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Le ragioni di una simpatia

Giacomo Correale
13-mag-2015 23.55


Renzi

Mi è simpatico Renzi perché ha avuto il coraggio di dire, sotto elezioni,  ai sindacati che la scuola non è roba loro, ma del Paese. E agli insegnanti che suggeriscono agli studenti di non compilare i questionari dell'INVALSI, che comportano un giudizio sull'insegnamento, che sono dei cattivi maestri.
Si tratta di una cosa poco comune nella politica italiana: la leadership.

Giacomo C.S.



Armando Pioltelli
18-mag-2015 11.32

Purtroppo il file non è inviabile ma in soldoni spiega  che RENZI fa approvare le leggi da una maggioranza  bersaniana, leggi votate non con olio di ricino.
Che la destra in ITALIA è morta perché il vero dittatore BERLUSCONI è stato il padrone e non ha creato una classe dirigente.
La DESTRA populista Lega e M5S sono un disastro senza idee, conquista voti ma ha proposte che ci porteranno alla bancarotta, come già visto nel 2011.
Ma  anche la SINISTRA è morta perché propone solo la spesa facile senza mai indicare da dove vengono le risorse, quindi non hanno capito che è finita la concertazione, chi vince le elezioni governa e non chi perde, decide  porta casa qualcosa per gli amici, nessuno più crede che ci sono risorse infinite.
Sulle pensioni I SINDACATI tuonano, ma vi siete domandati perché nessun sindacato nemmeno i più sinistri hanno fatto ricorso alla consulta?
La risposta è semplice allora BERSANI votando la FORNERO ha di fatto concertato il blocco delle indicizzazioni.
Di questi sindacati scatenati contro RENZI non mi fido più: è come l'avvocato che anziché l'ergastolo ti fa prendere la pena di morte.
A proposito di avvocato, quello che doveva difendere lo stato contro la consulta per le indicizzazioni, era a favore della restituzione totale per creare un bel default, allegria, questo si che è quasi un complotto.

Armando
uniti si vince



Giuseppe Pizzi
18-mag-2015 12.26

A me il file è arrivato, l'ho letto e l'ho trovato interessante, in qualche misura perfino condivisibile. Sostiene che Destra e Sinistra sono morte e sepolte, sopravvive solo il Centro di Renzi che può fare quel che vuole. A colpi di fiducia, aggiungo io, finché dura.
Certo che se un vecchio comunista ortodosso come te legge e fa leggere "Uomini e Business", è proprio vero che non c'è più religione.
 
Giuseppe Pizzi



Giacomo Correale
18-mag-2015 15.45


No Giuseppe, non c'è più ideologia. E anche certi vecchi comunisti pensano !

Giacomo



Toti Iannazzo
18-mag-2015 12.56

Allego il file di Turani. Grazie ad Armando per la segnalazione.
Ciao, T.I.

Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani
Un dittatore a palazzo Chigi?

