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Napoleone riapre la Villa
I Vicerè che amarono Monza
Tania Marinoni
Prosegue alla Villa Reale, da poco riaperta, la prima rassegna di eventi organizzata dalla gestione interamente pubblica e incentrata sulla figura di Napoleone Bonaparte. A duecento anni dalla morte, ricordata nella celebre ode dal Manzoni, Monza dedica all'Imperatore tre mesi di appuntamenti, che hanno avuto inizio a maggio, proprio nella ricorrenza del bicentenario. Napoleone riapre la Villa, l'iniziativa nata per mano delle Associazioni culturali monzesi, intratterrà fino a settembre il pubblico con rappresentazioni teatrali, concerti, conferenze, attività orientate ai più giovani e molti altre occasioni per approfondire la figura di Bonaparte e il suo forte legame con Monza. Nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 26 giugno, la Scalinata della Reggia ha regalato agli spettatori una meravigliosa rappresentazione scenica con musica, dedicata a I Viceré che amarono Monza: Eugène de Beauharnais, viceré di Italia dal 1805 al 1814, e la consorte, Augusta di Baviera. Chi era la coppia e perché i loro nomi sono legati alla Storia di Monza e alla sua splendida Reggia?
Dopo la costituzione del Regno di Italia e l'incoronazione di Napoleone, nel 1805 Eugène de Beauharnais venne nominato viceré e da quel momento fissò la residenza principale alla Reggia di Monza. L'anno seguente sposò la principessa Augusta Amalia di Baviera e le regalò, come dono di nozze, Villa Mirabellino. Fu proprio Beauharnais a volere la realizzazione, attorno alla Villa, del Parco recintato più grande d'Europa, facendone una tenuta modello e destinandolo anche alle sperimentazioni agrarie. Sorsero così cascine e mulini che contraddistinguono il paesaggio a noi familiare. Degni di nota anche gli interventi di natura architettonica ed urbanistica, realizzati su progetto di Luigi Canonica. Le tavole dell'Architetto testimoniano infatti gli studi per la ristrutturazione della via alberata che da Monza conduce in Brianza, dell'imponente rettilineo che unisce il rondò di Piermarini a Sesto San Giovanni e del Tridente che collega la Villa alla Città, gli attuali Boschetti. All'interno del complesso della Reggia furono inseriti il Teatrino di corte, le recinzioni della corte d'onore e i giardini laterali; la Cavallerizza venne adibita ad abitazione per il capitano delle guardie. Prese così forma la Monza della dominazione napoleonica, che vide cadere le sue mura di cinta e volle aprirsi verso Milano, capitale dal 1805 fino al 1814, prima di tornare sotto l'impero austriaco. Ieri sera, grazie alla rappresentazione organizzata dall'Associazione Mnemosyne, la Scalinata della Villa Reale ha rivissuto le vicende napoleoniche locali, tra la Storia e gli avvenimenti accaduti ai protagonisti che resero reale la Reggia di Monza. Perfetta la recitazione dei personaggi principali, in costumi d'epoca, quali, Eugène (Stefano D'Ippolito), la moglie (Sofia Quintavalli) e le dame di corte che a tratti rinfrescano con ventagli la viceregina; entra in scena persino Napoleone, che legge le sue lettere ad Eugène.
Per introdurre la rappresentazione nel contesto storico, la regia di Ettore Radice ha affidato alla voce narrante del cronista del tempo (Chicco Roveris) il compito di informare gli spettatori. Le note fresche del clavicembalo, interpretate dal maestro Marco Cadario, e la voce del soprano Elena D'Angelo hanno impreziosito la rappresentazione, trasportando il pubblico nella Monza napoleonica, ricordando i sontuosi ricevimenti con le carrozze che portavano da Milano la nobiltà del Paese, Villa Mirabellino ribattezzata Villa Augusta in onore della viceregina, i giardini della Villa occasionalmente aperti al popolo, i fuochi artificiali; ma anche la Villa stessa con il suo magnifico Parco e i sette figli dei viceré, l'ultima dei quali chiamata Teodolinda: a ribadire il legame speciale della coppia reale con la città di Monza. Tania Marinoni Condividi su Facebook Segnala su Twitter EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati
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