avvocato Romano, lo ringrazia per il lavoro che ha svolto fino ad ora, facendo vincere al Comune una causa «epocale» (non vorrei sbagliarmi: Romano era stato sentito dal Comune anche sulla vicenda Rondò? Cosa facciamo, lo riabilitiamo anche per quella?)
Il lavoro di Romano nella vicenda Cascinazza è stato egregio e lo confermo, non potevo attaccarlo in conferenza stampa dato che a quell'ora stavo lavorando.
E continua il Civati:
"Melzi, che ha condiviso gli attacchi a Viganò che il suo movimento non ha mai lesinato (non ultima l'accusa di aver già regalato la Cascinazza ai B-Brothers), ora confida nella sua figura politica quale garante ultimo degli interessi dei cittadini."
Con Viganò ho un rapporto franco e diretto improntato al confronto. Confido nella sua figura dato che oggi ha la responsabilità dell'urbanistica monzese. Riconoscergli di essere un esperto politico e urbanista è confidare in lui quale garante ultimo degli interessi dei cittadini?
Sempre civati:
"Melzi, che non ha mai preso le distanze dagli atteggiamenti pesantemente polemici nei confronti dei Democratici di Sinistra (definiti, tra le altre cose, spergiuri in aula da un suo collega), saluta con entusiasmo la nomina del capogruppo del Democratici di Sinistra a Presidente del Consiglio
comunale, il già-ex spergiuro Rosario Montalbano, in cui ha finalmente trovato il nume tutelare dei propri propositi e l'arbitro di un confronto sereno e costruttivo."
Chiedere al nuovo presidente del Consiglio comunale di saper gestire l'aula per approvare un provvedimento sulla tutela delle aree verdi è "trovare un nume tutelare dei propri propositi'?
Civati:
"Melzi, infine, che qualche mese fa è uscito dalla maggioranza, parla come se, della maggioranza, facesse ancora parte."
Stia tranquillo, ho ben chiaro il mio ruolo di minoranza, ho già dichiarato pubblicamente che non farò ostruzionismo nè mi presterò a giochetti sul numero legale. Interpretare correttamente il ruolo di opposizione costruttiva significa essere parte della maggioranza? Sarò alieno a queste
pantomime ma continuano ad interessarmi di più i programmi dei giochi di schieramento.
Ancora Civati::
"Se Melzi, al di là della polemica e dei sospetti che ancora nutre nei nostri confronti (e del risentimento personale nei miei, sicuramente aggravato da un'altra risposta insultante che lo sconforterà), vorrà aprire un confronto su questi temi, lo potrà fare quando lo riterrà opportuno, fin
dai prossimi giorni."
nessun risentimento personale, caro Pippo, per me vale la regola d'oro che un conto è il confronto politico duro, aspro e un conto sono i rapporti personali.
Per questo continuo a stimare personalmente le persone con cui ho condiviso l'epica impresa elettorale e un paio d'anni di battaglie comuni in maggioranza salvo condannarle politicamente per l'affare Rondò e richiamarle continuamente a quel programma che spero si possa ancora realizzare. Di chi sarà il merito poco importa, è l'obiettivo che mi preme. Gli amici del Forum, la base elettorale che nutre speranze in Faglia non può essere delusa una seconda volta.
E' ora di finirla con le schermaglie personali e le ripicche.
Avrei preferito replicare ad un interevento politico e non dovermi difendere da ingiusti e infondati attacchi personali.
Nella "grotta di Trofonio" di via Carlo Porta si fa politica in modo nuovo, diverso, quello che Civati non capisce è che per noi sono più importanti i programmi degli schieramenti.
Confonde i richiami al programma alle ripicche personali. Soprattutto non capirà mai che la nostra eterogenicità è la nostra ricchezza. La sua logica politica continuerà a ritenere incomprensibile chi, come noi, si schiera sui fatti, sugli atti amministrativi, sui programmi da realizzare.
Ad Insieme per Monza, e lo ha dimostrato nei fatti, non interessano poltrone e schieramenti. Non abbiamo sposato Faglia, lo abbiamo appoggiato perchè aveva un programma che condividevamo e condividiamo. Se sul centro commerciale lo abbiamo contestato fino alle estreme (per noi!) conseguenze, se sulla Cascinazza avanziamo qualche sospetto è solo per richiamarlo agli
impegni elettorali. Saremo ben felici di riconoscere i meriti a Faglia quando vedremo finalmente realizzati i parchi sulle aree verdi.