15/05/2015 | Primo Piano | Giuseppe Turani

Anche fra i miei lettori molti detestano Renzi e lo accusano di ogni cosa, ma in particolare di essere autoritario e, perché no?, un fascista. I più teneri arrivano a dire che ha semplicemente sostituito Berlusconi. I più colti parlano di “democratura” o di esecutavo operativo. Allora è forse il caso di perdere qualche minuto e cercare di capire che cosa sta accadendo in Italia.
In realtà stiamo celebrando, anche se non ce ne siamo accorti, due funerali. Il primo, che è sotto gli occhi di tutti, è quello della destra. E non si tratta solo del crollo di Berlusconi e di Forza Italia, non più recuperabile, avventura finita.
C'è anche il fatto che gli altri candidati alla successione (Salvini e m5s) non rappresentano una destra accettabile. Non sono certo la destra moderna e europea che molti a destra vorrebbero. Si tratta di un insieme di bassa lega. Formazioni che raccolgono voti (anche tanti) sulla base di slogan populisti e spesso privi di senso.
Inoltre, va detto che questo tipo di destra, anche se dovesse vincere una competizione elettorale, farebbe la fine infausta dei colonnelli greci, che dopo un po' lasciarono il potere perché non capivano che cosa diavolo bisognasse fare. Vi immaginate Di Maio a palazzo Chigi con Dibba agli esteri? Farebbero ridere tutto il mondo e nel giro di una settimana dovrebbero levare le tende per manifesta incapacità.
Lo stesso ragionamento si può fare per Salvini e la Lega. E qui non c'è nemmeno di che fare un governo passabile. A parte l'uscita dall'euro e una svalutazione selvaggia, non ci sono idee, se non quelle che si possono raccogliere alla sera, dopo la briscola, nel bar sotto casa.
In sostanza, la destra è morta, di fatto, per la semplice ragione che non dispone di alcuna classe dirigente e di alcuna idea sensata. Inoltre, non ha nemmeno dei leaders di una statura tale da poter accogliere intorno a sé un gruppo dirigente che non sia di terza categoria. Questa destra, in conclusione, non può vincere e quindi non potrà mai governare questo paese. Non so quanti anni serviranno per avere un rinnovamento della destra, ma suppongo molti, anche perché i successi elettorali, non determinanti, tenderanno a consolidare queste leadership molto scadenti.
Ma è in corso un funerale anche a sinistra, dove la vecchia “ditta” (iscritti molto fedeli, legami stretti con il sindacato, idee antiche) è di fatto largamente perdente e impotente: se ne andarono in ordine sparso, ha scritto qualcuno. E è vero.
Alla prova dei fatti la sinistra-dem non è riuscita nemmeno a avere un comportamento lineare e uniforme. Il sogno, adesso, è quello (per alcuni) di costruire “qualcosa” alla sinistra del Pd. Lo spazio politico c'è, il personale dirigente probabilmente no. Inoltre, sarebbe una cosa vecchissima: tanta spesa pubblica, tanti debiti, patrimoniali, ecc. Un mix che quasi certamente sarebbe rifiutato dai mercati e dall'Europa. Ma anche dalla popolazione. Solo pochi sprovveduti credono ancora a queste favole. Tutti, più o meno, hanno capito che in passato sono stati fatti errori colossali e che venirsene fuori non sarà tanto semplice. Tutti hanno capito, anche i bambini, che quando lo Stato ti dà qualcosa è perché ha trovato il modo di fartela pagare. Di gratis non c'è niente.
Ed ecco Renzi. Qualcuno, di recente, ha invocato una discesa in campo del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, in funzione anti-Renzi. E in questa invocazione cui sono parecchie contraddizioni. Se si chiede a un esterno di dare una mano a far fuori Renzi, significa che dentro lo stesso Pd non ci sono leader validi. Renzi, quindi, comanda perché gli altri si sono persi nel deserto delle loro idee, non grazie a chissà quali imbrogli. Inoltre, mi posso anche sbagliare, ma penso che a Pisapia del Pd importi assai poco (non è mai stato il suo partito). Per carattere e per cultura sarebbe più portato a lavorare alla sinistra del Pd, nel tentativo generoso di dare un senso a tutti quelli che non si accontentato di un partito democratico genericamente progressista, ma vogliono proprio una cosa di sinistra. Non glielo auguro, ma se farà qualcosa, farà questo.
Ma Renzi, si dice, è un dittatore. Renzi, in effetti, è molte cose. Intanto, è uno che sa fare politica. A meno di quarant'anni non conquisti il Pd contro Bersani & Soci, se non sai come si fa la politica (anche la parte “sangue e merda”, come dice Formica). E' un dittatore perché? Perché non crede nella concertazione? Ma tutti, a partire da Mario Monti, hanno sempre detto che era una cosa sbagliata. I sindacati si devono occupare dei lavoratori mentre le scelte politiche generali toccano al governo e al parlamento.
Chi accusa Renzi di essere un dittatore forse dimentica che tutti i suoi provvedimenti vengono regolarmente approvati dal parlamento (un parlamento, peraltro, “bersaniano”). Ma, si aggiunge, propone tutto lui e non il parlamento. Per fortuna, questo parlamento è incapace di proporre qualsiasi cosa. E poi è abbastanza ragionevole che sia l'esecutivo a fare le proposte. E' l'esecutivo che ha in mano i dossier, che conosce i problemi, che ha gli staff per affrontarli. Il parlamento, come è giusto che sia, controlla, approva o boccia.
La cosa che si fa fatica a capire è che insieme al vecchio Pd è morta anche la vecchia politica. Quella politica che per ogni cosa finiva in estenuanti mediazioni parlamentari, il famoso “consociativismo”. E ogni cosa veniva risolta, alla fine, con un aumento di spesa pubblica: io non faccio casino su un po' di missili in più, ma tu mi aumenti  la paga degli statali, o degli insegnanti.
Ecco, questa roba, forse sta morendo davvero. E, forse, ci si avvia a diventare un paese moderno. Chi perde perde, e non sta lì a trattare per portare a casa qualcosa che interessi al suo popolo (o i suoi iscritti).



