prima pagina pagina precedente





Per fortuna abbiamo una giunta di centro sinistra...
Un milione di metri quadrati di Parco riservati a 700 persone, e si continua così.
di Franco Isman


dal sito del Golf Club Milano

Non sono più voci.
Dopo la conferenza stampa del Comitato per il Parco sul golf, nella quale il Comitato chiedeva formalmente che il contratto con il Golf non venisse rinnovato alla scadenza del prossimo maggio 2006, l'assessore competente conferma che il Golf non sarà sfrattato dal Parco, il contratto sarà rinnovato con soltanto lievi aggiustamenti: Milano non vuole lo sfratto. E Monza, questa Monza, più “bene” che mai, nemmeno.
Ma gli assessori e i consiglieri comunali DS, e quelli di Rifondazione sono d'accordo?

Un milione di metri quadrati di Parco pubblico (per l'esattezza 94 ettari) ad uso esclusivo dei 700 soci del Golf Club Milano, su un totale di 685 ettari complessivi, di cui circa 300 effettivamente a disposizione del pubblico: 2 o 3 milioni di presenze all'anno. A me sembra che il rapporto fra l'area a disposizione ed i suoi fruitori (che ben rappresenta il “godimento del bene”) sia il dato fondamentale di cui tenere conto.
Quante possono essere le presenze dei golfmen durante l'anno? 100 alla settimana, 200, 400? Se anche fossero 400 questo significherebbe circa 20.000 presenze all'anno: 1.000.000 : 20.000 = 50 metri quadrati a presenza annua. E per il pubblico, tenendo per buono il dato prudenziale di 2 milioni di presenze, si avrebbe 3.000.000 : 2.000.000 = 1,5 metri quadrati a presenza annua, meno di un trentesimo rispetto al golf.
Inaccettabile, inammissibile, tanto più quando il Parco viene sempre più “scoperto” ed utilizzato dai cittadini, non certamente della sola Monza.

Verrà chiesto, dice l'assessore, che venga scorporata l'area del fontanile della roggia Pelucca, bene ma poco più di niente, che venga facilitato il passaggio dal golf all'autodromo, anche per i comuni mortali, si spera, molto, troppo poco.
Non dimentichiamo che il Golf Club Milano è un club di élite: 15.000 euro di iscrizione, 3.000 di quota annuale e “sono tassativamente vietati shorts e canottiere mentre sono ammessi i pantaloni bermuda e magliette con manica e colletto per i giocatori e con manica ad aletta per le signore.” Forse è per questi motivi che i soci sono soltanto 700.

Verrà fatto un pubblico concorso, naturale, è obbligatorio per legge, ma quello precedente ha visto un solo partecipante, del resto non è questo il problema, sarebbe anzi giusto che l'attuale concessionario non abbia certo facilitazioni ma una sorta di prelazione forse sì.
Si vedrà di “ritoccare” il canone, attualmente di 300.000 euro all'anno, 30 centesimi al metro quadrato, un settimo delle sole quote annuali pagate dai soci. Non è questo il problema, non sono questi i problemi.

Il vero, solo, ma enorme problema e l'assoluta iniquità di una nuova concessione, stanno nel rapporto fra i 50 metri quadrati a presenza annua per il golf e l'1,5 della parte di Parco a disposizione del pubblico. E chiunque passi lungo il perimetro del golf ha l'immediata percezione visiva di questa enorme disuguaglianza. Ed il fatto che Milano veda con favore una proroga (ma Milano sul Parco si è sempre comportata malissimo, ed uso un eufemismo) non conta assolutamente nulla: per sottoscrivere una concessione devono essere d'accordo entrambi gli enti proprietari.

In occasione dello scorso rinnovo nel 1997, il Comitato per il Parco in pochi giorni aveva raccolto 4.000 firme contrarie ma, naturalmente, non se ne era tenuto conto. Naturale, per allora, ma adesso dovrebbe essere differente, perbacco. Ho già scritto e ripeto: è indispensabile che se ne discuta in Città, che si faccia eventualmente un referendum e che dell'opinione dei cittadini si tenga il dovuto, ripeto, dovuto, conto.