Spero che finiscano i battibecchi personali, dai quali mi sono sempre chiamato fuori.
Preferisco di gran lunga il confronto politico quindi accetto di buon grado l'invito al dialogo, quando si vorrà scendere dal piedistallo da cui si giudica e quando ci si documenterà meglio prima di sciorinare attacchi personali privi di qualsiasi fondamento.
Aldo Melzi
Giuseppe Motta
November 28, 2004 10:57 PM
Sospetti malevoli
'E' incredibile e inspiegabile - dice Giampietro Mosca - che dobbiamo essere noi [Insieme per Monza ndr] ad informare la città di una sentenza che libera dal cappio di un risarcimento calcolato in 500 miliardi di lire, agitato più di una volta a fini politici. Il silenzio della sinistra è clamoroso. Non
capiamo come il comportamento dell'amministrazione si accordi con la strenua difesa della Cascinazza. Non vorremmo che questo silenzio nasconda un accordo, raggiunto o raggiungendo, con la propriatà su questa importantissima area ecologica. Non vorremmo che la giunta, come fatto per il Rondò, abbia dimenticato ancora una volta gli accordi elettorali in cambio di un via libero dell'opposizione, in grado di bloccare il consiglio comunale, al Piano regolatore o ai Pii. Se fosse così, a pagarne le conseguenze sarà l'intera città'.
'Probabilmente - aggiunge Damiano Grillo - la sinistra non saprà più come giustificare politicamente la necessità di trovare un'intesa con la Iei'.
Le dichiarazioni dei due esponenti di Insieme per Monza ('Il Cittadino' del 25-11-04) sono riferibili alla conferenza stampa di questo partito svoltasi il 23-11-04, poche ora prima dell'altra indetta dall'amministrazione comunale.
Considero chiusa la questione della corsa alla sentenza sulla quale ho già scritto e che resta un bicchiere d'acqua nel quale si sono perse entrambe la parti: una per difendersi dal nulla e l'altra per accusare del nulla.
Credo però di dover sottolineare la gravità delle affermazioni di cui sopra.
Si dice che 'il silenzio della sinistra è clamoroso' e che non 'sembra accordarsi con la strenua difesa della Cascinazza'; si dice ancora che 'probabilmente la sinistra non saprà più come giustificare politicamente la necessità di trovare un'intesa con la IEI'.
Si traggono quindi dalla propria 'scoperta' della sentenza, fatta in anticipo sull'amministrazione, motivi per definire 'clamoroso' il silenzio di chi non sapeva senza colpa e poteva solo smentire delle 'voci'; si insinua il dubbio di una 'pastetta', in corso di cottura o già cotta, tra amministrazione e IEI; si sospetta la sinistra di avere fatto o di fare una politica di 'intesa' con la IEI, che la sentenza avrebbe vanificato; si prefigurano patti scellerati con l'opposizione quando invece c'è da temere, per questi sospetti, solo una debolezza accomodante dell'amministrazione proprio verso Insieme per Monza finalizzata a mantenere rapporti certamente infruttiferi.
Così, il silenzio incolpevole dell'amministrazione sulla decisione della Corte d'Appello viene fatto apparire come intenzionale, 'doloso' e la corsa alla sentenza di Insieme per Monza come l'evento che avrebbe sventato un piano immondo.
Fino a quando non verranno date le prove dei sospetti essi rimarranno politicamente calunniosi: non giustificabili anche se comprensibili perchè provenienti da un movimento che cerca di recuperare un ruolo percepito come perso.
Queste ed altre dichiarazioni hanno provocato la reazione di Giuseppe Civati che, anche fosse stata polemica, sarebbe stata del tutto giustificata dalla grossolanità di accuse e sospetti: difesa fin troppo blanda della parte che rappresenta.
Ha ritenuto di rispondergli Aldo Melzi. Un pò risentito per essersi accomunato agli esponenti 'obnubilati' non ha speso una parola sulle accuse e i sospetti di cui sopra ed ai quali si riferiva il suo interlocutore ma ha parlato del futuro e di altre questioni.
Lo scambio di missive è continuato. Dopo la loro lettura mi sono ulteriormente convinto che Aldo Melzi sia un uomo giusto al posto sbagliato.
La stessa convinzione che ho per Giuseppe Civati: l'uno merita di meglio e questi merita di più.
Giuseppe Motta