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L'Idiota in politica
Antropologia della Lega Nord
Umberto De Pace

L'Idiota in politica

L'Idiota in politica. Antropologia della Lega Nord” è il titolo del libro scritto da Lynda De Matteo, antropologa presso l'Istituto interdisciplinare di antropologia del contemporaneo, Cnrs-Ehess, di Parigi, pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli nel giugno di quest'anno. Il termine “idiota”, spiega l'autrice, è da lei usato nel suo “ … senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare”. Per gli antiche greci idiota era colui che non aveva mai accesso alla dimensione universale, quello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna”. Nella sua prefazione, Gad Lerner, chiarisce subito che l'autrice “ … non insulta: descrive con sapienza un'innovazione comunicativa che ha finito per travolgere i fondamenti del confronto democratico. L'idiota in politica è una figura vincente che da un quarto di secolo occupa la scena pubblica italiana, ma che nessuno prima di lei ci aveva rivelato nella sua formidabile efficacia simbolica. E naturalmente Umberto Bossi non è idiota. Fa l'idiota, cosa ben diversa”.
Attraverso una classica ricerca sul campo – svolta per un anno e mezzo presso la sede bergamasca della Lega Nord – con un approccio etnografico, l'autrice ci fornisce un'analisi nuova e particolarmente interessante che va oltre i classici approcci al “fenomeno Lega” di tipo giornalistico, politico o sociologico. La sua analisi è svolta dall'interno della Lega e non dall'esterno, pur non senza difficoltà dettate soprattutto dalla volgarità – questo il suo vissuto – che i militanti della Lega praticano “ … come praticano la semplicità”, identificando nell'abitudine e nel riso i due fattori che le hanno permesso di proseguire nel suo lungo lavoro non reagendo “ … alle osservazioni xenofobe dei militanti … ” che incontrava quotidianamente. Ed è attraverso la sua “ dinamica personale ” che l'autrice coglie come una persona possa arrivare a militare nella Lega Nord, fatto a suo parere non casuale, bensì il prodotto di una “macchina decervellatrice”, cioè di quella macchina che ha la funzione di rendere le persone docili, servili, incapaci di pensare con la loro testa, e che rappresenta uno dei personaggi del dramma grottesco di Alfred Jarry, Ubu re del 1896. Il metodo etnografico secondo l'autrice permette di evidenziare le “manifestazioni controstrutturali” alla base di quello che definisce lo “spettacolo indipendentista della Lega Nord”. Manifestazioni in qualche modo affini ai “riti di inversione di status” politico che gli antropologi hanno studiato nelle società esotiche e che in Europa prendono forma nelle manifestazioni del Carnevale. Rituali, spiega sempre l'autrice “… che in genere consentono di rafforzare il potere in vigore e talvolta restituiscono legittimità ai rappresentanti del vecchio sistema”. Attraverso la sua analisi Lynda De Matteo “sbroglia la matassa” della retorica leghista restituendoci una lettura in controtendenza per la quale “Umberto Bossi non si oppone affatto al potere costituito, contribuisce al suo rinnovamento, come prova la sua partecipazione ai governi Berlusconi. E' stato, in realtà, una figura di transizione: ha contribuito ad accelerare la fine della Democrazia Cristiana e ha prefigurato la nuova tipologia di destra rappresentata oggi dal leader del Pdl.” Quella che a suo tempo, improvvidamente, qualcuno definì una “costola della sinistra” ben più lucidamente l'autrice spiega come in realtà sia stato il tentativo “ … di realizzare una sintesi impossibile tra liberismo ed etnofederalismo. Questa forzatura è tipica del pensiero di estrema destra. In realtà, il leghismo prospera sull'anarchismo rampante della società italiana.”, e ancor più esplicitamente “ … la Lega Nord è molto più reazionaria di quanto non fossero gli eredi del fascismo italiano, poiché rifiuta l'unificazione nazionale in quanto tale. La rivoluzione leghista non rappresenta nulla di nuovo, è il ritorno al “prepolitico” in forma postmoderna, è la rielaborazione di un antico passato sotto le cui spoglie si vorrebbe prefigurare il superamento dello stato-nazione.” Pur non mancando la Lega di dimostrarsi più gramsciana dell'intera sinistra con il suo lavoro di base, capillare e diffuso, teso a conquistare l'egemonia culturale e a ramificarsi in tutti i settori della società.
Ovviamente non poteva mancare al centro dell'analisi della Lega Nord la figura del suo leader indiscusso, Umberto Bossi, al quale Lynda De Matteo dedica ampio spazio nella sua analisi tracciandone un ritratto crudo e impietoso in sintonia con il soggetto. Quanto mai attuale il seguente passaggio: “Il “Bossi-pensiero” ha come obiettivo la distruzione del senso: è un antipensiero. Ha già talmente svuotato la testa dei militanti che, dopo molti anni di cambiamenti politici a centottanta gradi, i suoi seguaci non sanno più a quale ideale votarsi: autonomia, federalismo, secessione o Berlusconi? ”. Oggi potremmo aggiungere: governo o opposizione?
Interessante dell'approccio etnografico è la sua capacità di mettere in evidenza gli aspetti culturali del “fenomeno Lega”, i quali da sempre, a mio modo di vedere, rappresentano più compiutamente il suo successo e spiegano il suo radicamento nella società: la creazione di nuovi miti, la manipolazione dei simboli, l'uso spregiudicato della volgarità, l'arroganza della semplicità, la violenza del linguaggio e l'abuso dei gesti. Tutti aspetti che hanno segnato un'epoca nella quale, come ricorda Gad Lerner, il leghismo si è diffuso come nuova ideologia conservatrice dando “ … rappresentanza politica a pulsioni antimeridionali e xenofobe, ha legittimato un revival paganeggiante del tradizionalismo cattolico anticonciliare, coltiva al proprio interno il revanscismo delle piccole patrie. Tutti fenomeni a essa preesistenti, ma per l'appunto indicibili sulla scena politica prima che la sua comunità prendesse forma organizzata.
Dietro a un titolo un po' tranchant che fa il verso, in fondo, allo stile volgare introdotto dalla Lega nell'agone politico, troverete un saggio estremamente interessante sul “fenomeno Lega” utile a comprenderne i meccanismi di funzionamento al suo interno e che permette anche, a mio modo di vedere, di capire l'inadeguatezza della risposta data a tale fenomeno, fin dal suo esordio negli anni '80, da parte della restante parte del mondo politico.
Oggi la Lega accusa i colpi della fine del suo lungo ciclo di crescita, proprio di ogni movimento politico, e si trova a dover fare i conti con la realtà che, come sempre, supera la fantasia e contro la quale non bastano i trucchi della “commedia dell'arte”. Vedremo se le sarà sufficiente ancora una volta cambiare “maschera” e con una piroetta passare, come se niente fosse, all'opposizione facendo sparire nel cappello da prestigiatore i lunghi anni di governo e le conseguenti responsabilità. Di certo non sarebbe male che da questa fase di profonda crisi la classe politica italiana ne esca con la convinzione, fra le altre, che è ora di finirla di giocare con un partito politico che ha all'interno del suo statuto, quale primo articolo, la finalità del “conseguimento dell'indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”. Non sarebbe mai troppo tardi.

Umberto De Pace


copertina
L'Idiota in politica
Dematteo, Lynda
Feltrinelli, 2011, 266 pagine, € 16

A Monza al LIBRACCIO
on line  www.libraccio.it


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  22 novembre 2011