Giacomo Correale
18-mag-2015 15.59

MI sembra che il ragionamento di Turani non faccia una piega. Purché  ci si renda conto che sinistra e destra ci sono ancora, ma, non essendo più ideologiche, non sono contrapposte "a priori", ma sfumano ambedue verso il centro (l'oggetto di desiderio di ambedue, come condizione per vincere).
Tutto qui.
Aggiungendo che la sinistra nostrana può essere questionabile, ma non è, a mio parere, da buttar via. Superati i compagni e gli amici dai democratici e basta, vorrei che non si parlasse più né di "ditte" né di "partito della nazione", ma solo di PD, figlio della rivoluzione ulivista.
A destra, invece, lo sfacelo è preoccupante. Perché è dovuto al fatto che lo spirito monarco-fascista-affarista, rivitalizzato da Berlusconi,  non è ancor morto.

Giacomo



Armando Pioltelli
18-mag-2015 19.32

Da comunista vecchio per durata, spero non per età, non ho mai avuto certezze ma tutti laici dubbi.
Grazie alla madre di mia moglie che è stata una partigiana, ho imparato che la luna non è un formaggio, in dialetto cremonese fa circa così (La luna le no' una fomagia)

Armando
uniti si vince
 


Giuseppe Pizzi
18-mag-2015 22.22

Non per fare il filosofo che non sono, ma del tempo del liceo ricordo che Hegel, volendo affermare che nella "sintesi" continuano a sopravvivere la tesi e l'antitesi da cui ha avuto origine, bollava la "coincidenza degli opposti" di Shelling come la "notte nera in cui tutte le vacche sono nere". E' una bella immagine, che mi è tornata in mente nel leggere la "sfumatura" della Destra e della Sinistra verso il Centro proposta da Giacomo. 
Un commento anche a proposito del "PD, figlio della rivoluzione ulivista". Premesso che ognuno è libero di farsi della rivoluzione l'idea che più gli piace e che io non sono astronomo così come non sono filosofo, mi sento di dire che, se consideriamo i 365 giorni del moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole, per me quello dell'Ulivo è stato un movimento di qualche giorno, massimo una settimana. Quanto al rapporto PD figlio / Ulivo padre, sono tutt'altro che rose e fiori. Renzi, il più brillante dei figli, manda alla rottamazione i padri, Prodi, il più nobile dei padri, disereda i figli. Dei governi dell'Ulivo, il PD si è preso lo sfizio di trombare tutti i tre presidenti del consiglio nella loro legittima aspirazione alla presidenza della Repubblica (Prodi, D'Alema, Amato). Dei tre, Prodi non ha rinnovato la tessera, Amato pure per incompatibilità con il ruolo di giudice della Consulta, l'unico ancora orgogliosamente del PD è D'Alema.

Giuseppe



Giacomo Correale
18-mag-2015 22.34

Ho qualche dubbio che nella dialettica degli opposti questi continuino a sopravvivere nella sintesi, che dovrebbe essere un superamento.
Quanto alla durata dell'Ulivo, non condivido affatto che sia stato "un movimento di qualche giorno". Quanto meno è ancora nel marchio del PD, per qualche ragione. Che sia qualcosa di incompiuto, come dice Prodi, anzi  sabotato continuamente per tornare al buon tempo antico, è fuori discussione.
Per il resto, se l'unica sopravvivenza nel PD è D'Alema, siamo proprio in piena tragedia greca!

Giacomo


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