Osama Najeem Elmasry, noto anche come Almasri, capo della polizia libica, è stato accusato dalla Corte Penale Internazionale dell'Aia (CPI) di crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Le accuse includono torture, violenze sessuali e omicidi commessi nel carcere di Mitiga in Libia. La CPI il 18 gennaio ha emesso nei suoi confronti un mandato di cattura e il giorno seguente Elmasry è stato arrestato a Torino. Nei giorni precedenti si trovava in Germania e in altri Stati europei ma non c'era ancora il mandato di cattura.
L'Italia avrebbe avuto l'obbligo di trattenere nelle patrie galere Elmasry finché la Corte europea avesse istruito il processo a suo carico, tempi certamente lunghi.
Il governo viceversa due giorni dopo, il 21 gennaio, se ne è liberato spedendolo in Libia con un aereo dei Servizi, formalmente lo ha espulso.
Alcuni giorni fa L'avvocato Luigi Li Gotti, già sottosegretartio con Prodi, ha presentato un esposto contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alcuni membri del suo governo ipotizzando i reati di favoreggiamento personale e peculato, quest'ultimo in riferimento all'uso di un volo di Stato.
La Procura della Repubblica, non avendo considerato l'esposto manifestamente infondato, ha iscritto i soggetti coinvolti nel registro degli indagati, li ha informati dell'apertura di un procedimento ed ha trasmesso gli atti al Tribunale dei ministri che deciderà se archiviare il caso o se richiedere al Parlamento l'autorizzazione a procedere: tutti atti dovuti.
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C'è un precedente: l'arresto in Iran della giornalista Cecilia Sala.
Il 16 dicembre 2024 l'ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi era stato arrestato all'aeroporto di Milano Malpensa su richiesta degli Stati Uniti. Le accuse includevano la violazione delle sanzioni internazionali attraverso la fornitura di componenti elettronici avanzati all'Iran per la produzione di droni militari, nonché la contiguità al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, considerato un'organizzazione terroristica dagli USA.
Il 19 dicembre con una ritorsione abbastanza evidente, era stata arrestata Cecilia Sala con la generica accusa di "violazione delle leggi della Repubblica islamica dell'Iran" e rinchiusa nel carcere di Evin noto per le dure condizioni di detenzione.
Il 5 gennaio 2025 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata di sua iniziativa a Mar-a-Lago nella residenza del non ancora proclamato Presidente Donald Trump e, evidentemente con il suo tacito assenso, si è potuto poi procedere allo scambio fra Cecilia Sala e Najafabadi che avrebbe dovuto essere trattenuto in attesa della richiesta di estradizione degli USA.
Unanime l'approvazione dell'operato del governo e della Meloni in particolare, con apprezzamento espresso anche dagli esponenti delle opposizioni.
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Non credo si possano avere dubbi sul fatto che se si fossero mantenuti gli arresti di Elmasry, come la legalità avrebbe voluto, immediate sarebbero state le rappresaglie con, ad esempio, l'arresto di tutto lo staff dirigenziale dell'ENI che opera in Libia, con tutti a raccomandare al governo di intervenire.
E allora? Non ha fatto forse bene il governo a intervenire preventivamente?
Troppo facile fare le verginelle scandalizzate, se non si vuole essere ricattabili bisogna avere il coraggio di non aver rapporti commerciali con regimi di questo tipo. Non si dovrebbero fornire le motovedette e men che meno riconsegnare a queste coloro che fuggono. ma tutto ciò non lo ha iniziato certamente questo governo.
Quello che si deve affermare è che per questioni come questa che investono la sicurezza nazionale non ci dovrebbero essere decisioni verticistiche ma dovrebbe essere coinvolto il COPASIR (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica).
Franco Isman
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29 gennaio 2025