
Buongiorno Rep:
Prima pagina
Maurizio Molinari
Lettera agli abbonati
è netto e affilato l'avvertimento per l'Europa che arriva dai vertici dell'ultradestra tedesca, il giorno dopo la vittoria nei Lander tedeschi di Turingia e Sassonia. Pronti a uscire dalla Ue, sottolinea la leader dell'Afd, Alice Weidel, nell'intervista rilasciata alla corrispondente da Berlino Tonia Mastrobuoni, che apre la nostra prima pagina. Resta il rischio ingovernabilità nelle due regioni. La Cdu è sotto shock: deve scegliere con quali estremisti allearsi, se infrangere il tabù dell'onda neonazi di Afd o quello dei filoputiniani di Wagenknecht. È antidemocratico porre veti o innalzare la linea rossa contro il nostro diritto a governare argomenta, dal suo canto, Weidel La Germania, per sopravvivere, non ha bisogno della Ue. La Ue, al contrario, ha bisogno della Germania. L'Europa dovrebbe, però, comportarsi di conseguenza: non può più ignorarci. Solo a queste condizioni un'uscita della Germania dall'Ue potrebbe essere esclusa". La leader Afd sottolinea anche: I partiti tradizionali sono ormai alla fine. La Cdu non potrà fare patti con la sinistra. Se prova a emarginarci, avrà lo stesso destino della Dc italiana.
Alice Weidel, leader dell'AfD: Se ci ignora la Cdu finirà come la Dc. L'Europa ora ci ascolti o punteremo alla Dexit
Intervista alla leader del partito di estrema destra tedesco Afd. La linea rossa degli altri partiti contro di noi è antidemocratica. In Austria c'è un atteggiamento più rilassato con i nostri soci dell'Fpö. A Bruxelles per ora non andremo con i Patrioti
Alice Weidel
BERLINO La linea rossa contro l'Afd, confermata in queste ore da tutti i partiti tedeschi, «è profondamente antidemocratica». Alice Weidel è convinta che di questo passo, se la Cdu farà patti con la sinistra e con Wagenknecht piuttosto che con il suo partito, «sparirà, come la Democrazia cristiana». La leader dell'Afd sostiene, in quest'intervista con Repubblica, che il suo partito «non è radicale né estremista», ma avverte: la Dexit, l'uscita della Germania dalla Ue resta un'opzione. «La Germania, per sopravvivere, non ha bisogno della Ue. La Ue, al contrario, ha bisogno della Germania. La Ue dovrebbe comportarsi di conseguenza. Solo a queste condizioni un'uscita della Germania dall'Ue non si renderà necessaria».
Weidel, anche se il suo partito ha vinto le elezioni in Turingia ed arrivato è secondo in Sassonia, non governerete: la Cdu continua a mantenere la Brandmauer.
«La cosiddetta Brandmauer, la linea rossa degli altri partiti contro l'Afd è profondamente antidemocratica. Sembra il Fronte nazionale della ex Ddr. Isolando l'Afd, che in Turingia e Sassonia rappresenta oltre il 30% degli elettori, e in Turingia è arrivata persino prima, si danneggia la cultura democratica nel nostro Paese. E si ignora la evidente spinta degli elettori per un cambiamento politico sostanziale»
E quindi?
«E quindi penso che la Brandmauer, soprattutto da parte della Cdu, che si è infilata in una sorta di babilonica trappola dei partiti di sinistra, non potrà reggere a lungo. Senza l'Afd, la Cdu non può fare la politica centrista e conservatrice che ha promesso in campagna elettorale. E nel medio o breve termine sparirà come la Democrazia cristiana. Noi tendiamo la mano a tutti coloro che con mezzi pacifici e democratici e rispettosi dello stato di diritto vogliano impegnarsi per il futuro del nostro Paese».
Per Sahra Wagenknecht la Brandmauer sembra caduta. Eppure, propone argomenti molto simili a voi: è filoputiniana, rifiuta i migranti e le politiche ambientaliste.
«È qui che si mostra tutta la doppiezza della Cdu con l'Afd. È sufficiente uno sguardo ai nostri vicini in Austria e al fatto che ci sia un atteggiamento molto più rilassato verso la nostra alleata Fpö, per riconoscere quanto sia scandaloso questo modo di agire in una democrazia».
Mica tanto. Il candidato alla cancelleria Fpö Herbert Kickl è considerato un estremista che ha rapporti ambigui con la Russia. E, tornando in Germania, il vincitore in Turingia del suo partito, Björn Höcke, è talmente radicale che secondo un tribunale tedesco può essere definito un fascista. E in quel land il partito è considerato dai servizi di estrema destra. Non ha paura, lei che rappresenta la parte più moderata dell'Afd, che il suo partito sia tentato da un'ulteriore radicalizzazione?
«L'Afd non è radicale né estremista. Sono accuse infondate. E nessun tribunale ha decretato che Höcke possa essere definito un fascista. È che il ricorso contro il termine fascista usato in una manifestazione di sinistra a Eisenach del 2019 che si intitolava Protesta contro il fascista Höcke è stato respinto. Si trattava insomma di un ricorso contro il titolo di una manifestazione. Höcke e l'AfD non erano coinvolti nel processo. L'Afd, questa è la verità, è diventato il partito preferito dai lavoratori. Mentre la Spd si è presa gli schiaffi che meritava. Se il ministro dell'Interno della Turingia, Georg Maier (Spd) che è sottoposto ai servizi segreti, cerca di classificare il suo concorrente più temibile come estremista, può competere con noi nelle urne. Perché farlo abusando del suo ruolo e dei servizi segreti è squallido ed estremista, dal punto di vista del diritto. E gli elettori gli hanno presentato il conto, per questo. E noi speriamo che Höcke possa cambiare i destini della Turingia in meglio».
