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Al di là del niente
L'arte si fa Memoria
 
Tania Marinoni - Foto Tania Marinoni e Franco Isman


Queste poesie odorano di storia ed è alla storia che vanno restituite” scriveva Raffaele Mantegazza in apertura al suo lavoro di ricerca sui deportati monzesi. Al di là del niente è un opuscolo fitto di volti, di vicende tragiche, accadute a giovani che durante il fascismo furono internati nei lager per essersi opposti al regime. Una ricerca dal carattere enciclopedico e trascritta con linguaggio poetico, perché la lirica enfatizzasse la veridicità di quanto trasmesso.
Il libro, donato lo scorso anno da Milena Bracesco alla professoressa Laura Riva e al professor Makio Manzoni del Liceo Artistico Nanni Valentini, è divenuto parola viva sulle labbra e nella grande sensibilità dei loro allievi.
Sabato mattina, prima della commemorazione dei martiri di via Boccaccio, l'Istituto ha inscenato la testimonianza di chi preferì la morte all'indifferenza.


Cinque postazioni di Memoria, create nei sotterranei della scuola, cinque stazioni di dolore e amore per la libertà, forgiate dagli studenti degli indirizzi di Scenografia e Figurazione, che hanno modellato il legno all'insegna della metafora del lavoro. Sono realizzati in questo materiale, così caratteristico e allegorico, gli oggetti simbolo delle mansioni svolte da ciascun deportato, vivo nell'interpretazione di ogni allievo. Le liriche che il professor Mantegazza dedica nel suo libro a queste vittime hanno risuonato nella potenza della loro sentita recitazione. Stefano Belli, Angelo Beretta, Domenico Bonfanti, Enrico Bracesco, Santina Pezzotta, Ilona Lebovics e Giuseppe Rizzardi hanno potuto testimoniare ancora una volta, grazie agli alunni, la fede nei valori dell'antifascismo che sostennero fino alla morte. Le loro vicende personali, che assieme a quelle di tutti i deportati monzesi appartengono al patrimonio culturale locale, hanno incontrato la dedizione di numerosi giovani. Con loro si è celebrata la Memoria di tutti gli altri volti che conobbero la brutalità fascista per aver aderito agli scioperi o per essersi esposti negli ambienti di lavoro.


In ogni postazione, accanto ad un lume fioco ma suggestivo, con il linguaggio nobile e immortale del teatro, ciascun allievo è divenuto il personaggio con il quale ha “vissuto” per mesi, onorandone il ricordo. Momenti di grande carica emotiva e di altrettanta maturità artistica, per restituire a Monza una Memoria viva e partecipata. Un percorso compiuto sabato da tutti coloro che, numerosi, hanno preso parte a questa via crucis della dignità umana, e prima ancora dagli allievi impegnati nella realizzazione dell'evento.


Il ricordo collettivo è diventato arte figurativa nella mostra allestita dagli alunni nell'Aula Magna dell'Istituto. Immagini e parole rielaborate nelle diverse soluzioni cromatiche, testimonianze rese tangibili attraverso trasposizioni anatomiche. Diverse e suggestive le tecniche impiegate, come quelle utilizzate per simulare l'effetto del tempo sui documenti: la bruciatura del supporto cartaceo oppure il caffè diluito con acqua. Le voci si sono impresse nel colore, le espressioni del volto, invece, nei codici con cui approcciarsi alla ritrattistica.
Al centro, il tema del ricordo, valorizzato dall'attinenza ai fatti realmente accaduti. Un lavoro corale, fondato sulla ricerca del contesto storico, dell'ambiente lavorativo e del vissuto personale, è stato condotto dagli allievi per quattro mesi, singolarmente e in team, con il valido supporto dei docenti.
Un altro “luogo” di Memoria è stato così realizzato, grazie alla sensibilità sempre più attiva sul territorio, un “monumento” che si unisce agli altri innalzati negli ultimi anni nel tessuto urbano monzese.


A conclusione dello spettacolo itinerante, l'ANPI di Monza, con la presidente Rosella Stucchi, e l'ANED di Sesto San Giovanni e Monza, rappresentata da Milena Bracesco, hanno celebrato, come ogni anno, il sacrificio dei martiri di via Boccaccio, avvenuto proprio nei luoghi limitrofi all'Istituto. Ancora una volta la parola è divenuta strumento di Memoria nella toccante testimonianza di Franco Rossi, sopravvissuto ai tragici eventi, che portarono all'uccisione di Alfredo Ratti, Vittorio Michelini e Raffaele Criscitiello (vedi).
Un intervento prezioso e di grande rilevanza, come ha sottolineato Luca Viscardi, giovane iscritto all'ANPI e attivista nel centro sociale FOA Boccaccio, che ha ribadito la grande necessità, in questi momenti, di affrontare la complessa e allarmante realtà dei nostri giorni.

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
(Primo Levi, I sommersi e i salvati)

Tania Marinoni

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  3 febbraio 2019