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Moni Ovadia e il muro
Franco Isman


La carovana yiddish si rimette in viaggio
Intervista di Giuseppina Manin a Moni Ovadia sul Corriere della Sera del 2 ottobre

Un muro sorgerà anche in scena…
«Il più scandaloso. Costruito da Israele per dividere Gerusalemme e tener fuori i palestinesi. La spiritualità vertiginosa dell'ebraismo si infrange su quel muro, lievito di tutti i nazionalismi di oggi…»
E ora?
«Gli esuli si sono fatti stanziali, hanno deciso che quella terra è solo loro e invece di cultura producono tecnologia e start up. Il nazionalismo nasce dove si dice “prima noi”. È la Germania di “uber alles”, l'”America first” di Trump, l'Italia di oggi, di “prima gli italiani”. Anche gli israeliani si sentono superiori, se la prendono con i palestinesi inermi, decidono che il loro sangue vale di più. Israele è diventato uno stato razzista. Con la stessa logica e prepotenza del faraone di 3000 anni fa. La storia, il dolore, i soprusi subiti non hanno lasciato tracce».


Lettera al Corriere del 3 ottobre

Le dichiarazioni, pubblicate il 2 ottobre, di Moni Ovadia su Israele (in un'intervista rilasciata a Giuseppina Manin) sono «vergognose» in senso letterale: ovvero suscitano vergogna. Il muro in Israele non è stato costruito per «tenere fuori i palestinesi», come sostiene Ovadia, ma per impedire l'ingresso ai kamikaze che si fanno esplodere uccidendo civili innocenti (arabo-musulmani compresi).

Alessandro Litta Modignani
Associazione milanese pro Israele


Lettera al Corriere del 4 ottobre

Mi riferisco alla lettera di Alessandro Litta Modignani relativa all'intervista a Moni Ovadia.
Ha ragione Litta Modigliani quando afferma che il muro è stato costruito "per impedire l'ingresso ai kamikaze che si fanno esplodere uccidendo civili innocenti…"
Ma purtroppo ha ancor più ragione Moni Ovadia quando dice che il muro, originariamente previsto sulla cosiddetta linea verde (il confine fra Israele e Cisgiordania sancito dagli accordi di Oslo del 1995), entra per decine di chilometri in territorio palestinese incorporando numerosi insediamenti israeliani, abusivi per il diritto internazionale, fonti d'acqua, ed un ampissimo territorio adiacente a Gerusalemme, trasformato in quartieri della città, sempre abusivi per il diritto internazionale.
Grazie per l'attenzione
Franco Isman


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Questa la realtà, come ho raccontato in un articolo del 2015 dopo un viaggio in Israele e Palestina , e giudichi chi è capace di farlo.

A partire dalla primavera del 2002 Israele iniziò la costruzione del Muro, ufficialmente allo scopo di impedire o almeno limitare l'intrusione di terroristi palestinesi in Israele che avevano provocato un migliaio di morti a partire dal 1989 (1400 secondo una fonte israeliana, 804 secondo Vikipedia); gli attacchi suicidi erano la strategia proclamata da Hamas. E lo scopo è stato effettivamente raggiunto passando dalla punta di 238 morti nel 2002 a nessuno nel 2009. A Tel Aviv c'è stato un attentato nel 2006 e poi nessuno fino al 2012.

E' necessario fare una netta distinzione fra quella parte di muro costruita sulla linea verde e tutta la parte che invece si inserisce, anche molto profondamente, nel territorio palestinese.
Il muro è una non soluzione, tutti i muri non sono una soluzione, ben altri dovrebbero essere gli approcci e le soluzioni dei problemi. Il muro sul confine però non è illegale, come non sono illegali gli innumerevoli muri che stanno sorgendo ovunque nel mondo, da quello fra Stati Uniti e Messico a quello in Spagna per tener lontani i marocchini, a quello di Cipro, a quello realizzato in questi giorni dal regime fascista di Orban.

Enormemente più grave, illegale e più volte condannata dall'ONU, la costruzione di lunghissimi tratti di muro che si insinuano per decine di chilometri dentro il territorio palestinese in modo da incorporare nel territorio di Israele i principali insediamenti di coloni (anch'essi dichiarati illegali dall'ONU) e di impadronirsi di terreni con interessanti risorse idriche. Non ha importanza, anzi è probabilmente voluto, che il muro separi gli abitanti di piccoli villaggi palestinesi dai loro campi.

Impressionante lo sconfinamento del muro tutto attorno a Gerusalemme
dove incorpora i grandissimi insediamenti di Ma'ale Adumim, Pisgat Ze'ev, Ramot e Gilo, veri e propri sobborghi di Gerusalemme, dichiarati unilateralmente parte della municipalità di Gerusalemme. 
Il piano di sviluppo della zona E1 confinante con Ma'ale Adumin prevede un'ulteriore massiccia urbanizzazione con l'allontanamento forzato delle piccole comunità palestinesi che hanno già ricevuto la notifica della demolizione dei loro alloggi dichiarati abusivi.

Franco Isman

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  4 ottobre 2018