La Guerra è il peggiore di tutti i mali.
La Pace dopo gli orrori di una lunga guerra è una cosa meravigliosa.
A Gaza c'è stato l'inizio di un genocidio con 60.000 vittime e un numero molto superiore di feriti e mutilati, con sofferenze atroci negli ospedali e non solo. La fine di un incubo. Sarà molto difficile superare tutti i traumi subiti ma la pace potrà forse fare anche questo.
In Israele la gioia immensa delle famiglie dei 20 ostaggi che verranno liberati e il sollievo enorme delle decine di migliaia di mamme dei soldati in guerra.
Viva la Pace e viva anche Trump che ne è l'artefice.
Ma Trump l'avrebbe potuta imporre molto prima ed è stato invece complice di Israele nell'orribile guerra e non merita certamente il Nobel della Pace cui, con la sua megalomania, aspira, e questo forse spiega la tempistica del suo intervento risolutore.
Rimane l'enorme problema della convivenza in Palestina dove la soluzione dei due Stati che, a parte Israele, tutti dicono di volere è stata resa praticamente impossibile da Israele che ha incorporato ampie zone della Cisgiordania spezzandone l'unità territoriale e perseguitando in tutti i modi gli abitanti.
Israele deve diventare il Grande Israele che si estende senza interruzione dal Giordano al mare, con la pulizia etnica della Cisgiordania, già enormemente infiltrata dai coloni, che tornerà ad essere le bibliche Giudea e Samaria.
Di questo nel piano di Pace di Trump non si parla mentre nella conferenza stampa congiunta Trump - Netaniahu questi lo ha espressamente confermato.
Per quanto riguarda Gaza, il documento, pur firmato da Hamas, nulla dice del suo destino ed è difficile pensare che i sui miliziani siano disposti ad andarsene pacificamente in esilio, non si sa neppure dove. Riguardo alla futura amministrazione, secondo fonti di Al Jazeera, viene confermata l'istituzione di un "Board of Peace" presieduto dallo stesso Trump e comprendente l'ex Primo ministro britannico Tony Blayr. Si può presumere che nulla sia cambiato nelle ambizioni e negli interessi miliardari di Trump e suoi accoliti di fare di Gaza un resort di gran lusso sotto controllo americano.
È probabile che Israele, cessati gli impegni militari a Gaza, riprenda la sua politica espansionistica nei confronti dei Paesi vicini.
Quanto al funesto Trump può essere utile rinfrescare la memoria sul suo "amore" per la pace leggendo il promemoria di Lorenzo Tosa
Franco Isman
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30 settembre 2025