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FB SPECCHIO DEL TEMPO
Articolo 18
JLV

Baluardo fondamentale per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori o falso problema tirato in ballo per non parlare di quelli reali ? Da difendere con le unghie e coi denti o se ne può discutere ? E perché vale soltanto per determinate categorie di lavoratori e non per altre ? Non è meglio avere magari meno salvaguardie ma averle tutti ? I sindacati fanno davvero soltanto gli interessi dei lavoratori consolidati ?
Se ne discute a tutti i livelli; Arengario ha già riportato diversi punti di vista e qui si riporta una discussione iniziata su Facebook da Cinzia Gubbini, giornalista free lance, già de il manifesto.


Cinzia Gubbini
21.09.2014
22:40 (circa) · 
Non voglio fare polemica a vuoto, ma cercare di ragionare. Qualcuno mi può spiegare quale posto di lavoro ha salvato l'articolo 18? Io ho visto migliaia di persone licenziate, in aziende che non stavano affatto fallendo, con l'accordo dei sindacati. Se poi volete venirmi a fare l'esempio della ragazza licenziata perché non la davo al padrone, ve ne porto 10 che se ne sono dovute andare causa mobbing, perché non gliela davano. Non lo dico perché sono a favore dei licenziamenti facili, tutt'altro. E sarei pronta a scendere in piazza se qualcuno osasse voler mettere in discussione l'articolo 28 (libertà sindacale) quello che ha fatto ottenere il reintegro dei lavoratori di Melfi in Fiat (quelli sì, posti salvati contro lo strapotere padronale). Oggi, adesso, in questo momento, io 'st'indignazione popolare per l'articolo 18 davvero non la capisco. Il licenziamento andrebbe sempre evitato, quando questo è possibile. Ma come? A che è servito st'articolo 18? Chi l'ha visto? Tanto più che praticamente non esiste più, dopo la riforma Fornero: o meglio, l'accodo con i sindacati è stato di scrivere quella legge abbastanza male per cui se vivi in zone dell'Italia con tribunali sensibili e sindacati attivi, vieni reintegrato, sennò ti attacchi. Questo è quello che sta succedendo, da tre anni. Facciamola l'analisi sulla riforma Fornero: scoprirete che in certe zone del nord le percentuali di reintegro sono alte, e in altre zone pari a zero. Questa è democrazia? No, ma siccome a qualcuno fa comodo....E stiamo difendendo sta roba qua? Ripeto, non ce l'ho con nessuno, perché capisco il punto di vista di tutti. Però andiamo anche oltre. Per esempio andiamo avanti sul job act, che è un gran casino e dice di voler facilitare, ma ne dubito. Tutti dicono che vogliono fare 3-4 contratti e poi ne rimangono in piedi 40 (38, forse...). Per me sul lavoro i problemi sono tre: 1) i salari. In Italia si lavora per due lire, ovunque, tranne alcuni top manager e gente che si porta a casa stecche allucinanti con alcune fortunate stock option. Alzare il livello dei salari e del pagamento delle prestazioni. ALZARE 2) l'unico deterrente vero per l'azienda, secondo me, è dire: se mi licenzi (sia per indeterminato che per determinato) mi devi garantire una buona uscita, e non ci stanno cazzi, accordi, eccezioni, niente. Sì, è brutto essere licenziati a 50 anni, ma intanto con un quarantamila euro in banca (in base all'anzianità di servizio, ovviamente) t'assicuro che la vita ti sorride più che stare ad aspettare l'assegnino del cazzo da 800 euro (quando va bene) dell'Inps per la cassa integrazione. Oh, ovviamente dovrebbe trattarsi di soldi non tassabili (al contrario delle attuali liquidazioni) 3) Obbligo di aggiornamento (a carico dell'azienda) da una certa età in poi. Il tutto, per ciò che mi riguarda, a fronte anche di una sfoltitina alle tasse a carico delle aziende. Non è il migliore dei mondi possibili, anzi, fa abbastanza schifo. Ma intanto può essere che soffochiamo un po' di meno. E ora, insultatemi.

Giovanni C. È un piccolo limite all'arroganza dei padroni. Molestie sessuali, mobbing, voglie di dominio incontrollabili in fabbrica trovano ancora un argine nell'art.18 ( esperienza personale).
Io dicp solo, prima di pontificare in astratto, passateci in pratica.a me hanno minacciato i
Licenziamento per averaccettato l'incarico , costituzionalmente tutelato, da assessore.@se non avessi fatto valere la minaccia del reintegro ( è chiaro che. Rottosi i. Il rapporto di fiducia in una piccola azienfa, non avevo tutta sta voglia di rientrare a lottare ogni giorno ma avevo ancor meno voglia di restare semza stipendio) la sola minaccia del reintegro li ha indotti a liquidarmi per quello che mi permetteva di vivere per una anno e non, contrattualmente, per tre mesei. E sti cazzi!

