prima pagina pagina precedente




Italia: se non è neo-fascismo che cos'è?
Giacomo Correale Santacroce su Vorrei.org



Mi sembra che non si sia dato l’adeguato rilievo a una data storica: il 22 ottobre 2022.
E’ la data dell’insediamento del governo Meloni a un secolo di distanza dalla Marcia su Roma e dall’inizio della dittatura fascista, il 28 ottobre del 1922.
Il 22 ottobre del 2022 è morta silenziosamente la Repubblica democratica italiana, nata dalla Resistenza al nazifascismo.

La Resistenza ha coinvolto cittadini di ogni tendenza politica. La Repubblica è stata guidata da grandi leader che meriterebbero un ricordo e una riconoscenza maggiori: Alcide De Gasperi, Tina Anselmi, Palmiro Togliatti (suo malgrado) e Nilde Iotti, Enrico De Nicola e Luigi Einaudi, Ferruccio Parri e Sandro Pertini, fino ad Aldo Moro ed Enrico Berlinguer. E molti altri.

Il governo attuale è dominato da personaggi legati idealmente al fascismo, siglato dal simbolo della fiamma tricolore. La seconda carica dello stato, la Presidenza del Senato, è incredibilmente ricoperta da Ignazio La Russa, che vanta il possesso di un busto in marmo di Benito Mussolini.
In realtà la Repubblica nata dalla Resistenza aveva cominciato a morire con la “discesa in campo” di Berlusconi (1994) che aveva “sdoganato” gli eredi del fascismo.
Il governo Meloni, dominato da Fratelli d’Italia, partito sostanzialmente neo-fascista, affiancato dai qualunquisti della Lega e dai residui del berlusconismo di Forza Italia, ha giurato fedeltà alla Costituzione fondata sulla Resistenza al fascismo. Una conversione alla democrazia? Da una parte un percorso obbligato, ma dall’altra un opportunismo con il retro pensiero di un cambiamento radicale dei principi fondamentali della nostra convivenza politica e civile.

Perché il lupo perde il pelo ma non il vizio.
E infatti il governo Meloni si è posto subito come obiettivo fondamentale la demolizione della Costituzione, con il progetto di istituzione del “premierato”, cioè l’elezione diretta del Capo del Governo. Ciò romperebbe drasticamente il delicato equilibrio dei poteri, a favore dell’esecutivo e a danno del legislativo e del giudiziario. Inoltre porrebbe il supremo garante della democrazia, il Presidente della Repubblica, in una posizione irrilevante, priva di efficacia e di prestigio. La Costituzione Italiana, modello di democrazia, espressione della Resistenza alla dittatura fascista, sarebbe sostanzialmente stracciata.
Ma la natura neo-fascista del governo Meloni si manifesta in ogni aspetto della politica italiana, verso l’esterno e verso l’interno, rivelando preoccupanti profili totalitari.
...

L’articolo completo su Vorrei.org





  14 agosto 2025