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COMUNALI 2017
Dario Allevi
Franco Isman


Il Collegio architetti e ingegneri di Monza di intesa con l'ANCE locale ha organizzato una serie di incontri con i candidati sindaco alle prossime elezioni comunali, coordinate dall'architetto Sandro Gnetti.
E' stato predisposto uno schema di domande da rivolgere a ciascun candidato che, oltre agli argomenti attinenti alle materie di competenza (urbanistica, PRG, progettazione, appalti, caratteristiche tecniche, impianti, viabilità, trasporti) spazia su argomenti di più vasto respiro quali il futuro della Città, le sue linee di sviluppo, i finanziamenti ed altri ancora.
Arengario a queste domande ne aggiunge, alla fine della serata, una prettamente politica relativa a come pensa di comportarsi il candidato sindaco, qualora eletto, nei confronti delle sempre più frequenti manifestazioni di netto stampo fascista.


L'urbanistica è molto importante, dice Allevi in risposta ad una domanda, l'urbanistica deve avere un'anima, dobbiamo dare incentivi in tutti i quartieri, bisogna aiutare gli imprenditori che intendono sviluppare la loro attività. Dobbiamo snellire, velocizzare ed usare il buon senso nell'attuazione delle norme. Mi piacerebbe poter avere una specie di federazione dei costruttori con i quali poter avere un contatto più veloce e diretto.

Altrettando importante è la qualità edilizia ed il Palazzo della Provincia ha standard molto elevati proprio per dare il buon esempio. Se non vogliamo consumare suolo andiamo in alto, io lavoro in piazza Gae Aulenti, al grattacielo Unicredit, anche se non possiamo certo pensare di fare concorrenza a Milano.

Per lo sviluppo di Monza punteremo molto sulla cultura e, collegata a questa, la Villa reale di cui, in sinergia con la Regione, completeremo il restauro, dell'ala Nord ma anche dei giardini. Qualcun altro andava dicendo che stavamo svendendo la Villa reale e invece noi abbiamo trovato il privato che ci ha messo dei soldi. Doveroso e assolutamente necessario realizzare un vero teatro, studieremo assieme dove.
Abbiamo scippato a Milano il concerto di Ligabue, ma non basta.

Nello stesso tempo porremo la massima cura nelle piccole cose, un sindaco deve essere come un padre di famiglia ed io istituirò l'assessorato alle piccole cose che risponda con immediatezza alle segnalazioni dei cittadini.

Le aree dismesse sono risorse importantissime ma bisogna proporre incentivi veri, io incontrerò tutti i proprietari e in via subordinata si cercheranno imprenditori che possano subentrare.

Certamente, il trasporto pubblico ha un'importanza fondamentale, abbiamo il dovere di portare la metropolitana a Monza, a Bettola serve poco o niente. Nello stesso tempo metteremo anche a punto un Piano dei parcheggi, lontani dal centro, non come è stato fatto in piazza Trento e Trieste. In questo modo potremo limitare al massimo il traffico di attraversamento che è quello preponderante. Il parco autobus deve essere rinnovato, è imprescindibile mettere una navetta elettrica che colleghi con frequenza elevata la stazione ferroviaria con la Villa reale e poi l'ospedale. Occorre avere un unico biglietto per i traporti urbani e suburbani. Cambieremo il parco auto del Comune utilizzando al massimo le auto elettriche, anche qui il Comune deve dare il buon esempio.

Migliorando la mobilità riusciremo anche a rivalutare i prezzi degli immobili che negli ultimi anni si sono svalutati del 50 per cento.

Faremo finalmente il Piano della mobilità che non è mai stato approvato per non scontentare alcune fasce di abitanti. Ma un sindaco deve avere il coraggio di decidere, deve saper fare sintesi. Io sono stato vicesindaco con l'amministrazione Mariani e poi presidente della Provincia sono quindi perfettamente in grado di ben amministrare.

La prima domanda del pubblico riguarda il finanziamento di tutte queste opere affinché non rimangano nel regno dei sogni. I soldi ci sono, dice Allevi, e se non ci sono si deve saperli trovare collaborando con i privati. Il sindaco Scanagatti ha buttato via 4,5 milioni di euro con la penale pagata al privato avendogli annullato il contratto relativo all'area ex Macello.


Al candidato Allevi non abbiamo ritenuto necessario né opportuno fare la domanda “politica” relativa all'antifascismo. Allevi, con la fascia azzurra di presidente della Provincia era andato con il sindaco Mariani, con quella tricolore, a rendere ufficialmente omaggio alla tomba del gerarca Tarabella, adottato dai neofascisti come simbolo dei caduti di Salò.

Franco Isman

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  18 maggio 2017