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11 settembre 2019


Roma, qualche strada cambia nome: ed era davvero ora...
Fabio Isman su Facebook

Il Comune di Roma ha finalmente revocato (a quasi 80 anni dalla fine della guerra) l'intestazione di due strade ad altrettanti firmatari dell'odioso "Manifesto della razza", da cui, nel 1938, ebbe inizio la persecuzione degli ebrei italiani che condusse ai Lager e alle deportazioni.
Le ha dedicate a una scienziata vittima dalla Shoah, ad uno dei pochissimi docenti che rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo, e all'unica scienziata del gruppo di via Panisperna, quello di Enrico Fermi, che nel 1938 fu espulsa da ogni incarico.
Non ci saranno più le vie Arturo Donaggio ed Edoardo Zavattari: si chiameranno Mario Carrara, largo Nella Mortara e via Enrico Calabresi, e il loro ricordo ci sia di benedizione quotidiana.
Non tutti hanno i Comuni fatto altrettanto. A Noicattaro, nella città metropolitana di Bari e luogo natale di Nicola Pende, c'è ancora una scuola intitolata a lui. Peggio è che, qualche anno fa, è stata accorpata a un altro istituto, come scrivo nel mio "1938, l'Italia razzista: I documenti della persecuzione contro gli ebrei" (Il Mulino); ed è nata una scuola che soltanto a scriverne il nome sembra di pronunciare una bestemmia: l'istituto omnicomprensivo Gramsci-Pende.
Nella Capitale d'Italia, decenni e decenni di attesa, per capire ed emendarsi; ma sempre meglio che niente.
Qui l'articolo del Messaggero (anche se il titolo non è forse dei migliori: un po' riduttivo).


Roma, rifiutarono di firmare le leggi razziali:
il Comune dedica loro tre strade e cancella vecchi nomi fascisti


Le strade di Roma cambiano nome. Via quelli dei firmatari del manifesto della razza e spazio a tre scienziati che si rifiutarono di sottoscriverlo. Le strade dedicate ad Arturo Donaggio e a Edoardo Zavattari non si chiameranno più così.  Diventeranno via Mario Carrara, largo Nella Mortara e via Enrica Calabresi. Si tratta, nell'ordine, di un medico, una fisica e una zoologa che si rifiutarono di firmare quel manifesto. Ad annunciare il cambiamento, la sindaca di Roma, Virginia Raggi con un post su Facebook.

«Il percorso partecipativo avviato circa un anno fa, portato avanti con gli studenti e i cittadini dei Municipi IX e XIV, ha prodotto la decisione che abbiamo recepito in una delibera della Giunta capitolina, che ha quindi approvato il cambio dei nomi», scrive la sindaca.



  11 settembre 2019