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Una donna che guarda il mare
Ieri sera al Binario 7
JLV
Una serata avventurosa, iniziata con un'ora di ritardo e con mezzi di fortuna per la rottura delle apparecchiature di comando e regolazione delle luci; un pubblico non molto numeroso e paziente. Una scenografia stupenda, per chi scrive assolutamente originale. Il plastico dettagliato della cittadina nordafricana, dove si svolge il racconto, posto su una piattaforma fatta ruotare manualmente dagli stessi attori, quando non partecipano direttamente all'evento. Una piccola telecamera, manovrata dagli stessi, con zoom e possibilità di riprese ravvicinate, che proietta sull'intera parete di fondo. Si hanno così visioni panoramiche del paese dall'alto e visioni delle vie, delle piazze e della spiaggia antistante. Ma poi la telecamera si avvicina fino ad entrare in una stanza, quando è lì che si svolge la storia. Una storia che vorrebbe raccontare l'incontro ed il colloquio di due culture ma che è in realtà la solita, banale, storia del maschio predatore che aggancia e fa innamorare la fanciulla, promette l'amore eterno, o quasi, se la porta a letto (molto difficile da immaginare in un piccolo paese arabo), e, ottenuto quel che voleva, fa di tutto per sganciarsi. Più credibile a Riccione, d'estate. Bravi gli attori Alice Conti e Michele Di Giacomo, ma nessun risvolto sociologico. JLV EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati Condividi su Facebook Condividi su Facebook Segnala su Twitter
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