Cinzia Gubbini Ma sei sicuro? Io conosco invece persone che se ne sono andate e basta (esperienza personale)

Sergio B. Cara Cinzia, i punti 2 e 3 sono due punti cardine della proposta di Ichino. Mi trovi (come mi trova quella proposta) totalmente d'accordo.
 Aggiungo: l'art. 18, anche prima della riforma Fornero, ha, come caratteristica essenziale (e mai citata dai sindacati), quella di non prevedere alcuna forma di indennita' per il lavoratore licenziato (individualmente) per motivi economici validi. La proposta tua (e di Ichino) prevede la corresponsione di una indennita' per qualunque licenziato. Mi pare che proprio in questo stia l'estensione dei diritti

Alfio N. http://www.emilianobrancaccio.it/.../quante-balle.../
la cosa che mi sorprende è che questo ragionamento lo fa Cinzia . Significa che al renzismo non ci sono antidoti

Emiliano B.
Quante balle sull'articolo 18 www.emilianobrancaccio.it
RAI Radio Due, Ovunque6 – 21 settembre 2014. Le nuove proposte del governo Renzi... 

Checchino A. Dev'essere una bella soddisfazione trovarsi d'accordo con Ichino

Alessandro M. Ma che dici Cinzia? I licenziamenti ci sono, e' vero, ma l'art 18 impedisce almeno quelli individuali senza giusta causa o giustificato motivo. Di che parliamo?

Cinzia Gubbini Alessandro Ma non è più così! Fai una bella inchiesta sui reintegri con la riorma Fornero, con annessa cartina geografica
Checchino la riforma Ichino è persino più estremista di me! Prevede addirittura che l'azienda ti trovi un altro lavoro, oppure ti garantisca lo stipendio per tre anni (mi pare). Ma l'hai mai letta?

Checchino A. c'è chi è stato reintegrato decine di volte grazie allo statuto dei lavoratori
ne riparliamo quando tenteranno di reintrodurre lo ius primae noctis

Alfio N. Cinzia buona fortuna se ti fidi di Ichino. La prossima mossa sarà l'abolizione del divieto di lavoro infantile e troveranno delle motivazioni apparentemente convincenti.
…la dignità non si monetizza

Giovanni C.  Si , in clima di austerity la proposta ichino è pura malafede.
Il punto politico non è il discrimine tra chi è dentro il recinto delle tutele e chi è fuori ( almeno per renzi) . È abbattere ogni resistenza rimanente. Del mondo del lavoro per procedere alla deflazione salariale.@ stop.@de ipse fabula narratur

Fabio M. Ho lavorato come dipendente ma sopra tutto come consulente presso molte aziende e basandomi su ciò che ho vissuto direttamente o per storie vicine ti posso garantire che la possibilità di reintegro ha frenato in molti casi l'arbitrio di chi deteneva più potere, il datore di lavoro.
Per tutti vorrei l'art. 18 (pre fornero ovviamente!) ed un governo che creasse un lavoro degno e non ulteriore frazionamento e ricatto ai lavoratori.

Stefano G. Il ragionamento non mi convince rovesciando il tutto. 1) Quanti posti di lavoro in più garantirebbe togliere l'art 18? Nessuno, il problema è come si deve sviluppare il sistema produttivo. Cosa produrre e per chi. 2) Innovazione legata a quello che da noi si potrebbe produrre, magari con minore tassazione sul lavoro di chi decide di restare qui a investire e a garantire lavoro e mazzate sul collo a chi delocalizza 3) I licenziamenti discriminatori avvengono e non per il 18 ma grazie anche alla rif. fornero, all'essere proni dei sindacati, alle deroghe ai contratti nazionali, alle 46 modalità di assunzione in vigore (altro che flessibilità e all'art 18) 3) Salari bassi e orari troppo lunghi, a mio avviso pesano altrettanto. Lavorare meno a parità di salario e senza perdere diritti deve essere centrale (fanculo a Ichino). 4) L'abolizione del 18 ha un obiettivo: diventare come la Spagna dove si può licenziare in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione, se vogliamo questo cominciamo a cedere anche col 18 invece di pretendere tutele reale per chi lavora a tempo determinato e abolizione del precariato schiavista!