Sperate ancora di tornare in Europa tra i Patrioti di Kickl e Orban?
«Per ora la questione non si pone. Abbiamo fondato un nostro gruppo al Parlamento europeo. E restiamo convinti che una vera Europa libera possa solo basarsi su un'unione libera di popoli eguali. E mi dispiace se qualcuno rimarrà deluso, se il pagatore Germania si riprenderà un po' di sovranità».
Pensa ancora che la Brexit possa essere un modello, per la Germania, come aveva detto di recente in un'intervista al Financial Times?
«La Dexit, l'uscita della Germania dall'Ue, per noi è un'ultima ratio. Non vogliamo distruggere cose, le vogliamo riformare. Ma può avvenire soltanto se i nostri partner europei capiscono che devono rispettare i nostri interessi più vitali. La Germania, per sopravvivere, non ha bisogno della Ue. La Ue, al contrario, ha bisogno della Germania. La Ue dovrebbe comportarsi di conseguenza. Solo a queste condizioni un'uscita della Germania dall'Ue non si renderà necessaria».
«La cosiddetta Brandmauer, la linea rossa degli altri partiti contro l'Afd è profondamente antidemocratica. Sembra il Fronte nazionale della ex Ddr. Isolando l'Afd, che in Turingia e Sassonia rappresenta oltre il 30% degli elettori, e in Turingia è arrivata persino prima, si danneggia la cultura democratica nel nostro Paese. E si ignora la evidente spinta degli elettori per un cambiamento politico sostanziale»
E quindi?
«E quindi penso che la Brandmauer, soprattutto da parte della Cdu, che si è infilata in una sorta di babilonica trappola dei partiti di sinistra, non potrà reggere a lungo. Senza l'Afd, la Cdu non può fare la politica centrista e conservatrice che ha promesso in campagna elettorale. E nel medio o breve termine sparirà come la Democrazia cristiana. Noi tendiamo la mano a tutti coloro che con mezzi pacifici e democratici e rispettosi dello stato di diritto vogliano impegnarsi per il futuro del nostro Paese».
Per Sahra Wagenknecht la Brandmauer sembra caduta. Eppure, propone argomenti molto simili a voi: è filoputiniana, rifiuta i migranti e le politiche ambientaliste.
«È qui che si mostra tutta la doppiezza della Cdu con l'Afd. È sufficiente uno sguardo ai nostri vicini in Austria e al fatto che ci sia un atteggiamento molto più rilassato verso la nostra alleata Fpö, per riconoscere quanto sia scandaloso questo modo di agire in una democrazia».
Mica tanto. Il candidato alla cancelleria Fpö Herbert Kickl è considerato un estremista che ha rapporti ambigui con la Russia. E, tornando in Germania, il vincitore in Turingia del suo partito, Björn Höcke, è talmente radicale che secondo un tribunale tedesco può essere definito un fascista. E in quel land il partito è considerato dai servizi di estrema destra. Non ha paura, lei che rappresenta la parte più moderata dell'Afd, che il suo partito sia tentato da un'ulteriore radicalizzazione?
«L'Afd non è radicale né estremista. Sono accuse infondate. E nessun tribunale ha decretato che Höcke possa essere definito un fascista. È che il ricorso contro il termine fascista usato in una manifestazione di sinistra a Eisenach del 2019 che si intitolava Protesta contro il fascista Höcke è stato respinto. Si trattava insomma di un ricorso contro il titolo di una manifestazione. Höcke e l'AfD non erano coinvolti nel processo. L'Afd, questa è la verità, è diventato il partito preferito dai lavoratori. Mentre la Spd si è presa gli schiaffi che meritava. Se il ministro dell'Interno della Turingia, Georg Maier (Spd) che è sottoposto ai servizi segreti, cerca di classificare il suo concorrente più temibile come estremista, può competere con noi nelle urne. Perché farlo abusando del suo ruolo e dei servizi segreti è squallido ed estremista, dal punto di vista del diritto. E gli elettori gli hanno presentato il conto, per questo. E noi speriamo che Höcke possa cambiare i destini della Turingia in meglio».
Sperate ancora di tornare in Europa tra i Patrioti di Kickl e Orban?
«Per ora la questione non si pone. Abbiamo fondato un nostro gruppo al Parlamento europeo. E restiamo convinti che una vera Europa libera possa solo basarsi su un'unione libera di popoli eguali. E mi dispiace se qualcuno rimarrà deluso, se il pagatore Germania si riprenderà un po' di sovranità».
Pensa ancora che la Brexit possa essere un modello, per la Germania, come aveva detto di recente in un'intervista al Financial Times?
«La Dexit, l'uscita della Germania dall'Ue, per noi è un'ultima ratio. Non vogliamo distruggere cose, le vogliamo riformare. Ma può avvenire soltanto se i nostri partner europei capiscono che devono rispettare i nostri interessi più vitali. La Germania, per sopravvivere, non ha bisogno della Ue. La Ue, al contrario, ha bisogno della Germania. La Ue dovrebbe comportarsi di conseguenza. Solo a queste condizioni un'uscita della Germania dall'Ue non si renderà necessaria».
2 settembre 2024
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