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I filari di platani




La cartolina è dei primi '900 (Edizione Carlo Oggioni, Monza) e dà un panorama affascinante e d'epoca. Il grande viale della Villa è come era nato nell'800, pochi e lontani i passanti mentre transita un carro per il trasporto di merci, coperto a botte con una tenda, e sul carro si intravvedono i sacchi.
La cartolina è viaggiata nel 1911 per Precotto a Milano.
Il papà ritorna, dice la cartolina che è indirizzata alle bambine Ancona. Un nome, che nella mia collezione ritrovo spesso e così so dove lavorava l'avvocato e con chi. Scriveva sempre con affetto alle sue bambine inviando loro tante cartoline.


La costruzione della Villa fu un evento straordinario per Monza che allora contava 11.000, forse 12.000 abitanti. La Villa, sede estiva dell'arciduca Ferdinando, figlio dell'Imperatrice d'Austria, riportava Monza nella centralità del potere politico e istituzionale d'Europa, dopo la Regina Teodolinda di secoli prima.
Ma l'aspetto dominante, dal punto di vista culturale, fu il progetto del verde, dei Giardini della Villa, che si trasformarono durante l'esecuzione da giardini alla francese a giardini all'inglese. Realizzati dall'architetto Giuseppe Piermarini furono i primi in Italia e non fu poca cosa. Significava fare propria la cultura europea che già da anni realizzava giardini e parchi all'inglese.
Mentre quelli francesi o anche italiani, memoria dei Giardini rinascimentali, erano un disegno geometrico di aiuole e percorsi rettilinei, l'inglese interpretava la natura con ricchezza di alberi, essenze, varietà di paesaggio e percorsi.

Il grande Viale faceva parte del progetto originale, come i Boschetti (Tridente) e connettevano il complesso nel paesaggio e nella funzionalità con la città e con Milano circumnavigandola col tracciato che diventerà Viale Lombardia. Il Grande Viale Faceva parte a pieno titolo di un verde pubblico nel Paesaggio come era sorto in particolare in Francia come luogo verde di passeggio e di incontro.

In fondo la Villa mentre la configurazione originale della strada era diversa da quella attuale: ai viali per i mezzi, si affiancano due ampi percorsi pedonali protetti da appositi paracarri di testata. I filari di alberi sono due per parte in modo che il percorso pedonale sia sempre ombroso d'estate. La sequenza verde dei filari segnavano più di oggi la profondità del Viale e la prospettiva della Villa.

La realizzazione della Villa e dei Giardini poi esploderà nella meraviglia del Parco, già i Giardini da soli erano più grandi dell'intera città storica. Furono cantieri enormi per i tempi e per la città. Una spinta di sviluppo tecnico, scientifico, culturale d'arte, di maestranze che coinvolse l'intero territorio. Una spinta che doveva trasformare Monza che si avviava al suo destino industriale oltre che terziario.

Alfredo Viganò


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  18 marzo 2016