|
La vita umana non ha prezzo?
Franco Isman
La vita umana non ha prezzo. Un assioma che nessuno osa contestare. Ma non è vero e se ne traggono conseguenze sbagliate. L'Italia, tutti i nostri governi, nel caso di sequestro di un cittadino italiano ha sempre trattato con i terroristi e pagato milioni di euro per i riscatti. È stato valutato che dal 2004 ad oggi siano stati pagati 80 milioni di euro. Ed è sbagliatissimo, infatti la conseguenza è che gli italiani vengono rapiti molto più spesso di cittadini di altre nazionalità, americani in particolare. E gli americani hanno sempre contestato questo malvezzo italiano fino ad arrivare alla tragica sparatoria in cui ha perso la vita Nicola Calipari, funzionario dei servizi, dopo il sequestro Sgrena. I rapitori sanno più o meno quanto l'Italia è disposta a pagare, si contratta e si paga, ma se la richiesta fosse assolutamente esorbitante non si arriverebbe alla felice conclusione. La vita umana non ha prezzo, ma fino ad un certo limite. Ma la Mafia per trattare con lo Stato non ha usato la minaccia di uccidere qualcuno; aveva già ucciso molti personaggi eccellenti: da Piersanti Mattarella (1980) a Pio La Torre (1982) a Carlo Alberto dalla Chiesa (1982) e poi Giovanni Falcone (1992) e Paolo Borsellino (1992) e con loro decine di servitori dello Stato, giudici, agenti di polizia e carabinieri. No, iniziò una serie di attentati cruenti ai beni culturali: San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro (luglio 1993) e poi la Galleria degli Uffizi con i cento chili di tritolo fatti esplodere in via dei Georgofili. E minacciò di far crollare la Torre di Pisa, un bene di valore inestimabile come altri capolavori assoluti, un bene al di sopra di qualsiasi valore economico, un bene al di sopra della stessa vita umana. E ci fu la vituperata trattativa Stato Mafia voluta da giudici ammalati di protagonismo e condannata da quelli che ho chiamato Sepolcri imbiancati. Poi con il governo Amato il ministro di Grazia e giustizia Giovanni Conso, su suggerimento del ministro dell'Interno Nicola Mancino, revoca motu proprio (ma qualche dubbio non è assurdo) il famoso decreto 41bis e cioè il regime carcerario speciale per i mafiosi. E non ci furono più attentati mafiosi. Franco Isman
Condividi su Facebook Segnala su Twitter EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati
|