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Lo strano caso di via Ardig̣
Alfredo Viganò September 22, 2008 4:45 PM
Ieri sera ho presentato una interpellanza in Consiglio su un caso edilizio davvero singolare e che nel titolo ho definito, col punto interrogativo: Sparisce un portico pubblico utile per fare una cortesia privata? Infatti con la precedente amministrazione fu rilasciato un permesso di costruire inerente un edificio da ristrutturare e ampliare all'angolo di via Ardigò, via Merelli. Lungo quella parte di strada vi sono stati nel tempo altri interventi di ristrutturazione o nuova edificazione e si era cercato sempre di allineare un percorso pedonale per eliminare pericoli e senza invadere la carreggiata e facendo arretrare le costruzioni o le recinzioni. Questo caso concerne un edificio produttivo dismesso con all'angolo della strada un modesto edificio residenziale a due piani. Dati gli allineamenti e dato che il lotto (in caso di nuova edificazione o arretramento) non sarebbe stato del tutto edificabile, si concordò con la proprietà (dopo i pareri della commissione edilizia e degli uffici), che la ristrutturazione (di fatto una ricostruzione come consente la normativa) ricavasse un portico per tutto il tratto di strada in modo da consentire l'allineamento del percorso pedonale protetto sino a via Merelli. Fu presentato in tal senso il progetto e approvato con la sottoscrizione della proprietà per la realizzazione di portico vincolato all'uso pubblico come in molti altri casi. Guarda, guarda, i lavori vanno avanti, si vede che si realizza il portico ma non nell'edificio in angolo con via Merelli. Vado a vedere la pratica e trovo che subito dopo l'avvento della nuova amministrazione viene chiesta la modifica già ai primi di settembre (pratica edilizia n. 807/2007 al protocollo in data 3 settembre 2007). Il tutto viene frettolosamente approvato senza dubbi pur trattandosi di un evidente peggioramento e danno pubblico. Il permesso di costruire è rilasciato in data 19 novembre 2007 (n. 425 ). La modifica sopprime il portico pubblico e facendo una sorta di slalom realizza un marciapiede sulla strada comunale a ridosso dell'incrocio.
Non è un grande caso ma rivela uno strano comportamento, come se qualcuno dei nuovi arrivati nelle commissioni si sia dato da fare subito, non so per quali degni motivi, per combinare un pasticcio. Come vedete dai disegnini del prima e del dopo il peggioramento è evidente. Può darsi che qualcuno abbia ritenuto meglio non intervenire sull'edificio esistente per presunzioni di comodo a carattere architettonico o statico, oppure che tanto è un senso unico e così si faranno parcheggiare le auto, ma allora si doveva ripensare il progetto che era già in corso, approvato e sottoscritto dal privato. Vi sono stati casi di limitazione all'uso pubblico di portici ma per ragioni e motivazioni derivanti dall'uso e funzionalità. In questo caso appare non facilmente giustificabile il tutto, dato che non sembra certo dettato da una scelta coerente e negli interessi pubblici. Anzi può apparire come un uso di favore e del tutto personalistico delle istituzioni. Penso anche di sapere il perché e il percome che nulla hanno a che vedere con la qualità del risultato e l'interesse pubblico. Alfredo Viganò EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |