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Ogni albero è un poeta
Storia di un uomo che cammina nel bosco
Anna Marini

Prima che un temporale si scomponga sopra una foresta c'è un attimo, un attimo soltanto, nel quale l'aria viene risucchiata verso il cielo. Lassù si sono trasferite le masse oceaniche, le foglie si sollevano da terra di pochi millimetri mentre una scossa elettrica carica il piccolo mondo. In quell'istante, in quello soltanto, puoi scrutare nel fondo degli occhi di tutte le bestie e le creature.
da “Legno ventato”

Tiziano Fratus
Tiziano Fratus

In un frammento, la prorompente potenza e il grande fascino che la natura esercita sulla sensibilità di Tiziano Fratus, lo scrittore, il poeta, la voce incontaminata del bosco. Così, con queste immagini, che dilatano in uno splendido passo l'attimo appena precedente la tempesta, comincia il suo ultimo tributo alla meraviglia della selva, ai silenzi intonati nella dimensione della pace. Il contesto suggestivo racchiuso nel chiostro adiacente alla Sala della Luna del CCR a Monza, ha ospitato, domenica 22 maggio, la presentazione dell'opera “Ogni albero è un poeta”: la celebrazione di una simbiotica unione tra la lirica delle rime e quella della natura.

il chiostro adiacente alla Sala della Luna
il chiostro adiacente alla Sala della Luna

In qualità di moderatore, il poeta Giacomo Nucci, sottopone a Fratus quesiti inerenti il percorso culturale intrapreso dall'autore e le motivazioni alla base dell'ultima scrittura, introducendo così alla tematica della dendrosofia e delle difficoltà che persistono nella pratica poetica.
Con la poesia, oggi non è semplice creare nuove sinergie, modalità interattive di contatto: ci sono solo sparuti episodi, occasioni, momenti, ma non vera e propria condivisione, anche per via di un mercato editoriale molto arduo, che si dimostra sempre più un percorso impervio, in cui raramente le proprie traiettorie si incontrano con le altrui.

“Ogni albero è un poeta” nasce dal concetto di Homo Radix, elaborato da Tiziano Fratus durante l'esperienza formativa in California, una decina d'anni fa. Il testo è la risposta che l'immaginazione suggerisce al suo autore, quando trentenne incontra le imponenti sequoie di Big Sur e di Santa Cruz, nei luoghi in cui hanno vissuto e composto i maggiori esponenti della Beat Generation.
Tiziano vuole instaurare subito una connessione spirituale con i grandi alberi, così da percepire un'unione con forme di vita differenti. La tensione che muove verso la dendrosofia nasce da un fascino di ordine estetico: dalla maestosità e dalla magnificenza di creature dalle imponenti dimensioni; dalla consapevolezza di contemplare tra gli alberi i più alti, i più belli del mondo: giganti naturali che si offrono alla vista con immensa regalità ed eleganza.
Appena conclusa quest'esperienza molto intensa, vissuta nella più intima dimensione sacra, nasce l'opera “Homo radix”, in cui le rime coltivate nel tempo, lasciano posto alla prosa. E' nella continua e incessante attività di ricerca, che Tiziano crea il suo dizionario, il suo linguaggio, nato dall'ascolto e dalla meditazione, plasmato dalla conoscenza sviluppata sulle pratiche della natura e della tradizione: i grandi saggi del taoismo, i classici della cultura orientale e i filosofi dell'antica Grecia sono i pilastri di un sapere coltivato nella dedizione e nell'intimità con la natura.

La scrittura di un libro in forma poetica incentrato sulla botanica è il progetto che Mondadori propone a Tiziano. L'autore compone “Ogni albero è un poeta”, che tratta il viaggio compiuto nel bosco e le conseguenti riflessioni trascritte da Silvano, una sorta di alter ego di Tiziano, dal nome chiaramente evocativo.
La struttura dell'opera permette una lettura antologica, proponendo una raccolta di preziosi frammenti, di brani indipendenti, che non obbediscono ad una rigida e dettata sequenza temporale: è una fruizione libera quella che l'autore sembra suggerire.

