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Dal campanile del Duomo



Dal campanile del Duomo
La città dal campanile. Edizione Tipografia de' Paolini, Monza


In questi giorni è uscito il mio secondo volume che trae spunto dalle cartoline di Monza e titola “Ancora tanti saluti”.
Per festeggiare l'inizio dell'anno nuovo, riprendo un panorama di Monza in parte tratto dal primo volume. La cartolina “è viaggiata” nel 1901.

Arengario,  Pretorio e carcere
Arengario, Pretorio e carcere

L'immagine è con tutta evidenza una fotografia dall'alto del campanile del Duomo.
Si vede bene il Pretorio in piazza Roma, dietro all'Arengario al quale era collegato, ai tempi utilizzato come Palazzo di Giustizia.
A fianco le carceri con l'alto muro con contrafforti e le inferriate alle finestre delle celle. In cima al muro una grande scritta pubblicitaria: Abrador, che non so cosa sia, a meno di rifarsi al senso etimologico della parola che richiama raschiare, strofinare, carteggiare.
La bella guida del Touring (Guida Touring Club Italiano e Camera di Commercio Monza e Brianza, edizione 2008: Monza e la Brianza. Le ville, i parchi e le imprese storiche), che consiglio di tenere, ci informa che solo nel 1797 furono tolte dal lato occidentale le carrucole e le mensole di legno usate per i condannati alla berlina e al supplizio della corda.

Chiesa di San Michele
Chiesa di San Michele

Palazzo Durini sulla piazza del Mercato, poi Trento e Trieste, non è ancora stato sostituito dal nuovo municipio; dietro la attuale piazza Carducci è ancora in piedi l'antica chiesetta di San Michele risalente al XIII secolo, poi demolita per realizzare via Crispi. E' rimasta una parte di fianco (in origine Oratorio Santa Marta) diventata ingresso laterale e secondario di una banca.
Agli inizi del 1300 la chiesa, gestita dall'Ordine degli Umiliati, fu decorata con affreschi, uno dei quali - intitolato “Messa di San Michele”- è stato staccato prima della demolizione dell'edificio religioso ed è oggi conservato nel Museo e Tesoro del Duomo. Il dipinto viene interpretato quale rara rappresentazione di una “messa aurea” (messa del mercoledì nelle Tempora d'Avvento) ed anche quale celebrazione della consacrazione del Santuario garganico di San Michele.
Ne parleremo ancora perché la Messa di San Michele è un affresco di grande interesse storico e artistico, un'opera significativa della Città che non molti conoscono.
Per una informazione più completa consiglio il fascicolo “La Messa di San Michele”, catalogo della mostra che si tenne nel 1990 con testi coordinati a cura di Francesco de Giacomi e Roberto Conti.. Mostra coordinata da Titti Giansoldati Gaiani e voglio qui ricordare le due restauratrici Bianca Alberti e Anna Lucchini.

L'Arcangelo Michele è più volte richiamato nella Bibbia, con le ali e armato sconfigge il demonio e nella tradizione soppesa le anime in ragione del loro stato di purezza o meno e le distingue per il Paradiso o per l'Inferno. Santa Marta era sorella di Lazzaro e Maria Maddalena, coeva di Gesù è citata nei vangeli. Nella tradizione protegge le casalinghe i cuochi e in generale chi serve in casa.
Presso l'area in cui sorgeva la chiesa (piazza San Paolo), nel 2004 e precisamente il 29 settembre - data delle celebrazioni in onore di San Michele - fu collocata una statua raffigurante l'Arcangelo, opera dello scultore Benedetto Pietrogrande e una targa commemorativa.

Ma chi era Francesco Crispi a cui è dedicata la nuova strada? Come ci ricorda Giuseppe Chichi nel suo “Le strade di Monza”, ebbe una vita intensa iniziata come rivoluzionario, mazziniano, repubblicano e garibaldino e poi trasformato in uomo di destra che come primo ministro sciolse il partito socialista, condusse campagne coloniali in Africa e represse con l'uso dell'esercito manifestazioni politiche e popolari.

All'inizio della piazza la grande tettoia e il filare di piante lungo il fontanile Pelucca

Torniamo al panorama generale della cartolina, sulla destra corre via Carlo Alberto e lontano nel paesaggio si intravvede il campanile di San Pietro e la macchia del grande Parco reale. Poi le montagne. La Città è contenuta per densità e altezze.

Dal campanile del   Duomo
Dal campanile. Cartolina "viaggiata" nel 2001
Dal campanile del   Duomo
Dal campanile. Cartolina anni '50
Dal campanile del   Duomo
Dal campanile. Situazione attuale

In un'altra cartolina degli anni '50 del secolo scorso, ripresa sempre dal campanile, Il paesaggio urbano è cambiato ed è molto simile a quello attuale come risulta dalla foto a colori: la piazza Roma ha raggiunto la sua nuova dimensione e si notano i binari del tram, la famosa "carrozzetta", si vede via Crispi e il municipio (realizzato negli anni '30). La città si è espansa anche se ancora gli edifici non sono molto elevati. Oltre al Parco si intravede la catena delle montagne che nelle belle giornate sono uno splendore innevato.
In piazza Carducci ci sono gli alberelli che nulla hanno a che fare col paesaggio urbano, per disegno nella piazza e per le essenze scelte. Ormai sono cresciuti e ce li teniamo sinché non si deciderà diversamente con una nuova sistemazione della piazza, come sarebbe opportuno.

mappa del catasto teresiano. Anno 1722
Il Centro nella mappa del catasto teresiano. Anno 1722

La mappa del 1722 mostra l'Arengario isolato dal Pretorio da uno stretto passaggio. Non esiste ancora la Ferdinandea (via Vittorio Emanuele) e in piazza del Mercato, c'è la roggia Pelucca, la Chiesa di San Francesco. Poi, come appare nel catasto cessato lombardo-veneto, l'Arengario e il Pretorio saranno uniti da un passaggio aereo.
A Monza molte sono state, sino ad anni abbastanza recenti, le demolizioni di costruzioni civile e religiose con poco rispetto delle preesistenze e della storia della Città. Peccato.

Alfredo Viganò

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  15 gennaio 2017