

Il PRG e il lato Oscuro della Forza
Alfredo Viganò
January 17, 2005 8:22 AM
- IL LATO OSCURO DELLA FORZA E IL PIANO REGOLATORE DI MONZA:
In questi giorni la televisione ha ridato la famosa trilogia di fantascienza e la lotta tra la Forza del bene e del male nell'Impero.
Un po' sul serio e un po' per scherzo vediamo alcuni fatti e domande.
- Quale è per analogia IL LATO OSCURO DELLA FORZA che opera per cercare di rendere difficile o orientare "per Forza" il governo urbanistico di Monza? E per quali fini? Chi fa il gioco del lato oscuro della Forza e chi no?
Mi piacerebbe capire bene questa cosa e cioè se si legge un filo conduttore che unisce atti volti a rendere difficile che Monza scelga la sua strada con libertà di scienza e coscienza e senza subordinare le scelte "per Forza " ad alcuni eventi sul territorio, preliminari ad ogni altra decisione urbanistica in Città.
Vi segnalo a questo fine:
- L'ARTICOLO DEL CORRIERE:
L'articolo del Corriere di qualche giorno fa (sabato 8 gennaio 2005, sulla pagina della grande Milano, dopo che la Giunta ha approvato la proposta di PRG che andrà in Consiglio) dove si dice, da parte di un privato che ha un lungo contenzioso col Comune in area di interesse ambientale ed a Parco:
"LA VARIANTE AL PRG FINIRA' PER STROZZARE TUTTI GLI INTERVENTI URBANISTICI IN FASE DI DEFINIZIONE A MONZA".
Cosa vuole dire? Perchè TUTTI? Dato che nella proposta conosciuta sin da aprile su internet ciò non appare palesemente vero? Vuole forse dire che se non si fa passare una cosa non si può fare niente d'altro? E chi può fare passare una cosa o un'altra o impedire che si faccia la Variante del Piano Regolatore se non il Consiglio Comunale e la Città? Forse la Regione? Che tipo di messaggio è mai questo e volto a chi? Quali leve si pensa di utilizzare per raggiungere questo scopo?
- DOPO LA LEGGE REGIONALE DELL'AGOSTO 2003 (CHE HA IMPEDITO IL PIANO DEI SERVIZI PER MONZA E PARTE DELLA DIGITALIZZAZIONE COME INVECE PUO' AVVENIRE PER QUASI TUTTI GLI ALTRI COMUNI) ARRIVA LA PROPOSTA DELLA NUOVA LEGGE URBANISTICA REGIONALE CHE VUOLE IMPEDIRE A MONZA DI FARE SUBITO IL PIANO REGOLATORE IN CORSO E PRESENTATO E MOLTI DEGLI INTERVENTI URBANISTICI PREDISPOSTI.
Ora, che il Piano è pronto per il Consiglio (deliberato a dicembre dalla Giunta) la legge regionale ha subito una accelerazione in previsione delle elezioni regionali, ha terminato i lavori in Commissione V regionale l'altro giorno (13/1/2004) e verrà presentata al Consiglio regionale, si pensa in febbraio. Poi si vedrà.
L'art. 25 di questa proposta prevede :
" I COMUNI (il plurale è indicativo dato che di fatto quasi solo di Monza si tratta), IL CUI STRUMENTO URBANISTICO GENERALE SIA STATO APPROVATO ANTERIORMENTE ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE REGIONALE 15 APRILE 1975, N.51....., SINO ALLA APPROVAZIONE DEL PGT (nuovo Piano con la nuova legge n.d.r.) NON POSSONO DAR CORSO ALL'APPROVAZIONE DI VARIANTI DI QUALSIASI TIPO, DEL PIANO DEI SERVIZI , NONCHE' DI PIANI ATTUATIVI IN VARIANTE E DI ATTI DI PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA DI INIZIATIVA COMUNALE. "
Cioè quello che il privato sembra "desiderare", anzi sembra "dare per certo", con il suo "messaggio" tramite il Corriere, prima delle conclusioni della Commissione regionale, prima della decisione del Consiglio Regionale, cioè il BLOCCO di Monza "schiacciata" sul Piccinato (Piano Regolatore del 1971) ed alla faccia di centinaia di cittadini che hanno fatto le loro "osservazioni" e "istanze" da quasi un decennio senza alcuna risposta. Secondo il Lato Oscuro possono aspettare ancora.