Sergio B. Cinzia, hai centrato il punto: il licenziamento e' facilissimo se l'indennita' e' di importo risibile. Non lo e' se l'indennita' e' cospicua. Oggi, un sindacato serio dovrebbe auspicare questa riforma e pretendere, allo stesso tempo, che l'importo dell'indennita' sia fissato dalla contrattazione collettiva nazionale, anziche' dalla legge.

Alessandro M. Cinzia dammi retta, ti sbagli, di tante cose si può discutere ma la storia dell'art 18 non sta in piedi, c'è già stata la riforma Fornero, come ricordi tu, non c'è motivo di erodere ulteriormente l'area del reintegro. Ma poi in cambio di cosa? Non ha davvero senso questo discorso. Te ne trovo a pacchi di non licenziati grazie all'art 18, anche nei giornali

Stefano G. Beh la signora Camusso, affini e fassina si indignano oggi. C'è chi s'è inkazzato da prima!

Giovanni C. Cinzia: meglio tardi che mai

Alfio N. la riforma Fornero ha ridotto l'incidenza dell'art.18 che però rimane argine al totale sopruso dei padroni nei posti di lavoro. Per questo lo vogliono cancellare . E' la chiave per riscrivere tutto lo Statuto dei lavoratori che, non a caso, un tempo veniva definito come la Costituzione che entrava nei posti di lavoro. Stanno demolendo la Costituzione antifascista e in parallelo demoliscono quello sui posti di lavoro

Alessandro M. Non bisogna proprio accettare di discutere dell'indennità, e' sbagliato per principio, si può già fare ora di pagare uno perché se ne vada, non esiste proprio questo problema, non serve una legge. Per il licenziamento indivuduale illegittimo la sanzione dev'essere il reintegro, se no e' finito il contratto a tempo indeterminato.

Alessandro F. Cinzia Gubbini ministro del lavoro

Cinzia Gubbini Alessandro M. io insisto: per come ho visto gestire l'articolo 18 post riforma Fornero è un vero schifo, dipende tutto da chi sei e da dove vivi, perché intanto ti licenziano, poi del reintegro ne parliamo, ma la maggior parte della gente viene liquidata con cifre bassissime e se la piglia in quel posto! Io vorrei una riforma che a fronte di uno sgravio di tasse e contributi alle imprese garantisse una quota di denaro da dare in contante al lavoratore licenziato. E te lo dico perché io sono stata una licenziata e ho vissuto - da super privilegiata - il calvario degli assegni di cig e di disoccupazione. E non ti dico chi sta con l'Inps che gli succede! Si tratta di roba che ti distrugge psicologicamente..Dai soldi alla gente, subito e decenti, poi la gente se li gestisce e qualcosa può essere che si inventa, mentre così siamo tutti poverelli disposti a lavorare per due lire. Io la trovo una enorme dittatura psicologica, sbaglierò...

Fabio M. Oltre alle cause vinte c'è anche l'effetto deterrente che previene gli abusi.
Hai mai pensato quanti padroni ci sono andati piano con straordinari non pagati, demansionamenti o abusi di altro tipo per evitare le vertenze? Ne conosco di contratti a progetto p.iva e determinati, bella vita di m...
chiedetelo a loro come si lavora quando si è ostaggi dell'ennesima richiesta o pseudo emergenza di turno.
Il governo Renzi scarica la crisi economica e quindi delle aziende sui lavoratori.
L'alternativa sarebbe andare in Europa e dire che il sistema è fallito.
Il resto so drammi camuffati da riforme

Alfio N. Cinzia, in modo più sintetico, quest'altro signore difensore dei precari, sembra apprezzare molto.

Cinzia Gubbini Io sto dicendo questo: per me l'articolo 18 lo possono pure togliere, ok? Quindi a quel punto non si sa più perché tu sei stato licenziato, se perché stai sul culo allo stronzo padrone o perché lo stronzo padrone vuole dislocare parte della sua produzione da qualche altra parte o che cazzo di altro. L'articolo 18 non c'è più, ci sono solo persone licenziate per motivi x. A quel punto, tranne ovviamente liquidazioni, chiusure, sfaceli eccetera scatta il fatto che l'azienda (a fonte di opportuni sgravi da qualche altra parte, perché non è che puoi chiedere il sangue all'imprenditore) ti liquida con - che ne so, non mi fate fare i conti che poi dico veramente cazzate! - un anno e mezzo di stipendio per ogni 10 mesi lavorati. Quei soldi tu li vedi subito zip, in banca, senza tasse: sono tuoi. L'imprenditore te li metteva da parte e ci faceva il suo gruzzoletto di capitale - che rende le aziende solide - per quando tu gli andavi sul culo.
E comunque io penso proprio questo, che ci stiamo incazzando facendo il gioco di Forza Italia che siccome non sa che dire e che fare ha ritirato fuori sta storia dell'articolo 18, facendone il suo vessillo. Vorrei parlare di altro, tipo dei salari che sono il vero dramma di questo paese

