
Persepolis
regia di Marjane Satrapi
sceneggiatura di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Durata: 95 minuti.
Francia, USA, 2007.
Umberto De Pace
Nata a Rasht (Iran) il 22 novembre 1969,la piccola Marjane, trascorre l'infanzia a Teheran, in un clima vivibile e in qualche modo spensierato, dove frequenta la scuola francese. Ma a causa della rivoluzione islamica - e di uno zio assassinato in prigione - la famiglia di Marjane convince la ragazza ad andare a studiare in Austria, lontana e al sicuro dai pericolanti scossoni politico-religiosi del proprio paese.
L'Europa, quindi, diventa presto il suo nuovo contesto di vita, una vita del tutto diversa e neanche troppo pienamente positiva rispetto a quella appena passata in Iran. Terminati gli studi liceali, la Satrapi decide di ritornare in patria per applicarsi nell'impegnativo percorso universitario, ma l'Iran che la accoglie si rivela del tutto diverso da quello che l'aveva salutata soltanto pochi anni prima. Dopo non molto tempo, Marjane, decide quindi di tornare in Occidente, a Parigi stavolta, dove si stabilisce definitivamente.
Riproduzione fedele dei suoi libri, il film Persepolis, amplifica, anima, dona voce e alle volte colori, ai fumetti attraverso i quali, agli inizi del nuovo millennio, Marjane Satrapi, raccontò la propria vita a tutti noi. La Satrapi stessa è la regista del film, nonché sceneggiatrice insieme a Vincent Paronnaud.
Il racconto ripercorre, dall'infanzia alla giovinezza, la vita intensa e alle volte sofferta, di questa giovane iraniana. Attraverso i suoi occhi, ci svela, sia il suo vissuto personale e famigliare, sia la storia del suo paese, negli anni settanta e ottanta, con salti nel passato più remoto, attraverso incastri di racconti nel racconto.
Assiste, da bambina, al crepuscolo e infine alla cacciata del regime dello scià Reza Pahlavi, per sprofondare subito dopo nell'oscurantismo del regime islamico degli Ayatollah.
Nel mezzo, una rivoluzione di popolo, la quale però sfuggì dalle categorie interpretative in voga negli anni settanta del secolo scorso.
Era il gennaio del 1979, ricordo ancora i manifesti che scrivemmo, come collettivo studentesco, in solidarietà con il popolo iraniano, nella scuola superiore che frequentavo :
manifestazioni di milioni di persone al grido di a morte lo scià, esprimono chiaramente qual è la volontà popolare
.
Ma né i famigliari della Satrapi, né centinaia di migliaia di iraniani progressisti, democratici, comunisti, socialisti, né tanto meno noi, sapemmo capire e prevedere, a cosa avrebbe portato in realtà, quella sacrosanta e inevitabile rivoluzione.
Attraverso i suoi fumetti, la Satrapi ci racconta tutto ciò, con particolare talento, proprio in questo passaggio cruciale della sua giovane vita, di tutta la sua famiglia e del suo paese intero.
Fantastica, la Satrapi bambina, che sprigiona tutta l'energia, l'innocenza, i sogni, le fantasie dell'infanzia, la quale si nutre, come una spugna, del clima, degli umori, dei sentimenti e passioni, di cui è circondata.
La dura repressione del regime islamico, la morte di uno zio in carcere ,la guerra atroce contro l'Iraq, iniziata nel settembre del 1980, convinsero i genitori di Marjane a mandare la propria figlia in un luogo più sicuro. Una prima volta, era il 1984, a Vienna; una seconda, dieci anni dopo, a Strasburgo e infine Parigi.
E' nel 1984, che delle armi chimiche usate dall'Iraq di Saddam Hussein, nella guerra contro l'Iran, si poterono vedere gli effetti devastanti sulle televisioni occidentali; i volti dei feriti, ricoverati negli ospedali specializzati dell'Europa. Di lì a poco, Teheràn, ripagò con la stessa moneta il suo avversario.
L'Italia, pur avendo formalmente decretato un embargo, all'epoca permetteva che le sue industrie fornissero armi a entrambi i belligeranti, tanto per non fare torti a nessuno. Ricordo in quegli anni, le proteste, del movimento per la Pace, che anche qui a Monza, denunciava all'opinione pubblica questo e tanti altri giochi al massacro, in corso a quel tempo nel mondo.
In Europa la Satrapi, trascorre la sua adolescenza, tra le difficoltà di inserimento, la nostalgia della propria famiglia e della propria terra, la solitudine, i turbamenti e rivolgimenti propri dell'età.
Attraverso i suoi fumetti, ancor più se animati e arricchiti da una bella colonna sonora, l'autrice riesce in modo diretto e cristallino, coinvolgente e commovente, tragico e ilare, mai banale, a trasmettere uno spaccato di vita, di cultura, di storia e politica, di una realtà in fondo a noi molto vicina.
Una vicinanza quella con l'Occidente - che più volte la Satrapi ci ricorda nel suo racconto.
Nel 1953 la C.I.A., con l'aiuto dei servizi segreti inglesi, organizzò il colpo di stato contro Mossadeq primo ministro iraniano riportando al potere lo Scià. La colpa imperdonabile di Mossadeq fu quella di aver nazionalizzato l'industria del petrolio.
Più equamente, durante la guerra contro l'Iraq durata otto anni scrive la Satrapi, sul primo dei suoi libri :I tedeschi vendono armi chimiche all'Iran e all'Iraq e i feriti vengono mandati in Germania per essere curati. Delle vere cavie umane. Questi, solo alcuni dei tanti esempi di vicinanza, riportati.
Bellissima la figura della nonna: tenera, determinata, anticonformista, fonte inesauribile di affetto e punto cardinale nei momenti di difficoltà della giovane nipote.
Un film da non perdere e penso in particolar modo da far vedere ai nostri figli, ai giovani d'oggi.
Parla di una ragazza come tante, nata in un paese fra i tanti di questo mondo, racconta di storie di ieri, ma che a guardar bene sono anche storie di oggi. Parla di noi, uomini e donne, ragazzi e ragazze, cittadini di un mondo che ci vede sempre più, volenti o nolenti, inesorabilmente coinvolti.
La libertà ha sempre un prezzo
scrive la Satrapi alla fine del suo libro.
Pagandone una quota parte ognuno, forse, la otterremmo più felicemente insieme.
Umberto De Pace
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25 marzo 2008
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