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Due amici e una montagna
Un alt(r)o Everest al Binario 7
Franco Isman


L'invasione dei pellegrini

Jim, Mike e il Monte Rainier. “The Mountain”, il traguardo di ogni alpinista americano.
Tratto da una storia vera, del 1992, una storia di alpinismo, ed infatti la rappresentazione è messa a conclusione del festival Monza Montagna al teatro Binario 7.
Ma è molto di più di una drammatica storia di alpinismo, perché analizza l'attrazione irresistibile delle vette, alla quale si subordinano i rischi, sempre e comunque presenti, ed anche l'opposizione di una moglie timorosa.

Una scenografia che definire spartana è dir poco: un fondale nero e due sedie, scomponibili ed utilizzate in vari modi, non è certamente molto.
Musica che quasi non si avverte, e questo è un merito.
Luci che hanno un'importanza fondamentale.
I due attori, ma anche autori, Mattias Fabris e Jacopo Maria Bicocchi, costantemente in scena per 80 minuti, davvero bravi.

Un continuo alternarsi fra il “prima” e la scalata, con la drammatica caduta in un crepaccio durante la discesa dalla vetta, un'alternanza alla quale ci si abitua subito, alternanza, molto di più che semplici flashback. E le scene nel crepaccio, che durano molto a lungo, rendono incredibilmente bene la situazione… con niente.

Sono parecchi anni che gli attori portano in giro il loro primo spettacolo “(S)legati” ed ora questo. Avevano cominciato in montagna: di giorno l'Alta via delle Dolomiti, od altri percorsi, e la sera la rappresentazione nel rifugio.
Ci si augura che le diverse Pro Loco delle vallate alpine mettano lo spettacolo nei loro programmi. Ne vale la pena.

Franco Isman


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  12 gennaio 2019