Alfio N. Forza Italia non sa cosa dire perché tutto quello che ha da dire lo dice già Matteo Renzi . Infatti è Renzi che ha messo giù questa vicenda dell'art.18 per non parlare di salari. Insomma il depistatore del problema non sono chi dice : l'art.18 non c'entra niente con la crisi economica, ma il governo che dice : cancellando l'art.18 ci sarà più flessibilità e le multinazionali verranno in Italia ad assumere

Alessandro M. Senza art 18 i salari scendono, comunque parliamo di salari.
Matematico perché possono sostituire chi costa di più, secondo contratti già superati, con chi costa meno, in base ai nuovi contratti

Fabio M. C'è sempre qualcuno che utilizza male e a proprio profitto il meccanismo di tutela sociale.
Per dare una stretta alle pensioni di invalidità ti fanno vedere al telegiornale il cieco che fa le pinne sulla vespa.
Una volta imbonita l'opinione pubblica "sdraiano" tutte le pensioni di invalidità.
Questo è il metodo Striscia la notizia, lo stesso che applichi tu.



Cinzia Gubbini No  non è una questione di giovani, è proprio così. Prendi le banche: sai quanta gente è stata mandata in pensione anticipatamente, con le banche che hanno pagato buonuscite favolose per mandare la gente in pensione a 55 anni e riassumere uno di 25 anni pagato la metà? Ma da mo' che succede questo..
Beh sì una cosa del genere, tu hai 60 anni, hai la possibilità di andare in pensione ti ci mettono sopra cinque anni di retribuzione e riassumono uno che pagano la metà di te. Per te pensionato è una ottima offerta!
Poi invece se stai in un giornale non riassumono nessuno, si basano sulle partite iva o sui precari vari e a te pensionato ti fanno fare le collaborazioni 

Alessandro M. Sui 60enni si può ragionare, ma tolta la diga dell'art 18 discuti anche dei 40enni e 50enni. E sui prepensionamenti non si può fare come e' stato fatto anche per i giornalisti perché queste pensioni si rischia di non poterle pagare con i contributi di pochi che guadagnano meno.
A Bologna c'era pure un sistema per cui l'anziano va in part time e assumono un giovane full time .
Non ti dico che succede senza art 18 nei giornali...

Valentina E. Hanno creato dipendenti fantasma con partita iva, che si devono pagare i contributi da soli, tipologie di contratto assurde che neppure conosco nel dettaglio. diciamo che l'eliminazione dell'art.18 comporta l'azzeramento delle garanzie anche per chi aveva un contratto vero. Non una possibilità in più per qualcuno, ma una in meno per i pochi fortunati rimasti in circolazione. tutto qui

Valentina P. Io ho 35 anni, guadagno discretamente. In 10 anni ho firmato circa 15/20 contratti a progetto. Iniziano e scadono, dopo 3 mesi, 6 mesi, 1 anno. L'ultima cosa che voglio nella vita è un tempo indeterminato. Anzi, cerco la possibilità di cambiare, sempre più spesso. L'ultima cosa che mi manca, è l'art. 18. Cerco progetti, finanziatori, nuovi format, reddito di cittadinanza, investitori pronti a scommettere su idee e qualità. Mio fratello ha 32 anni, è un operaio. Guadagna la metà di me, ma ha versato tre volte i miei contributi. Ha un contratto a tempo indeterminato. E' un turnista, in una grande fabbrica. Ha la malattia, le ferie, i permessi sindacali... E quel che è rimasto dell'art 18. E viva Dio... Non sarebbe facile senza questi diritti continuare a pensare, lottare, farsi male ecc ecc. In quel contesto industraile che si chiama fabbrica. Poi hai ragione tu Cinzia, oggi anche gli operai con l'art. 18 finiscono nel cimitero della crisi ... Il discorso è complesso... e non lo esaurisco con queste parole... Ma il punto è che squella sull'art. 18 è una battaglia ideologica, non di sistema. Sai a chi serve che l'art. 18 sia cancellato? Ai grossi gruppi industriali, quelli che hanno bisogno di alleggerirsi di qualche altro migliaio di lavoratori. Non esiste un'unica soluzione per tutte le figure lavorative, oggi. A me e a mio fratello servono cose diverse in questo momento. Io non voglio che vengano toccati i suoi diritti e voglio per me il reddito di cittadinanza. Servono interventi modulari.


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  22 settembre 2014