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L'Italia ripudia la guerra
Franco Isman
L'Italia ripudia la guerra. Tutti ripudiamo la guerra, o almeno dovremmo, diciamo una grandissima maggioranza. La guerra è terrificante per le stragi, soprattutto di civili, e le distruzioni che provoca, ma anche per le aberrazioni morali cui porta, con l'assuefazione ad uccidere. Lo sappiamo, lo abbiamo già scritto. Però l'Italia non ripudia le armi, anzi, siamo tecnologicamente avanzati e commerciamo con mezzo mondo: a suo tempo la Valsella era la prima produttrice al modo delle famigerate mine anti uomo. Tutti diciamo di volere un mondo basato sul rispetto dei diritti degli altri, sulla fiducia, non sull'equilibrio delle armi, non sul si vis pacem para bellum. Ma adesso l'Alleanza Atlantica, invece di agire per ridurre reciprocamente gli armamenti, ha deciso l'aumento del 2% delle spese militari, Fratelli d'Italia ha presentato una mozione in tal senso e anche il governo Draghi è così orientato. Davvero un bel modo per rispettare il dettato costituzionale. Putin ha scatenato la guerra, probabilmente ha sbagliato i suoi calcoli ma non è questo il punto, il governo ucraino ha forti infiltrazioni neonaziste ma questo non giustifica certamente l'attacco militare. A questo punto si pone il problema se sia giusto o meno inviare all'Ucraina forniture militari per aiutarla a resistere all'aggressione. Il Papa, che ha molto duramente condannato l'aumento delle spese militari, sull'argomento specifico non si è pronunciato, ma il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin si è detto, sia pur con molti distinguo, favorevole. L'ANPI, con il suo presidente Gianfranco Pagliarulo e gran parte dei delegati al Congresso nazionale testé concluso, è contraria, ma il presidente emerito Carlo Smuraglia si è dichiarato favorevole, certamente senza coinvolgere il Paese nella guerra. È impensabile ad esempio mandare nostri arei con nostri piloti come ha chiesto il Presidente Zelensky. Contro Putin bisogna usare tutti i mezzi di pressione e di dissuasione possibili, certamente, ma i carri armati si fermano con le armi, non coi fiori e neppure con le sanzioni. Franco Isman Condividi su Facebook Segnala su Twitter EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati
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