Per l'Autodromo, il cui contratto scade alla fine del 2006, il discorso è differente, per molti motivi, e la decisione sulla permanenza o meno del golf non dovrÓ essere invocata come un precedente.

Franco Isman

  12 novembre 2005


Claudio Colombo
November 13, 2005 1:17 AM


Da questa vicenda mi sembra interessante cogliere  due elementi:
- Il primo che ad una domanda sostanziale ( quella del Comitato per il Parco di restituire alla collettività l' area occupata dal golf ) l' Amministrazione cerca di rispondere mettendola  sul piano formale e procedurale ( la decisone di rinnovare la concessione tramite pubblica gara ) .
Il fatto che si celebrino gare quando si tratta di assegnare utilità pubbliche può essere apprezzabile sotto vari profili ( imparzialità, trasparenza, economicità ), incongruenti però  con il merito  delle scelte .
Il " trucco " di appellarsi alle forme per eludere la sostanza è vecchio: lo usava Don Abbondio per indurre Renzo a desistere dal matrimonio.
- le forze ambientaliste a Monza  avanzano  proposte molto moderate : abbattere un ecomostro ( come le sopraelevate ) che non serve a nessuno, costruire i parcheggi intorno al centro  e non dentro, restituire al godimento di tutti una grossa fetta di un parco pubblico e storico, attualmente appannaggio della ristretta cerchia del Golf club...
Tutte cose che un tempo si sarebbero dette da " sinistra democristiana " e che oggi anche una destra illuminata ( se ci fosse ) potrebbe far proprie .
 
Claudio Colombo


Carlo Vittone
November 13, 2005 9:54 AM

Cronache marziane
 
La giunta del sindaco Roberto Radice, dopo una serrata trattativa, ha delineato quali potranno essere le condizioni per il futuro contratto del Golf Club, in scadenza nel prossimo aprile.
 
L'assessore alla partita Daniela Petrucci ha infatti dichiarato che  il Golf non sarà sfrattato dal Parco,  ma il contratto sarà rinnovato con soltanto lievi aggiustamenti. Anzitutto verrà restituita all'uso pubblico l'area del fontanile della  Roggia Pelucca, in linea con gli intendimenti dell'amministrazione per un recupero di spazi pubblici nel Parco. In secondo luogo verrà facilitato il passaggio dal golf all'autodromo, con grande beneficio della viabilità nel Parco. In terzo luogo si procederà ad una gara pubblica di assegnazione dell'impianto e si vedrà di “ritoccare” il canone, attualmente di 300.000 euro all'anno.
 
Il capogruppo dei DS, consigliere Scanagatti ha definito inaccettabile e  inammissibile questa bozza, tanto più quando il Parco viene sempre più “scoperto” ed utilizzato dai cittadini, non certamente della sola Monza, sottolineando che il rapporto fra l'area a disposizione ed i suoi fruitori (che ben rappresenta il “godimento del bene”) sia il dato fondamentale di cui tenere conto. Un milione di metri quadrati di Parco pubblico (per l'esattezza 94 ettari) sono ad uso esclusivo dei 700 soci del Golf Club Milano, mentre su un totale di 685 ettari complessivi, di cui circa 300 effettivamente a disposizione, vengono goduti da un pubblico di 2 o 3 milioni di presenze all'anno.
 
Il consigliere Scanagatti ha terminato il suo intervento dichiarando che se il centrosinistra avesse vinto le lezioni del 2002 avrebbe certamente e senza indugio proceduto a non rinnovare la concessione al Golf Club e a restituire alla cittadinanza monzese 90 preziosi ettari di Parco oggi sostanzialmente privatizzati. La sua dichiarazione ha ottenuto il plauso convinto di tutti i partiti dell'opposizione e delle associazioni ambientaliste locali e nazionali.
 