CONCLUSIONI:
Abbiamo indicato (nelle audizioni della Commissione) la contraddizione di questa norma con la Costituzione, con lo stesso Statuto Regionale, con i dettati sulle Autonomie locali e, cosa più grave, con una corretta politica di tutela del territorio. Infatti resteremmo ancora per due anni probabilmente con il vecchio Piccinato e senza le salvaguardie dell'imperfetto Piano del 2002 (amministrazione precedente) che è già decaduto due volte e che aspetta le sentenze definitive. Rischieremmo di restare in balia delle diffide, delle intimazioni di chi vuole intervenire col vecchio Piano. D'altro canto non si potrebbero neppure portare avanti per quasi due anni gli stessi programmi sottoscritti con la Regione: Stazione Metropolitana, Villa Reale, Ospedale San Gerardo e Università, Sede della Provincia, ma anche edilizia popolare, ed ogni intervento pubblico e privato che implichi un qualsiasi tipo di variante al Prg del 1971 (sic!) per dare servizi alla popolazione. Perchè inascoltati? Perchè la Regione vorrebbe questo?
Vedremo di appellarci al LATO DEL TUTTO TRASPARENTE DELLA FORZA, sopratutto in Regione, ma anche altrove. Ho fiducia nelle istituzioni, qualsiasi parte in democrazia le governi. Spero che la Regione valuti con attenzione e giustizia alla prova del Consiglio regionale e che tutti sappiano cosa sta succedendo e ne assuma la responsabilità. Resta il disagio dei cittadini che aspettano e che rischiano un altro rimando. E' giusto che sappiano. Comunque il film di fantascienza continua, speriamo che nella realtà si concluda allo stesso modo che nella fantasia e su questo Pianeta.
Alfredo Viganò
Giuseppe Motta
January 17, 2005 11:40 AM
La notizia data da Alfredo Viganò, assessore al territorio del nostro Comune, è di una gravità inaudita e, dopo l'attenzione, merita la reazione.
Se ho ben capito una legge regionale, già approvata in Commissione e all'esame di quel Consiglio nel prossimo mese, impedirebbe al Comune di Monza di darsi un nuovo Piano Regolatore in sostituzione di quello in vigore dal 1971 detto Piccinato.
La proposta di legge regionale ha due aspetti:
- da una parte impedisce la normale attività del Comune al quale l'art. 118 della Costituzione attribuisce in via primaria le funzioni amministrative, solo in via sussidiaria assegnate alla Regione. Questa potrebbe, in linea teorica, sostituirsi al Comune ma non certo vietare che l'ente locale provveda direttamente. Poichè il PRG è, con il bilancio, atto fondamentale di ogni amministrazione e i legami tra i due atti sono stretti, il Consiglio comunale verrebbe privato delle sue prerogative e svuotato delle sue principali funzioni. A sua volta il Comune si troverebbe commissariato di fatto da un ente incompetente che, vietando ciò che è costituzionalmente lecito e doveroso, immobilizzerebbe invece di stimolare.
- dall'altra parte e surrettiziamente, col divieto si mantiene in vita il PRG del 1971, fino a quando un futuro Consiglio regionale non approverà il nuovo PGT. Esproprio di funzioni a tempo indeterminato.
Nel frattempo sarà possibile realizzare tutto quanto previsto dal piano Piccinato. Tutto e solo quello perchè ogni variazione sarà vietata. Verranno pertanto cancellati tutti i progetti e gli accordi elencati nell'intervento di Alfredo Viganò.
Se questa è la situazione, se quella proposta dovesse essere trasformata in legge, ci si dovrà chiedere chi amministra Monza. Le persone che abbiamo eletto in Comune o altre estranee e probabilmente anche sgradite alla città?
Il dubbio, doveroso per chi non ha alcuna esperienza in campo urbanistico e perciò per la stragrande maggioranza dei cittadini, va chiarito con precisione e urgenza.
L'invito è rivolto a tutte le forze politiche comunque organizzate che devono dichiarare e dimostrare se sono al servizio di Monza, di Milano o di altre località.
Giuseppe Motta