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Flussi e riflussi

Franco Isman
May 20, 2008 12:14 AM

 
Sono evidentemente reazionario, ma confesso che non capisco.
Esistono delle norme che vengono codificate sotto forma di legge.
Le leggi valgono per tutti (escluso Berlusconi, naturalmente) e tutti devono rispettarle.
Per chi non le rispetta sono previste delle sanzioni, ed il deterrente è purtroppo indispensabile, come fondamentale è la paura dell'inferno, che una volta era efficace.
Per entrare in Italia ci sono, devono esserci, delle norme.
E' infatti molto difficile ipotizzare che l'ingresso sia assolutamente libero per tutti, anche milioni o decine di milioni di persone, e che tutti abbiano il conseguente diritto di stabilirsi in Italia.
Ci devono quindi essere delle norme, delle leggi, che fissano le condizioni necessarie per poter entrare in Italia e stabiliscono anche le sanzioni per chi queste leggi viola.
Ma cosa si intende allora con l'affermazione che l'immigrazione clandestina non può e non deve essere considerata reato ?
Magari reato amministrativo e non penale, ma reato comunque.

La sanzione può essere la semplice espulsione, non la pena di morte, anche se spesso questa è la pena reale per quelli che si avventurano per mare su barconi stracolmi, per non dire dei casi limite di chi si rinchiude nei tir frigoriferi o addirittura nel vano del carrello di un aereo.
E allora ?

La mia opinione è che si debba fare un serio esame di coscienza non soltanto sull'immigrazione che effettivamente ci fa comodo ma anche prendendo in considerazione il limite che si ritiene sopportabile dalla nostra economia. Dovrebbe essere superfluo dire, ma purtroppo non lo è, che gli immigrati devono avere gli identici diritti degli italiani, ma confesso che non trovo disdicevole affermare che stabiliti criteri e “quote” di immigrazione, i più “generosi” possibile, questi devono essere rispettati. E questo sarà anche il miglior metodo per stroncare il caporalato e dare un colpo al lavoro nero, autentica piaga nazionale.

Già le “quote” dell'ultimo “decreto flussi” erano palesemente assurde, infatti si sono avute 700mila e passa domande con 170.000 posti disponibili. Con l'ulteriore assurdità di una norma evidentemente farisaica in quanto veniva spacciata come rivolta a persone ancora all'estero di cui si richiedeva l'assunzione, quando era del tutto palese che si trattava in realtà di persone che già vivono e lavorano clandestinamente in Italia.

Franco Isman



Avv. Athos Menghini
May 20, 2008 10:30 AM

Caro Isman
senza voler entrare nella polemica, vorrei chiarire alcune cose.
La distinzione è tra reato penale ed illecito, che può essere civile o amministrativo.
Il primo comporta una pena, i secondi al massimo una sanzione amministrativa ed il diritto al risarcimento del danno per chi lo patisce.
Sostenere che l'immigrazione non consentita debba essere considerata un reato, significa che chi verrà sorpreso senza il permesso dovrà subire un processo avanti il Giudice e se colpevole, una condanna penale, che potrà essere detentiva o pecuniaria, oltre a tutti i provvedimenti accessori, quali ad esempio, l'espulsione.
Viceversa se l'immigrazione non consentita è considerato solo un illecito amministrativo, cioè un atto non conforme alle regole amministrative che regolano uno stato, non vi sarà reato, ma solamente illecito, al limite punibile con una sanzione pecuniaria (tipo multa stradale) e altri provvedimenti conseguenti (tipo espulsione) che verranno presi però da organi amministrativi e non giudiziari (che avranno solo possibilità di decidere su impugnazioni dei primi).
Pertanto, anche se non viene spiegata è grave la differenza tra le due concezioni.

Athos Menghini
 
 

Giuseppe Pizzi
May 21, 2008 2:32 PM

Ci sono ordinanze che vietano di buttare il pattume in strada, che a Napoli (e non solo) non sono rigorosamente osservate. Non so se l'abbandono dei rifiuti su pubblico suolo sia già considerato un reato.
Se lo è, le cronache campane ci dicono che come deterrente funziona ben poco. Se non lo è, convertirlo in reato contribuirebbe forse a ripulire le strade?
Più o meno le stesse considerazioni valgono per l'immigrazione clandestina. Una volta istituito il reato di immigrazione clandestina, crediamo davvero che basterà processare qualche dozzina di clandestini per vedere tutti gli altri (quasi un milione) ritornarsene impauriti al loro paese? Oppure li processiamo tutti? Proprio quel che ci vuole per i nostri tribunali!
La maggior parte dei clandestini in Italia sono "overstayers", stranieri che arrivano con un regolare visto temporaneo e lo lasciano scadere senza ripartire. A trovarli, si potrebbe espellerli già con la Bossi-Fini.
Forse si spera che, una volta che la loro clandestinità sia un reato, sarà più facile trovarli!

G. Pizzi



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