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Ida
Critica di un film

Pierfrancesco Diliberto

regia: Pawel Pawlikowski
Interpreti: Agata Trzebuchowska (Anna/Ida), Agata Kulesza (Wanda), Joanna Kulig, Dawid Ogrodnik, Adam Szyszkowski, Jerzy Trela, Joanna Kulig (cantante).
Durata: 80 minuti - Danimarca, Polonia - 2013
JLV

Polonia, 1962. Anna, un'orfanella cresciuta in un convento di suore, ha diciotto anni, è novizia e sta per prendere i voti. Poco prima però la madre superiora le confida che ha una zia ancora in vita, Wanda, sorella di sua madre, e Anna la va a trovare.


Wanda è ebrea, era stata pubblico ministero ed aveva fatto condannare a morte numerose persone durante le purghe staliniste seguite allo scisma di Tito. Al momento cerca di evadere dai drammi del suo passato attraverso l'alcol e una superficiale vita sessuale.
Anna apprende di essere ebrea anche lei e che il suo vero nome è Ida. Questa rivelazione la spinge a cercare, insieme alla zia, le sue radici e la sorte dei suoi genitori. All'apparenza diversissime, Ida e Wanda impareranno a conoscersi e forse a comprendersi: alla fine del viaggio, Ida si troverà a scegliere tra il convento che l'ha salvata durante l'occupazione nazista e la sua ritrovata identità nel mondo di fuori.


Il film di Pawel Pawlikowski, un regista polacco di formazione britannica, gode di una critica unanimamente entusiasta, a partire da Maurizio Porro che sul Corriere scrive “film di straordinaria potenza espressiva, morale, ideologica… esempio di come era eterno il cinema di una volta”.
Girato in bianco e nero con immagine quasi quadrata (1,37/1) anziché panoramica, il film ha vinto gli European film award per il miglior film, regia, scenografia e fotografia ed ha ottenuto la nomination al premio Oscar 2015 per il miglior film straniero e per la migliore fotografia.
Lunghe inquadrature con camera fissa, piani molto larghi e personaggi messi al margine, dice il regista, scarni dialoghi, musica degli anni Sessanta.
Ottima la scelta degli attori: delle due protagoniste Wanda è interpretata da Agata Kulesza, una affermata attrice quarantenne sia di teatro che di cinema, Ida invece è impersonata da Agata Trzebuchowska, una bravissima ventenne agli inizi della carriera. Ma anche gli altri comprimari sono perfettamente nella parte.


Wanda e Ida si recano alla cascina dove abitava la famiglia di Ida negli anni Quaranta e la trovano occupata da un'altra famiglia, visitando la stalla Ida scopre la vetrata colorata fabbricata dal padre, contadino ma anche artista, come Wanda le aveva descritto, una scena splendida.
Messo alle strette da Wanda, che usa la sua abilità di inquisitrice, il capofamiglia confessa di essersi impossessato della casa e di tutti i beni della famiglia di Ida dopo aver ucciso a colpi di scure e seppellito i genitori ed il fratellino risparmiando soltanto la neonata Ida ed affidandola al parroco che poi l'aveva a sua volta consegnata alle suore. L'assassino è costretto a scavare il terreno fino a ritrovare alcuni resti dei corpi che Wanda e Ida portano al cimitero ebraico abbandonato di Lublino ove danno loro sepoltura.


Questo è quanto il film ci racconta: tre ebrei ammazzati per impossessarsi dei loro averi; a questo è ridotto lo sterminio di tre milioni di ebrei polacchi (oltre a quasi un milione di prigionieri di guerra sovietici ed altri), massacrati dai nazisti ma con la connivenza del popolo polacco, da sempre violentemente antisemita.
Ignorare, tacere questo contesto significa falsificare la storia.
Dire che il film raccontava semplicemente la storia di Ida e di Wanda e non intendeva affrontare il problema ebraico in generale non giustifica questo totale silenzio, probabilmente conseguente al fatto che il regista è polacco.
Auschwitz, Maidànek, Belzec, Sobibor, Treblinka, questi i principali campi di lavoro forzato e sterminio o di puro sterminio, quelli ove gli abitanti di interi villaggi erano condotti a piedi o con treni ed immediatamente denudati e inviati nelle camere a gas. E Maidànek, meno conosciuto ma addirittura più grande di Auschwitz, era in un sobborgo di Lublino, dove appunto vengono pietosamente sepolti i resti dei genitori di Ida, il cimitero è abbandonato, ma del lager a pochi chilometri non si fa cenno.

JLV



clic...    la locandina del film
il trailer italiano


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  8 febbraio 2015