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Memento Scanzano
Giuseppe Pizzi June 03, 2008 3:11 PM
Mi riferisco al dibattito Nucleare e referendum. Come ricordato da Toti Iannazzo, i paesi che hanno firmato il protocollo di Kioto devono ridurre il rilascio di gas nocivi in atmosfera, e sarebbe già un grande risultato se riuscissero a non aumentarlo, come di fatto sta avvenendo. La proposta nucleare risponde allo scopo ma pone, fra molti altri, il problema finora irrisolto dello smaltimento delle scorie radioattive. Purtroppo è proprio questo il punto centrale della questione energetica, ancora più importante del costo, ancora più critico della disponibilità del combustibile, che cosa fare dei residui della combustione. Ormai lo stanno comprendendo anche a Napoli, che non si può consumare senza aver cura degli avanzi. A Franco Isman, che si interroga sulla compatibilità di un ritorno al nucleare con il referendum di trenta anni fa, ricordo che non è il caso di andare tanto indietro nel tempo. A Scanzano Jonico cinque anni fa il nucleare ha subito una batosta agli effetti pratici molto più grave e sonora della bocciatura referendaria. La vicenda non va dimenticata. Il governo Berlusconi di allora sosteneva che un ampio consenso tecnico faceva di Scanzano il sito ideale per lo stoccaggio delle scorie. "C'e' uno strato di sale che non si muove di un millimetro da quattro milioni di anni ed e' incastonato tra due piani di argilla'' assicurava il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli. Ma lo stesso governo doveva dimostrare subito dopo di tenere il consenso degli scienziati in minor conto del dissenso degli agricoltori scanzanesi, per i quali Scanzano era sì un sito ideale, però per la coltivazione di non ricordo più che ortaggio tipico del luogo. E, per non finire seppellito sotto un lancio di ortaggi, ha rapidamente e silenziosamente deciso di dirottare la sua autorità e il suo prestigio su questioni di più immediata priorità (c'era da riscuotere l'approvazione del parlamento sulle leggi "ad personam"). Il governo Berlusconi di oggi che, per bocca del ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola, annuncia la soluzione del problema energetico con la costruzione di cinque centrali nucleari, sarebbe credibile solo se preliminarmente, o almeno contestualmente, comunicasse la soluzione del problema dello smaltimento delle scorie (attuali e future). Altri treni per la Germania? G. Pizzi Franco Isman June 04, 2008 11:12 AM Memento Scanzano, ha scritto Peppo Pizzi ed è, più che giusto, indispensabile ricordarsene, sommando a questa memoria alla constatazione di quello che sta accadendo per la monnezza di Napoli. Ed allora, per ricordare, ecco quello che scriveva la Repubblica Fr.I. Scorie nucleari, Scanzano non ci sta così il paese prepara la rivolta Davide Carlucci su la Repubblica del 17 novembre 2003 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/11/17/160scorie.html SCANZANO JONICO - «Allora non avete capito? Qui non si muoverà più niente». Lo chiamano il José Bové di Scanzano: Antonio Lo Scalzo, tornato dalla Francia, dove era operaio siderurgico, per produrre vino Igt, non sa nemmeno chi sia il leader francese degli agricoltori no global. Ma è lui a rappresentare l' anima della protesta lucana. Che da ieri è diventata caldissima, aprendo diversi fronti: occupata «a oltranza» la statale Taranto-Reggio, unica via, sullo Jonio, di collegamento fra Puglia, Basilicata e Calabria; quattro presidi permanenti sulle miniere di salgemma scelte come deposito unico per le scorie radioattive: agricoltori e giovani no global hanno dormito lì anche stanotte; coltivatori sul piede di guerra: domani sfilano i trattori e Salvatore Di Taranto, leader della Coldiretti, si propone di «inasprire la protesta» bloccando le dighe che portano acqua alle regioni vicine. E il municipio di Scanzano è in assemblea permanente: ieri ha ospitato un