I giardini della Villa Reale
Il faggio nelle sue diverse varietà
Scheda tecnica a cura di Aldo Colombo
 |
|
Varietà di faggi
|
 |
|
faggio rosso
|
 |
|
faggio pendulo
|
Dando le spalle alla facciata della Villa Reale verso il giardino, all'estrema sinistra del grande prato (n. 92 della mappa) si possono osservare una
decina di esemplari di
faggio pendulo e tre grandi
faggi rossi (la cui chioma sembra quella di un unico esemplare). A pochi metri da questi, traversato il vialetto che conduce al laghetto, si può osservare un faggio normale.
Sembrano piante completamente diverse luna dall'altra, ma in realtà sono solo varietà di un'unica specie, Fagus sylvatica.
Una caratteristica comune è costituita dalla corteccia grigia, liscia: i tronchi sembrano delle
zampe di elefante, grazie anche alle radici piuttosto superficiali.
Le foglie, pur nelle differenti colorazioni, sono uguali: decidue, semplici, alterne sui rami, ovali-ellittiche, con margini interi, ondulati, con una leggera peluria e un picciolo breve. I fiori, sono unisessuali: quelli maschili in gattici (amenti) penduli; quelli femminili, riuniti in piccoli gruppi, racchiusi da brattee; danno poi origine ai frutti, le faggiole, racchiuse da una cupula spinosa, che venivano utilizzate per lalimentazione dei maiali: sono comunque commestibili anche per luomo.
Il legno è utilizzato per mobili, manici di attrezzi, e vari rivestimenti. Dalla corteccia può essere estratto il tannino, e dal legno il creosoto.
Oltre alle varietà ornamentali prima citate, Fagus sylvatica Purpurea (o Atropurpurea) - faggio rosso e Pendula a portamento piangente, nei giardini della Villa sono stati recentemente piantati alcuni giovani esemplari di Purpurea pendula, che combina le caratteristiche delle due varietà. Tra le altre varietà ornamentali che si possono spesso osservare in parchi e giardini, Tricolor, con variegature rosa e bianche; Laciniata o Heterophilla o anche Asplenifolia (perché ricorda le foglie dellAsplenium, una felce), con foglie strette, incise o profondamente lobate; Daywick o Fastigiata, a portamento colonnare, talvolta anche con foglie rosse; Roseomarginata o Purpurea Tricolor, con foglie porpora e margine rosa; Latifolia con foglie più grandi rispetto alla specie.
E' da ricordare che il faggio allo stato spontaneo è uno dei costituenti principali della flora dei boschi di media montagna, raggiungendo i 1400-1700 metri.
Il faggio (o perlomeno la specie tipica) si moltiplica per seme, interrando le faggiole all'aperto in autunno; le piantine possono essere messe definitivamente a dimora dopo 2-3 anni. Le varietà vanno invece moltiplicate per innesto.
Tra i parassiti del faggio, comuni gli afidi e le cocciniglie, più rari quelli che attaccano il legno. Dalle ferite possono penetrare le spore di numerosi funghi della carie del legno (Ganoderma, Fomes, Stereum), particolarmente pericolosi su piante vecchie e già indebolite da altri agenti patogeni. Purtroppo, molti magnifici esemplari di faggio, anche di notevoli dimensioni, sono stati eliminati proprio per questa ragione, in particolare quelli al confine tra i giardini della Villa Reale e il parcheggio principale del Parco.
Aldo Colombo
23 settembre 2001