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Altri voli con le nuvole
Gli acquarelli di Nicola Magrin
Tania Marinoni

                          

“L'ho cercata a lungo e adesso è la mia baita”.
Ha cercato per anni la sua baita, Nicola Magrin, nato a Milano nel 1978, ma cresciuto tra le montagne dell'alta Valmalenco. Nei luoghi della sua infanzia ha voluto affondare, da adulto e pittore, le sue radici. Queste mura accoglienti, riscaldate da un immancabile focolare, sono diventate non solo la sua dimora, ma anche un punto di partenza per un nuovo lavoro. Nicola Magrin ha illustrato importanti realtà editoriali, come l'opera di Primo Levi e quella di Tiziano Terzani, Il silenzio di Erling Kaggel, Le otto montagne dell'amico Paolo Cognetti e, per i grandi classici, Il richiamo della foresta di Jack London.

L'acquarello per lui non è solo una scelta stilistica, ma rappresenta l'arte pittorica, la tecnica nella quale riesce a raggiungere una grande spontaneità espressiva. Ha sempre amato dipingere con i pigmenti naturali, intingere il pennello in ciotole d'acqua “sporca” e creare direttamente sulla carta, senza uno schizzo preparatorio. I colori “acquosi” gli danno la possibilità di sbagliare, sì, poiché è proprio nell'inciampo che si trova lo stimolo per cercare nuove strade. E questa è anche la grande lezione della Montagna, che insegna a non fermarsi di fronte ad una difficoltà, ma a proseguire su percorsi alternativi.

Nei capolavori di Magrin si apprezza un tratto essenziale e poetico, che esprime il silenzio della Natura e rivela quanto il pittore ami la letteratura e le culture orientali. Nei suoi paesaggi si incontrano camminatori solitari raffigurati di spalle, lupi che ululano, stormi di uccelli in volo: sono parte del suo mondo, sognato e vissuto nelle estati d'infanzia o nei viaggi intrapresi da adulto.

Altri voli con le nuvole è un romanzo pittorico nel quale Magrin esordisce come autore. L'opera è nata durante il primo lockdown e ha preso forma dalla voglia di viaggiare, dal desiderio di vivere un'avventura e dalla necessità di narrare una lunga storia. Un filo conduttore regge le quattro tematiche sviluppate nel libro: l'amicizia, l'anima, l'avventura e le radici. Quattro ingredienti che devono convivere, affinché l'esperienza possa tradursi in maturità artistica: non può esserci avventura senza amicizia, così come si possono gettare le fondazioni della vita solo dopo aver riflettuto sull'anima.

La Natura e le cime popolano il mondo di Nicola, ma la sua interiorità è arricchita anche dall'incontro con figure che il pittore ricorda nella sua opera. Così, “alla baita” ci presenta “Il Costante, il mio amico della montagna”. Di lui conosciamo pochi tratti, tuttavia essenziali: tutto lavoro e fatica, inseparabile dal suo trattore. Il pragmatismo fatto uomo, ma che le parole e i colori di Magrin tramutano in delicatezza.

Si susseguono con fluidità gli episodi poetici narrati da Nicola e scorrono con la stessa naturalezza dei fiumi. Così, dal torrente Mallero, che nasce dal monte Disgrazia e pullula di vita, ci si trova sulla riva dell'Inside Passage, “una striscia d'acqua dell'Oceano Pacifico”. Qui l'io diventa noi, nella dimensione del viaggio condivisa con l'amico Gianni Bianchi. Nelle distese sconfinate del Canada, dove “gli alberi sono tutti più grandi di quelli che conosciamo” li guida il filo ininterrotto e argentato della corrente. Nella British Columbia, dove pescano “nel lago ghiacciato”, Nicola vive l'incontro che segnerà la sua produzione: è un branco di lupi, visto all'improvviso e osservato in solitudine o forse in compagnia, poiché “anche le oche canadesi li sentirono. E l'alce li vide”. Nicola sente la percezione degli animali, in Canada, come alla baita, e la dipinge su carta.

Il paesaggio canadese lascia il posto ai tratti tipici delle terre d'Alaska, dove “le sere di giugno non finiscono mai” e sembrano eterne sotto un cielo trapunto di stelle. Qui, dove la Natura è più aspra e mette alla prova la tenacia dei viaggiatori, Nicola è in compagnia dell'amico e scrittore Paolo Cognetti. Piove sempre e capita persino di guadare un fiume. Ma per fortuna, la Montagna li ha allenati e i due compagni di viaggio, guidati dal salmone diretto alla sorgente, procedono sicuri.

L'Himalaya indiana irrompe nella vita e nell'arte di Magrin con il rosso carico dei suoi rododendri e il massiccio montuoso del Nanda Devi. Per 180 giorni fu terra e rifugio di Tiziano Terzani, che il pittore percepisce così presente pur nella sua grande e interminabile assenza. Su queste cime Nicola assiste all'alba più bella di tutta la sua giovane vita. E noi possiamo riviverla con lui, vederla così accesa nei rosa intensi, grazie ai suoi meravigliosi acquarelli.

Tania Marinoni

GLI ACQUARELLI

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I SOGGETTI
La baita, Il fuoco della baita, Il Costante, Il monte Disgrazia.
Insieme, Gli alberi sono tutti più grandi di quelli che conosciamo, Capita anche di guadare un fiume, Pescavamo nel laghetto ghiacciato.
Il branco di lupi, Anche le oche canadesi li sentirono, E l'alce li vide, Alba sul Nanda Devi.

copertina

Altri voli con le nuvole
Nicola Magrin
Salani Editore - 2021
Pagine 256, € 16,00
EAN: 9788831009782



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  7 febbraio 2022