
L'infinito viaggiare
Il libro di Claudio Magris
Umberto De Pace
Non è un libro recente (la prima edizione risale al 2005 a cura della Mondadori) ma essendo tornato agli onori della cronaca a seguito della traccia, tratta dalla prefazione a cura dell'autore, per il tema di maturità di quest'anno scolastico, colgo l'occasione per parlarne. E la colgo con piacere perché fra i libri che ho letto di Claudio Magris, L'infinito viaggiare, è quello che più ho apprezzato per la sua prosa scorrevole e al contempo densa di riflessioni, fotografie contemporanee e intrecci con il passato, in cui lo stile aulico, cesellato con figure e miti classici, proprio dell'autore, rimane sullo sfondo di una nutrita raccolta di brevi e variegati racconti che nel loro insieme formano un pregiato diario di viaggio. Un diario le cui pagine sono a suo stesso dire:
legate al momento in cui è avvenuto il viaggio, in cui si è attraversata una frontiera o uno Stato che magari non esistono più, in cui si è scorto un gesto o un'espressione su un viso, si è sentito un grido. Pagine che accompagnano il lettore in un lungo viaggio attraverso frontiere non solo e non tanto geografiche, quanto politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi come riportato nell'incipit della traccia d'esame. Ciò che trovo straordinario in questo autore è la capacità di attraversare le suddette frontiere con una profondità e una lucidità non comuni e, al contempo, con una delicatezza e umanità, alle volte con tenerezza, ancor più rare.
Nel libro vengono riprese frontiere care all'autore e al suo vissuto: il Carso, Trieste, il Confine Orientale, ma non solo; frontiera è anche quella tra israeliani e palestinesi o tra governo israeliano e l'Ebraismo dove
nessuna critica, giusta o sbagliata, al primo coinvolge il secondo, né può essere respinta soltanto per la preoccupazione di difendere quest'ultimo; frontiera è l'ozioso stare a chiedersi se l'Islam sia una civiltà superiore o inferiore- dove ciò che conta è, di volta in volta e dinanzi a una questione concreta, sapere dove sta la civiltà e dove sta l'offesa che ne viene inferta perché le civiltà non sono entità statiche, bensì dinamiche e contraddittorie; frontiera sono le pagine del professore vietnamita Nguyen van Hoan su Dante o sul Cao Dai, la poesia popolare sudvietnamita (amarsi vuol dire amare anche la strada che si fa insieme)- leggendo le quali si coglie il senso dell'universalità della poesia; frontiera è l'etica della responsabilità, che pensa non solo alla purezza degli ideali, ma anche alle loro conseguenze per gli altri, è un fondamento della vita civile e della democrazia in particolare quando è sperimentata da un occidentale al di fuori dei propri luoghi sicuri, come può esserlo il partecipare a una conferenza a Teheran, pur avendo coscienza di quanto facilmente, la propria etica della responsabilità, possa sfumare in involontaria complicità o almeno in colpevole neutralità.
Non entro nel merito dell'opportunità o meno della scelta di un autore quale Claudio Magris per l'esame di maturità; né tanto meno ritengo ci sia da scandalizzarsi se gli studenti conoscessero, non dico il testo, ma quanto meno l'autore; penso solo che la breve traccia era più che sufficiente per poter rispondere al compito dato di comprensione, analisi, interpretazione e approfondimento. E se così per i più non è stato, potrebbe essere un buon motivo per conoscere un autore contemporaneo di grande valore culturale e umano, attraverso la lettura de L'infinito viaggiare, riflettendo a fondo sulle frontiere e sull'eterno peregrinare dell'uomo per il mondo perché se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all'altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo.
Penso, visti i tempi che stiamo attraversando, che tutto ciò non sia poco.
Umberto De Pace
L'infinito viaggiare
Il libro di Claudio Magris
MONDADORI edizioni 2005,. pagine 243
ISBN 8804547391
non disponibile
22 giugno 2013
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