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Monza 1930
Triennale delle arti decorative moderne




E' un po' che non mando le mie cartoline, ma tranquilli riprendo. Non le ho dimenticate e ci ho scritto sopra un libro dal titolo "Cari saluti da Monza". Lo trovate nelle librerie della Città. E' il primo penso di almeno altri due che seguiranno.
Mi dice chi l'ha visto che è un libro curioso, diverso dai soliti elenchi di immagini, ricco di notizie tra la storia, la cronaca, l'autobiografia con qualche spruzzo di fantasia e dentro le cartoline. Un gioco. Chi si loda s'imbroda?


Oggi ne presento una viaggiata nel 1930 in occasione della Triennale delle arti decorative moderne.
La mamma, in visita con lo zio, all'esposizione in Villa reale manda tanti bacioni a Rosetta e Bianca a Fano. Il timbro postale testimonia la provenienza. In occasione dell'importante evento una Agenzia Postale in Villa provvedeva al timbro e all'invio delle cartoline.


Sul retro si precisa che l'opera rappresentata è titolata Ermellino, che la fattura è della Ferro Toso & C e che è stata realizzata su disegno di Guido Balsamo Stella. Personaggio significativo sia come artista che come direttore dell'ISIA di Monza.
Come si vede non un semplice vasetto, ma una piccola opera scultorea complessa iodi vetro soffiato.

S.A.I.A.R. (Società Anonima Italiana Arti Riunite) – Ferro Toso & C: si tratta di una azienda di Murano di lavorazione di vetri artistici. Sin dall'inizio (fine '800) ebbe l'intuito di realizzare opere moderne e di proiettarsi nel Mondo e in Europa in particolare. Ho letto che per i suoi vasi si era avvalsa di una artista svedese Anna Akerdal che era moglie di Guido Balsamo Stella. Sin dagli anni '20 produceva oggetti in vetro soffiato leggero. La ditta ha collaborato con molti artisti e partecipato ad esposizioni.


gazzella in corsa

Guido Balsamo Stella fu artista significativo e particolare. Incisore, pittore e potremmo dire, scultore del vetro, girò l'Europa, fu molto attivo e studiò anche in Baviera e in Svezia, con la moglie, realizzò opere di incisione del vetro e da lì nacque una passione per questo materiale che doveva condurlo a Venezia, al vetro di Murano. Realizzò anche un laboratorio vetraio a Firenze. Insegno e diresse più scuole e istituti artistici e, per quanto più ci coinvolge, nel 1929 venne a Monza a dirigere l'ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche). Un istituto di prestigio e innovatore che purtroppo terminò la sua funzione in tempo di guerra.

Alla Esposizione del 1930 a Monza la Ferro Toso & C. ebbe successo con opere in vetro soffiato, statuine e vasi tra cui l'Ermellino della cartolina. Piacque molto e divenne uno dei simboli dell'Esposizione.

Dell'ISIA abbiano parlato in altra cartolina, ma vale sempre la pena di ricordare che nacque nel 1922 e fu la prima in Italia come centro di arti applicate e di scuola con convitto.
Fu scuola rinomata e Balsamo ne fu direttore per quattro anni e chiamò ad insegnare tanti artisti che, in maggiore o minore misura, avranno un ruolo nella storia dell'arte italiana e non solo. Arturo Martini, Matteo Marangoni, Raffaele de Grada, Pio Semeghini, Natale Verme, Ugo Zovetti, Mario Vellani Marchi, Aldo Salvadori, Edoardo Persico, Gino Manara.
Il suo successore Elio Palazzi non fu da meno chiamando negli anni '30, Marino Marini Giuseppe Pagano, Marcello Nizzoli, Agnoldomenico Pica, Pietro Reina, Umberto Zimelli, Raffaello Giolli, Giovanni Romano.

Alfredo Viganò

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  15 giugno 2015