A metà tra il romanzo e il saggio, il testo trasmette energie, sonorità, percezioni, catalizzate dai grandi alberi. E' una esperienza dai tratti mistici, quella compiuta al cospetto dei giganti della natura, che sfugge alla razionale comprensione. La dendrosofia propone una dimensione in netta antitesi con il vivere frenetico dell'attuale società, che impone ritmi divenuti internazionali: dall'estremo oriente fino al noto occidente l'umanità intera è imprigionata nella rete della dipendenza tecnologica. E' un mito da sfatare infatti, quasi un pregiudizio, quello che dipinge l'oriente come un mondo intriso di spiritualità e l'occidente come una realtà agli antipodi.
“La spiritualità è distribuita sul pianeta” ammonisce Tiziano Fratus.

Ad un mondo sempre più accelerato, veloce, caotico e superficiale, l'autore preferisce una dimensione intima e raccolta, la calma assoluta, il silenzio degli alberi. Quello di Tiziano è un mondo di uomini sui generis, che vogliono dedicare tempo a se stessi, praticando forme di spiritualità differente dalle pratiche religiose. La carta stampata reca testimonianza di molti viandanti che accompagnano chi si incammina sul sentiero del silenzio, richiamato dalla voce attraente della natura. Molti esploratori dello spirito intraprendono un percorso in continua scoperta e incontro con il paesaggio, che si sottrae all'obbligo di uniformarsi ad uno stile di vita sempre più frastornante.
Ma il bosco, come suggerisce la letteratura tradizionale, può mostrare anche il suo volto misterioso, il suo essere “extra moenia”, luogo di pericolo: l'adatta scenografia dei classici thriller oltre oceano. Benché oggi la selva non sia più uno spazio inesplorato, ai margini dell' urbanizzato, normato da leggi proprie e governato da sconosciuti codici, impartisce talvolta la severa lezione della natura. Anche a questa tematica, è dedicato un passo di “Ogni albero è un poeta”.

Quando ci si trova al suo cospetto, un grande albero diventa qualcosa di più di una creatura naturale, diviene principio creatore, ordinatore, grammatico.

Ho trascorso parte del tempo che la vita mi ha concesso a sgranare gli occhi e i sensi ai piedi dei grandi alberi ingrottati e butterati, più erano grandi e deformi e più li cercavo, con ossessione e desiderio. Per me un grande albero è Arborgrammaticus: regolatore della vita e del tempo, re della foresta, memoria e testimone ultimo della storia di un pezzo di mondo.
da “Disegnare pigne sui rami”

Commuove, quasi, la grande delicatezza con cui Tiziano fruisce della presenza degli alberi: ama avvicinarsi a loro, in un contatto intrapreso con grande cautela, senza abusarne, rifuggendo l'abbraccio, per onorare quel rispetto che sembrano incutergli; lo scrittore predilige incontrare l'ultimo tratto delle foreste alpine: quella fascia di confine con il regno della pietra, quel lembo di terra oltre cui la selva si spegne e si incontra il “mondo dello scalatore”.
L'incontro con l'albero offre ogni giorno una nuova esperienza, inedite sensazioni, dipendenti dalla nostra predisposizione all'ascolto, ed alla contemplazione. Si apre così “Il tempo delle radici”, l'occasione per esercitare quelle religiosità selvatiche in cui gli alberi si calano nelle vesti di sapienti sacerdoti: ed è là, tra loro, che Tiziano percepisce il suo divenire parte del paesaggio.

Diventare albero. Come un albero ho una corteccia che si ispessisce ogni anno di un nuovo cerchio. Come ogni albero che segue lo scandirsi delle stagioni rinasco in primavera, metto fuori nuove gemme, nuove foglie, nuovi fiori, mi espando in estate e mi coloro d'autunno, prima di denudarmi e tornare a essere soltanto radice cava in inverno.
da “Voce del verbo arborescere”

E' un contatto intimo e rivoluzionario, quello che unisce Tiziano alla natura, è un'esperienza di trasformazione. Come Jona nella pancia della balena avverte finalmente la presenza di Dio e diviene un profeta, così in California, nel ventre anch'esso cavo delle antiche sequoie, Tiziano pratica le prime forme di meditazione. E' là che intraprende quel percorso teso alla decostruzione dell'io, quel processo che non si leva in antitesi con la parola, ma anzi la supera, perché da spiriti in sintonia con la natura, non si avverte più necessità di difendere alcuna posizione.

Anna Marini

copertina
Ogni albero un poeta
Storia di un uomo che cammina nel bosco Anna Marini
Mondadori (collana Arcobaleno), 2016
Pagine 240, € 17,00
ISBN 160;9788804657408
Disponibile anche in ebook a € 9.99


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  24 maggio 2016