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Le nostre vite
a cura di Umberto De Pace

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Ci sono storie di uomini e donne che vale la pena raccontare, leggere o ascoltare. Attraverso le loro semplici e dirette parole scopriamo quello che alle volte si nasconde tra le pieghe delle nostre vite o che accade oltre la siepe delle nostre certezze e paure. Sono storie di vita, fiabe dei nostri tempi, testimonianze irriverenti, poesie sussurrate, lacrime versate, tracce di strade inesplorate. Sono fonti di gioia, dolore, tenerezza, disperazione, felicità e tristezza, specchi in cui è riflessa l'umanità del nostro tempo.
Il giovane ingegnere
tratto da “Storie di ordinaria follia”
Sembra assurdo invece è vero
M. Carrescia rivista TuttoNormel n.8 agosto 2014



Un giovane ingegnere, viste le difficoltà a trovare un lavoro da dipendente, non volendo rimanere senza fare nulla, si attiva per iniziare un'attività professionale.
In questo periodo, in particolare, non è facile trovare clienti, ma il giovane si impegna e riesce ad acquisire il suo primo cliente: si tratta di un'azienda che ha bisogno di consulenze in una materia che lui conosce bene. Non è stato facile trovare questo cliente, in tanti prima gli hanno detto no; ma ora è fatta, ha trovato quest'azienda, che crede nei giovani e ha deciso di affidarsi a lui.

Si reca quindi dal commercialista per aprire la partita IVA.
“So che è prevista una partita IVA agevolata per i giovani”.
“Si, è il regime agevolato previsto dal DL 98/11: non deve superare i 30.000 € di fatturato all'anno. Senta, ma lei quanti clienti ha?”.
“Sono all'inizio, ho molte cose in ballo, ma al momento ho un solo cliente. Sono poi in trattativa con un altro …”.
“Ah. Quindi non esclude di avere la gran parte del suo fatturato con uno stesso cliente e di svolgere attività per quel cliente per più di otto mesi all'anno?”.
“Ma cosa vuole che escluda! Come le ho detto, inizio con un cliente, poi spero se ne aggiungano altri; le consulenze che mi darà questo cliente sono impegnative, in termini di tempo: poi, più me ne darà e meglio è, visto che abbiamo pattuito un corrispettivo per ogni consulenza”.
“Allora, in base all'art. 69bis del DLgs 276/03, deve avere un utile di almeno 19.400 €, perché in caso contrario perderà la partita iva agevolata; inoltre sarà difficile che il suo cliente le affidi gli incarichi, perché rischia gli sia contestata la natura subordinata del rapporto di lavoro”.(*)
“L'utile sono i ricavi meno le spese, giusto?”.
“Certo”.
“Come spese avrò quelle per acquistare le attrezzature e quelle per svolgere l'attività: quest'anno ne avrò per almeno 6.500 €”.
“Allora dovrà avere un fatturato di almeno 26.000 € “.
“Cioè, mi faccia capire: il mio fatturato deve essere di almeno 26.000 €, per il DLgs 276/03, ma non deve superare 30.000 €, per il DLgs 98/11?”.
“Esatto”.
Mi scusi, ma io volevo fare il professionista, mica l'equilibrista!”.
“Eh in effetti …”.
“Riassumendo: mi sbatto per cercare clienti, mi indebito per acquistare attrezzature … non ho neppure iniziato e già mi trovo ad affrontare questi problemi”.
“Li consideri un saluto di benvenuto, visto che sono solo l'antipasto …”.
“Mmh …”.
“Comunque giovanotto, bando alle ciance: non era venuto per aprire partita iva ed iniziare la sua attività?”.
“Eh si … ma ci rifletto ancora un poco … Arrivederci (a mai più)”.

(*) L'art. 69bis è stato introdotto nel DLgs 276/03 dalla legge 92/12 (cosiddetta “legge Fornero”).



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  23 settembre 2014