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RIFLESSIONI
Europa ed europeismo
Umberto Puccio


In prossimità delle elezioni "europee" tornano ad essere usati due termini Europa ed europeismo su cui occorre una approfondita sessione di igiene lessicale, dato il loro svuotamento di contenuti precisi ("chiari e distinti", per usare il linguaggio cartesiano) e il loro stiracchiamento ed uso (o abuso) in direzioni diverse e spesso contrapposte. Insomma, come altre parole della politica tipo "democrazia" e "libertà", sono diventati contenitori vuoti che ciascuno riempie del proprio vino.

Anna Marini ha recensito il libro di Antonio Padoa Schioppa "Perché l'Europa. Dialogo con un giovane elettore" con osservazioni interessanti che vorrei qui ampliare e precisare.

Prima domanda: quale europeismo?
Quello dei "sovranisti" che ha precisi ed espliciti connotati nazionalisti, suprematisti "bianchi" e "cristiani" anti islamici e che, nei suoi contenuti di integralismo religioso ed esclusivismo etnico razziale, si contrappone in maniera totale all' europeismo laico, democratico e internazionalista del pensiero illuminista?
Quello della versione "moderata" e centrista che esalta l'identità "cristiana" dell' Europa come unico elemento unificante e di superamento delle "differenze" nazionali?
Quello di chi utilizza l'Europa a fini politici "nazionali" e nei fatti continua ad agire nelle Istituzioni Comunitarie secondo la logica degli interessi nazionali secondo i rapporti di forza e distribuzione contrattata dei posti di potere?
O quella che, superando le equivoche definizioni di "Europa dei Popoli" e di "Europa delle Nazioni", faccia riferimento a quell' Europa dei cittadini che, dopo la tragedia dei nazionalismi novecenteschi auspicava un' Europa federalista, democratica e laica, scaturente dalla valorizzazione delle differenze individuali, culturali e religiose e del loro fecondo interscambio? 

"Hic Rodus, hic saltus": se non abbandoniamo la non del tutto disinteressata convinzione che l' unificazione europea derivi "naturalmente" dall'integrazione economica e monetaria (cosa contraddetta dagli ultimi 50 anni di storia delle Istituzioni europee), se non portiamo a compimento sul piano istituzionale, la costruzione degli Stati Uniti d'Europa a struttura FEDERALISTA:
- sul piano politico-sociale, il superamento del neoliberismo e delle crescenti diseguaglianze economiche e disparità di diritti;
- sul piano culturale, la rivoluzione antropologico-politica  che fondi i rapporti tra gli individui e tra la società umana e il pianeta che la ospita non sulla logica del profitto e sull' etica del sacrificio, bensì sulla logica del rispetto, del limite, della rinuncia di ciascuno a vantaggio di tutti;
- se non abbiamo il coraggio di fare queste scelte radicali, cadremo rovinosamente nel fossato del nazionalismo, delle guerre sotterranee e infine guerreggiate, della catastrofe ambientale.

Oggi ambientalismo e federalismo sono le uniche soluzioni (il primo sul piano dei contenuti, il secondo sul piano istituzionale) che guardano al futuro e che ci possono salvare dalla "coazione a ripetere" gli errori del passato.
Quando si dice che l'Europa degli ultimi 70 anni ci ha garantito la pace, si fa un'affermazione del tutto retorica. In realtà il pacifismo, l'antimilitarismo, la "riconversione" dell'industria delle armi sono del tutto negletti e predomina nei fatti l'esatto opposto. Non è vero che in Europa non ci sia stata guerra: a meno che non si consideri la penisola balcanica "non-Europa"; i tragici eventi della dissoluzione della ex-Federazione iugoslava (fomentati dagli interessi economici e geopolitici di stati europei, in primis Austria e Germania) ci hanno fatto rivivere scenari non dissimili da quelli delle guerre di religione dell' Europa secentesca. Per non parlare dell' Irlanda del Nord o della Spagna dell' ETA. 
Per non ripetere il passato, bisogna aver chiaro e senza travisamenti lo stato del presente.

Umberto Puccio

RIFLESSIONI
GLI ARTICOLI PUBBLICATI
  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo


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  18 maggio 2019