Ogni domenica e martedì, le guardie entrano nelle celle dei prigionieri palestinesi, li ammanettano e li picchiano con i manganelli. Questa è il loro compito settimanale, secondo i prigionieri rilasciati (Hagar Shezaf, Haaretz, 9 dicembre). Dall'inizio della guerra, il 7 ottobre, sono morti quattro prigionieri, quasi certamente a causa delle percosse. Diciannove guardie che hanno partecipato a queste feste malate sono sotto inchiesta, sospettate di aver causato la morte di un prigioniero.
Centinaia di palestinesi detenuti nella Striscia di Gaza sono stati tenuti legati e bendati 24 ore al giorno e sono stati brutalmente picchiati. Alcuni, forse la maggior parte, non hanno alcun legame con Hamas. Alcuni di loro nessuno si è preoccupato di riferire quanti sono morti in prigionia nella base di Sde Teiman.
Anche i circa 4.000 lavoratori gazani arrestati in Israele il 7 ottobre, nonostante non avessero fatto nulla di male, sono detenuti in condizioni disumane. Almeno due di loro sono morti. E si è già scritto abbastanza sui detenuti denudati e sulle loro fotografie umilianti.
In questa terribile competizione sulla grandezza del male, non ci sono vincitori, ma solo perdenti. Ma è impossibile parlare giorno e notte delle atrocità di Hamas gli scrittori fanno a gara a chi riesce a coniare i termini più sprezzanti per l'organizzazione ignorando completamente il male di Israele.
Non ci sono vincitori, ma solo perdenti, nella competizione su quanto sangue viene versato e come viene versato. Ma è impossibile ignorare l'orribile quantità di sangue sparso nella Striscia di Gaza. Questo fine settimana sono state uccise circa 400 persone in due giorni, la maggior parte delle quali bambini. Sabato ho visto le immagini del weekenda Al-Bureij e Nuseirat, compresi i bambini che stavano morendo sul pavimento dell'ospedale Al-Aqsa di Deir al-Balah, e sono orribili.
Il rifiuto di Israele di aumentare la quantità di aiuti umanitari in entrata a Gaza, in barba a una decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, testimonia analogamente una politica del male.
E come se tutto questo non bastasse, le voci del male all'interno di Israele hanno alzato il livello delle proposte sataniche. Il giornalista Zvi Yehezkeli è favorevole all'uccisione di 100.000 gazawi con un solo attacco. Il generale maggiore della riserva Giora Eiland ci ha ripensato ed è passato dalla proposta fatta in un primo tempo di diffondere malattie a Gaza a quella di affamare i suoi abitanti.
Persino il nuovo principe azzurro della sinistra, Yair Golan, che attualmente sta conquistando 12 seggi alla Knesset nei sondaggi tra coloro che si considerano i bellissimi israeliani, ha detto ai gazawi in un'intervista al quotidiano Yedioth Ahronoth che per quanto ci riguarda, potete morire di fame. È del tutto legittimo.
Eppure, dopo tutto questo, consideriamo Hamas l'unico mostro della zona, il suo leader l'unico psicotico e, solo il modo in cui tiene in ostaggio gli israeliani, disumano.
È impossibile non essere inorriditi al pensiero della sorte dei nostri ostaggi, in particolare dei malati e degli anziani. Ma è anche impossibile non essere inorriditi dalla sorte dei palestinesi che abbiamo tenuto legati e bendati per settimane e mesi.
Israele non ha il diritto di stabilire standard di malvagità quando anche le sue mani sono macchiate di malvagità. Dimenticate le uccisioni, la fame e gli sfollamenti di massa. Il nostro trattamento dei prigionieri palestinesi avrebbe dovuto turbare particolarmente gli israeliani, se non altro per il pericolo che corrono gli israeliani detenuti da Hamas. Cosa penserà un membro di Hamas che tiene in ostaggio un israeliano quando saprà che i suoi compagni vengono trattenuti e picchiati incessantemente?
Possiamo concludere con cautela che almeno alcuni degli israeliani detenuti da Hamas sono trattati meglio dei palestinesi detenuti da Israele. Quando venerdì sera gli ostaggi liberati Chen e Agam Goldstein hanno raccontato a Channel 12 News del trattamento riservato loro da Hamas e di come i loro carcerieri li abbiano protetti con i loro stessi corpi durante gli attacchi aerei israeliani, sono stati attaccati a gran voce sui social media. Come osano dire la verità?
Hamas ha perpetrato un attacco barbaro il 7 ottobre. Ha ucciso e rapito indiscriminatamente. Non ci sono parole per descrivere la sua brutalità, anche nel tenere in ostaggio per mesi decine di anziani, malati e bambini in condizioni insopportabilmente dure.
Ma questo rende legittimo per noi agire in modo simile? Dimenticate la moralità. La brutalità di Israele in guerra e nelle carceri servirà a far progredire i suoi obiettivi? Hamas libererà più velocemente i suoi ostaggi se Israele maltratta i palestinesi che tiene in ostaggio?
Gideon Lavy
Tel Aviv, 24 dicembre 2023