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Tante facce nella memoria
Al Teatro Franco Parenti
Franca Antelli
Il teatro è scuola, è storia, è vita. Assistere a Tante facce nella memoria significa tuffarsi con tutti i nostri sensi in un avvenimento che, parafrasando Primo Levi, serve a non dimenticare che questo è stato. Sei donne, sei grandi artiste, più una, Francesca Comencini, regista. Il teatro ricolmo di un silenzio partecipe e compassionevole. Sappiamo tutti cosa abbiamo scelto di vedere, di condividere. La pièce dedicata alla strage delle Fosse Ardeatine, rifugge dalla retorica commemorativa, lascia che le voci narranti siano le voci di chi quella tragedia ha vissuto. La storia è nota. Roma, 23 marzo 1944. In una città, in un Paese devastato da una crudele quanto inutile guerra i Tedeschi, i nazisti, dopo l'armistizio siglato l' 8 settembre 1943, da alleati si trasformarono in lanzichenecchi invasori. Diciannove erano i coraggiosi oppositori a Roma, solo 19 i ribelli, antifascisti da sempre. GAP il nome del loro gruppo. Nota l'azione: colpire il nemico nazifascista. Note le conseguenze trecentotrentacinque civili assassinati per rappresaglia. E qui l'attore, l'attrice si fa persona; la cadenza nel parlato, la semplicità o la complessità nella costruzione delle frasi, la realtà del dolore che trabocca e ci invita a non dimenticare. A capire. A separare verità e menzogna; verità e propaganda; verità e verità di comodo. Grazie alla voce di queste donne si aprono gli occhi su verità troppo spesso taciute. Nessun ultimatum, prima gli assassinii per pura vendetta criminale. Strage negata, nascosta, voluta. Infine l'indimenticabile ed indimenticata roca voce di Gabriella Ferri che, cantando Sempre, apre alle lacrime. Solo apparentemente è uno spettacolo dolente. In realtà è uno spettacolo che fa bene alle persone. Ti obbliga a scegliere da che parte stare. C'è il giusto e l'ingiusto. E questo passato, non così remoto, ci riconduce all'oggi, ai nostri piccoli egoismi. In prossimità del 25 aprile, onore e gloria a chi con coraggio, determinazione e un pizzico di follia ha regalato a noi tutti 70anni di libertà. Franca Antelli
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