Contrari a questa ipotesi i capigruppo della Casa delle Libertà e, da Roma, il ministro Tremonti, per il quale lo sviluppo del gioco del Golf offre interessanti prospettive nelle politiche di integrazione degli extracomunitari e nel comparto produttivo dei produttori di palline



Giacomo Correale
November 13, 2005 10:48 AM

L'ho sempre pensato e detto: fare qualcosa di veramente riformistico è terribilmente difficile, più difficile che fare la rivoluzione.
Eppure c'è chi è capace di fare le controriforme, cosa che presenta qualche difficoltà anche nel nostro Paese con radici cattoliche. Ma c'è chi le fa, ahimè!
Allora ci si rifugia o nel continuismo, o nel fare tante cose meno quelle che sono difficili, o, come purtroppo normalmente avviene,  nel fare riforme cosmetiche in modo che tutto cambi perchè nulla cambi.
 
Giacomo Correale


Gimmi Perego
November 13, 2005 8:28 PM

Concessione Golf

Se veramente queste sono le intenzioni non solo dell'Assessore ma anche di tutta la Giunta, penso che che siamo di fronte ad un fatto molto grave.
 
Spero che da oggi al 2006 ci sia tempo per cambiare rotta e sono dell'idea che si debbano fare tutte le pressioni possibili perchè ciò avvenga. In realtà il cambiamento di rotta deve avvenire al più presto, perchè un eventuale  ritorno di questa area al pubblico va progettata adeguatamente e non si può improvvisare.

Rinnovare la concessione del Golf con le sole poche modifiche descritte da Franco Isman penso sarebbe un atto di grave miopia politica.

Proprio sul Golf questa amministrazione avrebbe modo diottenere qualcosa di importante per il Parco e per tutti i suoi frequentatori, progettando e realizzando per la prima volta il ritorno di una vasta area dall'uso privato a quello pubblico.
Come ho già scritto, un buon risultato sul Golf potrebbe far "perdonare" un minore risultato sull'Autodromo, ed indicare una precisa volontàdi vuole cambiare qualcosa nel Parco. Se invece si comincia così con il Golf, cosa si realizzerà con l'Autodromo?

E bene ha fatto chi ha ricorda la strenua opposizione che abbiamo fatto, in Consiglio Comunale, al rinnovo di quella Concessione nel 1996 (è durata 10 anni, anche questo è improponibile). Opposizione fatta insieme ai DS, questo va sottolineato due volte.

- E non si dica che è una questione di soldi: con il ritorno dell'area al pubblico il comune tornerebbe in possesso della lussuosa struttura con piscina che nel frattempo è state realizzata: la cui gestione, quella sì, potrebbe essere data attraverso una gara, ottenendo un affitto io penso non lontano da quelloattuale dell'intera area.

- E non si dica che è colpa del comune di Milano: altri hanno già scritto che occorre
essere in due per firmare la concessione. E' evidente che questo rende molto più
forte chi non lavuole di chi la vuole.

- E non si dica che non c'è nessuno a Monza che è attento a queste vicende: questa
maggioranza ha giàdiverse cose importanti farsi perdonare (Piazza Trento, ad esempio)
per poter passare in questo modo sopra le esigenze espresse dall'ambientalismo e da
chi ha a cuore la sorte del nostro principale bene, ovvero il Parco.

Rinnovare nel modo annunciato dall'Assessore la concessione, e completare la partita
concessioninel Parco con un rinnovo all'Autodromo che non porti a casale aree del
Roccolo e della Gerascia (che sono già nella Concessione precedente, vedi abbattimento
delle Sopraelevate) penso possa portare grossi argomenti a chi da tempo sostiene un
"tradimento" delle aspettative e delle promesse elettorali da parte di questa Amministrazione

Mi è capitato spessodi difendere le scelte di questa Amministrazione, spero che non vogliano farmi cambiare idea.

Un cordiale saluto a tutti
Gimmi Perego