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La democrazia dei corrotti
Tangenti ed evasioni fiscali: le prime cause della nostra povertà
Walter Mapelli e Gianni Santucci JLV
Gianni Santucci è giornalista e lavora alla cronaca milanese del Corriere. Walter Mapelli, nato a Limbiate ma monzese quanto meno dai tempi del liceo Zucchi, è sostituto procuratore al Tribunale di Monza dal 1987. La sua biografia la potete trovare in un'intervista di Carlo Vittone pubblicata nel dicembre 2002 sul libro MONZESI e rilanciata su Arengario. Qui si racconta anche di due casi famosi da lui affrontati proprio nei primi anni della carriera, entrambi conclusisi con la condanna dei responsabili, ma poi nel secondo (si trattava dell'ACNA di Cesano Maderno) intervenne, come purtroppo spesso accade, la prescrizione. Mapelli si è occupato anche della tangentopoli monzese e l'intervista, di una decina d'anni successiva, era abbastanza ottimista sulla situazione. Adesso invece quello che pensa lo si vede fin dal titolo. La Corte dei Conti stima in 60 miliardi di euro all'anno il costo diretto della corruzione al quale si devono sommare i danni di immagine e morali, con la delegittimazione della classe politica e amministrativa dello Stato e con il perpetuarsi di privilegi nelle carriere causati dalle complicità e solidarietà delle diverse cricche di potere. La casistica riportata nel libro è impressionante a partire dalla corruzione e dal peculato spiccioli, con tangenti pagate per ottenere talvolta favoritismi e privilegi, ma anche soltanto per non finire distrutti da una burocrazia che tutto può. Comunque le tangenti con il passare degli anni si sono evolute: in passato si trattava di un accordo per un singolo episodio: un appalto da vincere, un permesso urbanistico da ottenere, una verifica fiscale da ridurre ai minimi termini, un processo da addomesticare. Era un do ut des che esauriva i suoi effetti con il singolo episodio corruttivo, salvo poi ripetersi. Esempio classico la mazzetta pagata al mariuolo Mario Chiesa che ha dato origine a tangentopoli. Le tangenti di un certo livello erano appannaggio dei partiti che se le ripartivano amorevolmente: il libro racconta del tesoriere della Democrazia Cristiana Severino Citaristi che ha ammesso di aver ricevuto più di 70 miliardi di lire di tangenti, prendendosi per questo 16 anni di reclusione, ma rivendicando orgogliosamente di non aver preso una sola lira per sé. Adesso abbiamo personaggi del livello del tesoriere della Lega Francesco Belsito. Adesso i rapporti spesso sono molto più sfumati, molto più vischiosi, si è coniato il termine di cricca per definire un insieme di persone delle specie più diverse (imprenditori, amministratori pubblici, funzionari, avvocati, commercialisti, professionisti vari) tutti legati da un rapporto non finalizzato ad un singolo episodio corruttivo ma durevole nel tempo. E le tangenti non sono più soltanto in denaro ma consistono anche in altre utilità e si va dalla notte con una escort (anche il nome è cambiato negli anni) alle vacanze in alberghi di super lusso, alle barche e alle bmw date in uso, ai telefonini, costo delle chiamate incluso, alla ristrutturazione di un appartamento, alla cessione (o all'acquisto) di immobili a prezzi di super favore, all'affidamento di consulenze fasulle, a posti di lavoro appetibili. Tutte cose molto più difficili da rilevare e perseguire e che, nel medesimo tempo, permettono ai corrotti di darsi una giustificazione facendo finta di pensare che non di tangenti si tratta ma di piaceri fatti da un amico. Ci sono poi sistemi evoluti per porre barriere fra il percettore della tangente e gli investigatori, ad esempio l'insurance rapper che viene ben descritto nel libro, ma non lo facciamo certo in questa sede. Per le grosse tangenti, che permangono eccome, i sistemi sono diventati molto più elaborati con triangolazioni e numerosi passaggi con diversi nominativi attraverso i vari paradisi fiscali e il libro ce ne dà un importante spaccato con la dettagliata descrizione del romanzesco recupero dell'indebito profitto ottenuto con la corruzione di un giudice. Si tratta del caso IMI-SIR dove gli eredi di Nino Rovelli, fondatore della Sir (che aveva accumulato un debito di 3600 miliardi di lire), avevano ottenuto un indennizzo di 670 miliardi di lire dall'IMI corrompendo il giudice Metta della Corte di Appello di Roma. Intermediari gli avvocati Pacifico, Acampora e Previti, che per le loro prestazioni professionali ricevettero un importo di 67,8 miliardi di lire. Negli ultimi anni, tramite un principe dei commercialisti, un mago dell'evasione, i soldi vengono nuovamente movimentati, e passano di mano fra decine di società off shore, sempre a gruppi di quattro, come i figli di Rovelli, e le cui iniziali, guarda caso, son proprio quelle dei figli, e queste società sono domiciliate in Belize, Bahamas, Costa Rica, Mauritius, Isole Cook, Turkand Caicos Un turbinio e soprattutto una struttura a piovra in cui anche scoprendo un tentacolo è assolutamente impossibile risalire agli altri. Eppure il pm Walter Mapelli, con l'indispensabile ausilio delle intercettazioni e con i bravissimi finanzieri della tenenza di Seregno, con un'operazione che ha coinvolto le polizie italiana, svizzera, di Gran Bretagna e Germania è riuscito a mettere le mani sulla testa della piovra ed a risalire quindi a tutte le ramificazione, all'intero tesoro nascosto. Varrebbe la pena di leggere il libro non fosse che per questa appassionante storia, un vero noir, ma il libro parla anche di Enimont e della madre di tutte le tangenti, i 150 miliardi di lire pagati da Raoul Gardini ai partiti per ottenere una valutazione favorevole della sua Edison nel divorzio da Eni. Ma la la cosa più importante è certamente l'analisi e la valutazione del sistema tangentizio che ha ormai pervaso tutta la vita italiana La democrazia dei corrotti, appunto. JLV
Tangenti ed evasioni fiscali: le prime cause della nostra povertà Walter Mapelli Gianni Santucci BUR Rizzoli - FUTURO PASSATO - pagine 287, € 12 A Monza al LIBRACCIO on line www.libraccio.it
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