affollatissimo congresso di Legambiente. Infine, l' annuncio di Filippo Bubbico, presidente della Regione, davanti a una folla di diecimila persone che aveva appena invaso la statale: «Da oggi in poi il capoluogo della regione è Scanzano: non ci occuperemo d' altro fino a quando non sarà ritirato il decreto legge del governo Berlusconi». I sindaci di tutti i paesi e la Provincia di Matera, invece, si accingono a vietare, con una delibera, il transito di materiale radioattivo dalle strade di loro competenza. è una guerra totale, con tutti i mezzi e le forze disponibili, quella che la Basilicata ha dichiarato al deposito nucleare. Il sindaco di Scanzano Mario Altieri, di An, oggi ordinerà il sequestro dei pozzi di salgemma. La protesta di Scanzano è colorata: al corteo di ieri mattina, con in testa il parroco, che a messa ha incitato gli animi alla rivolta, c' erano asini, tamburelli e prodotti tipici locali. Ma il conflitto è aspro e cresce di giorno in giorno. Fino a trasformarsi in una battaglia «dell' intero Sud» come auspica Bubbico. Ieri diversi manifestanti sono partiti dalla Puglia. C' è anche Massimo Iurino, diessino, in rappresentanza dell' Unione delle province pugliesi. E Gianvito Bruno, assessore dell' Udc al comune di Laterza, arrivato con la «carovana contro le scorie»: «Quest' estate - spiega - temevamo che le scorie arrivassero nel nostro comune. Sono arrivate a sessanta chilometri di distanza, ma per noi non cambia niente». Altri sono arrivati dalla Calabria e persino cinquanta studenti siciliani di passaggio si sono uniti alla protesta. Da Reggio Calabria, Cgil, Cisl e Uil chiedono «l' immediata revoca del decreto». Bubbico apre alla «proposta Giovanardi»: un deposito di scorie per ogni regione. Ma come verrebbe finanziato l' impianto di stoccaggio di Scanzano? Attraverso una "nuclear tax" che ogni cittadino versa già dal 2001: circa 100-110 euro per ogni utente, da pagare fino al 2021 attraverso un mini-prelievo. All' interno dei partiti di maggioranza cresce il malessere. «Di fronte alla Basilicata non c' è fedeltà al partito che tenga», dice il deputato azzurro Gianfranco Blasi. Due consiglieri regionali della Casa delle libertà (uno dell' Udc, l' altro di Forza Italia) fondano un «movimento trasversale» per difendere il Metapontino «dagli attacchi del governo Berlusconi» Egidio Di Gilio, di An, propone un referendum per abrogare il provvedimento. E nei presidi occupati dai no global si incontra persino gente della Fiamma Tricolore, come Vincenzo Maida, che sventola la risposta a una sua lettera inviata a marzo dal ministro dell' Ambiente Altiero Matteoli, che smentiva le voci circa una localizzazione del sito nel Metapontino. Le scorie di Scanzano e le bugie di Berlusconi LETTERE E COMMENTI su la Repubblica del 18 novembre 2003 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/11/18/ba_059le.html E così, nello stile proprio di questo governo e della Casa delle Libertà che lo esprime, l' unica regione del Sud che non ha votato per Berlusconi è servita. Per decreto governativo, le scorie radioattive di tutta Italia di prima, seconda e terza categoria (i veleni di queste ultime sono inestinguibili per l' eternità) finiranno a Scanzano Jonico. Dopo aver scartato la Sardegna (amministrazione di centrodestra) in cui si trovano le sue numerose ville e che ha protestato con forza, dopo aver escluso la Puglia (dove governa il suo pupillo Fitto) e dopo che qualcuno aveva già provveduto a inquinare la Murgia, il cavalier Berlusconi decreta democraticamente di punire la Basilicata, al quale non perdona di essersi distinta nelle ultime elezioni politiche da tutte le altre regione del Sud. Franco Isman June 04, 2008 7:15 PM Ma di Scanzano si è anche abbondantemente parlato in questo forum ed è interessante andare a rileggere il dibattito fatto a caldo ! http://arengario.net/piaz/piaz031126.html Fr.I. EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |